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378621 247000385365510 879255020 n (1)Bari – Tredici firme. Tante ne sono servite per mettere fine all’Amministrazione di Francesco Spina, Sindaco di Bisceglie da sette anni, eletto tra le fila del centrodestra con “La Puglia Prima di tutto”, ma passato armi e bagagli con la lista Monti non più di due settimane fa. E il diretto interessato si dice già pronto a ricandidarsi.
 
Dal partito dell’ex Governatore Raffaele Fitto non ci avevano pensato due volte a sostituirlo, all’indomani del cambio di campo, quantomeno alla guida provinciale del movimento politico della Bat, affidando i galloni al primo cittadino di Trani, Gigi Riserbato. Nel lungo braccio di ferro in città, invece, il Pdl ha risposto con la revoca dei suoi quattro assessori, Antonio Di Lollo Capurso, Leonardo Di Liddo, Angelo Consiglio e Mariarita Gentile, trovando subito la sponda del vicesindaco Dc, Gianni Casella, dimessosi a stretto giro di posta: “I cittadini  hanno votato per un’amministrazione di centrodestra e noi, coerentemente con le nostre idee e con il mandato che gli elettori ci hanno affidato, non possiamo accettare cambi di casacca nel bel mezzo di una delicata campagna elettorale che vede il Pdl su posizioni diametralmente opposte a quelle di Monti”, ha spiegato il senatore azzurro Francesco Amoruso. Spina ha provato a tirare dritto ed incassare il colpo, nominando numero due della Giunta Lucrezia Ruggeri, per la quale erano pronte le deleghe al Personale, Contratti e Appalti, e cercando di proseguire con i soli tre assessori rimasti ma non è bastato.
 
E se il malcontento era montato sin dai giorni del suo traghettamento tra i centristi, portandosi dietro ben dodici consiglieri, a trovare pieno compimento è stata la sfiducia proposta venerdì dalle opposizioni, pidiellini compresi, con tanto di firme dal notaio, com’era accaduto a Barletta con il Pd di Nicola Maffei. Ne aveva ritardato l’esito proprio la ritrosia dei democratici, in parte dissuasi dalla decisione del sindaco di portare la crisi in Consiglio il prossimo mercoledì 27: “I dissidenti vengano a dire perché è fallito il progetto della nuova Bisceglie e perché una maggioranza che conta  20 consiglieri su 25 si scioglie. Per quali interessi?”, ribadivano fino a ieri. Poi la situazione è degenerata ed il quorum del 50% dell’Assemblea raggiunto negli uffici notarili ne ha decretato ufficialmente lo scioglimento e il ritorno alle urne per i cittadini, probabilmente già nel maggio prossimo.
 
Con lo stesso Spina sulla griglia di partenza per tornare in sella? “Se ci saranno le condizioni per andare avanti lo faremo con il consueto impegno. Altrimenti scioglieremo il Consiglio ed io sarò il Candidato Sindaco con il sostegno delle dieci liste di cittadinanza attiva che supportano da sempre il mio progetto politico”, aveva detto alla vigilia della crisi. E non è detto che le carte in tavola non cambino ancora.
 
(a.bucci1@libero.it)
 
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