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Papaleo Bisceglie

Oltre il casual degli atteggiamenti, ricerca, sintesi inedite e dettagli non di ruolo nello spettacolo di Rocco Papaleo a Bisceglie.

Anna Maria Natalicchio, di Sinestesie Mediterranee, che ha portato Rocco ad affrontare questa serata, nel congedo lo indica come uno dei personaggi chiave del meridione, uomo che le fa esclamare:  “Viva il Sud”.

Un uomo lucano che vive da anni in altra città, che ha imparato a lavorare ed a realizzarsi  lontano dal paese di nascita, dove la mamma lo nutriva con pane e frittata.

E nel raccontarlo, il ricordo del pane che faceva un tutt’uno con il gusto dell’uovo, è ancora un ricordo caldo e insostituibile che lo emoziona. Rocco ha un tono  vibrante e inaspettato, parla del figlio, irride le consuetudini ma salva le tradizioni, scherza con i suoi musicisti, crea divertissement musicali, danza con una signora scelta a caso, vibra con la sua intelligenza e con la maturità che gli viene dall’aver dovuto combattere tanto nella vita, proprio perché uomo del Sud.

“Se la Puglia fosse una macchina, la Basilicata ne sarebbe il cofano” ci dice con un po’ di amarezza e scrolla le spalle anche quando si parla di giovani, di aspettative, di speranze. ”Possono tentare - aggiunge - o andarsene all’estero” e lo dice con la convinzione di chi ha vissuto in posti in cui la migrazione è stato il pane amaro di tante famiglie disgregate dalla lontananza.

Papaleo9

Interpreta le canzoni, perché è un artista, si ribella ironico con il pubblico che col brusio fatto di un’ iniziale mancanza di rispetto, sconsacra la sua scelta di andare sempre in posti dove lo scelgono, lo vogliono, e per sentirlo, pagano. Si crea il silenzio più completo, e solo in quel momento inizia il vero spettacolo e Rocco Papaleo diventa interprete poliedrico, nostalgico, graffiante.  

In conclusione, convince migliaia di persone a fare la scimmia lungo i gradoni dell’Anfiteatro Mediterraneo, posto di grande bellezza in riva al mare a Bisceglie, perché il suo intento è quello di registrare le oscillazioni ed i mutamenti del gusto di chi lo ascolta, ma anche di proporre uno stile, un modo di condurre lo spettacolo suo, personale, irriverente.

“Meridionando” è un esperimento di teatro-canzone, e persone e ricordi si affiancano alle armonie. Papaleo  racconta storie buffe  e romantiche perché il suo sguardo va dovunque oltre, cerca nuovi orizzonti, altre sfide, forti, decise, innovative al punto da diventare esse stesse linguaggio. Affiancate dalle parole, ovviamente, ovvero da pensieri ironici, da racconti inediti, da elementi di riflessione. Molto di quello che si chiama progresso è il ricordare ciò che si è dimenticato. Ed infatti per Rocco, usare la memoria è stimolo, necessario sfondo per il futuro, come linfa vitale della sua coscienza creativa  che è sempre in divenire.

Nel suo prossimo film: “Una piccola impresa meridionale” sceglie una canzone di Erika Mou, cantante nata a Bisceglie, nella vita abita lontano, non condivide il meridione ma ne ha ancora la coscienza, e dedica il suo tempo al passato ma anche al domani, e a quello che di utile, bello, buono, nuovo si può aiutare a costruire. E lui lo fa con la musica e le canzoni, con l’amicizia e l’ironia, ed anche e sempre con il ricordarsi di essere padre, di essere figlio, e di un panino col pane e frittata.

(Photo credits Michele Mancano)

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