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Francavilla clan

Arad (Romania)/Foggia – E’ stato arrestato dalla Polizia rumena ad Arad, a pochi passi dall’Ungheria, il latitante Francesco Russo 37 anni, originario di Foggia, appartenente al clan della malavita pugliese Sinesi-Francavilla. Sarà estradato, nei prossimi giorni in Italia dove dovrà scontare la pena all’ergastolo per omicidio.

Russo era ricercato, dall’aprile del 2012 dopo la condanna all’ergastolo, che lo accusava dell’omicidio di Francesco De Luca, il proprietario di un negozio di pompe funebri in via San Severo assassinato a colpi di pistola, nel 2003.

Il processo sull’omicidio De Luca, dove principale indagato risultava essere lo stesso Russo – condannato prima dal Tribunale di Foggia, assolto poi nel ricorso in appello a Bari, e condanna definitivamente annullata in Cassazione, celebrazione di un nuovo processo conclusosi con la condanna definitiva nel febbraio 2012 - venne rinviato di un mese, nel dicembre del 2010.  Secondo l’indagato, il giorno dell’omicidio lui era allo Stadio Zaccaria di Foggia ad assistere alla partita della locale squadra di calcio conto il Catanzaro.

Sebbene il nome di Francesco Russo fosse balzato in vetta ai nomi dei latitanti più ricercati, lo stesso risultava latitante solo tecnicamente a causa di un disguido burocratico riferito alla notifica dell'ordinanza di arresto emessa in ritardo. All'epoca dei fatti il Russo era già detenuto nella Casa circondariale dell'Aquila dove scontava una pena per altri reati in regime di carcere duro (41 bis). Il killer della mafia foggiana terminò di scontare la condanna il 21 marzo 2012, quando la condanna all'ergastolo venne confermata il 21 febbraio 2012 attraverso la sentenza della Corte di Cassazione che respinse il ricorso della difesa. Ma la notifica dell'Ordinanza di carcerazione firmata dalla Procura generale di Bari venne emessa solo il 10 aprile del 2012, quando Russo già si era reso irreperibile.

La Faida, guerra di mala: 10 omicidi a Foggia, 20 in tutta la Provincia - In particolare venne arrestato, il 12 agosto del 2003, e ritrovato latitante a Civitanova Marche, con ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale DDA, nell’ambito dell’operazione “Araba Fenice”, che ha portato in carcere esponenti del clan Sinesi Francavilla.

L’Operazione era stata condotta, allora dalla Squadra mobile e dalla Questura di Foggia, e daiRos di Bari, quando Francesco Russo aveva solo 27 anni. In quell’occasione era risultato latitante, dal 26 maggio 2003 per gli agguati ai danni diRodolfo e Gianfranco Bruno, Donato Pinto, Angelo Gallucci, oltre che per l’omicidio del titolare del negozio di pompe funebri.

Tra gli altri capi di accusa, che pendevano sulla testa del giovane aspirante boss risultava il ferimento, il 19 aprile dello stesso anno di  Luigi Perdonò. Omicidio fatto per vendicare la morte avvenuta, quello stesso giorno di Michele Quinto: uomo ritenuto vicino al clan dei Francavilla.

Secondo le ricostruzioni storiche delle indagini, gli inquirenti, da diversi mesi erano sulle tracce di Francesco Russo il cui domicilio cambiava, e si spostava dalla Romagna, alle Marche. Gli investigatori attraverso pedinamenti riuscirono così a intercettare alcune persone vicine al Russo fino a giungere sulle tracce di una Fiat Marea station wagon.

Gli agenti inseguirono la vettura fino a Civitanova Marche, dove il Russo risultava alla guida insieme ad un altro foggiano, Nunzio Mangiacotti, 31 anni arrestato per favoreggiamento. Lo fermarono ad un posto di blocco, ma il latitante dopo aver esibito un documento falso, e una volta compreso che la fuga era terminata, ha esclamato: “come avete fatto a trovarmi?”.

In seguito all’arresto di Francesco Russo del 26 maggio del 2003, di lì a pochi giorni, il 30 maggio avviene il 10° omicidio a Foggia, il 20° in tutta la Provincia del capoluogo dauno. Viene assassinato, nell’ambio della spietata guerra tra clan della “Società foggiana”, Giuseppe Francavilla, allora 31 enne operatore ecologico della ditta Daunia Service, parente del capo clan dei Francavilla incensurato con piccoli precedenti per violenza privata. Il corpo venne ritrovato da alcuni commercianti di fiori, alle 7.00 di mattina davanti l’ ingresso del cimitero di Foggia.

La vittima risultava essere parente vicino al boss del clan Francavilla, e cugino di Emiliano e Antonello Francavilla, nucleo a capo dell’ omonimo clan in guerra, in quel periodo con la famiglia malavitosa dei Prencipe-Trisciuoglio.

L’assassinio a colpi di pistola calibro 7,65 di Giuseppe  Francavilla si andrà ad aggiungere a quelli appartenenti allo stesso clan: Leonardo Soccio, ucciso il 13 agosto a San Marco in Lamis, e Marcello Consales, il 23 luglio a Foggia.

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