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Magneti (1)“E' passato un mese dalla notizia – dichiara Cosimo, uno degli operai Bridgestone - che ha sconvolto noi e le nostre famiglie, un mese che ci ha visto protagonisti... siamo riusciti a mantenere i nervi saldi, abbiamo garantito la massima professionalità e disponibilità, abbiamo dato un esempio di correttezza in tutte le nostre manifestazioni di protesta come non mai si era visto”. L’ansia è palpabile nelle dichiarazioni degli operai dello stabilimento barese Bridgestone, soprattutto in vista dell’incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma, con la direzione di Bridgestone Corporation, Invitalia SpA ed i Sindacati. ''Auspichiamo che all'incontro al ministero – dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Chimici, Luigi Ulgiati - i vertici Bridgestone illustrino nel dettaglio i piani per lo stabilimento di Modugno''. E prosegue: 'Abbiamo riconosciuto che, nell'ultimo incontro, si sia aperto un primo spiraglio nella vertenza, ma ora bisogna entrare nel merito delle questioni e valutare nel dettaglio proposte industriali valide per mantenere i livelli occupazionali intatti e salvaguardare un patrimonio industriale di grande valore, non solo economico, ma anche sociale per il territorio pugliese e per il comparto della gomma e plastica''. Con i lavoratori anche il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed il Sindaco di Bari, Michele Emiliano: “Siamo solo all'inizio del percorso, andiamo avanti consapevoli di avere delle chance per revocare definitivamente la decisione di chiusura”.
 
Aggiornamento sugli esiti dell'incontro a Roma: "L'azienda - spiega il lavoratore Agostino Pellegrino - ha messo sul tavolo due proposte: la prima valuta una sopravvivenza dell'azienda producendo pneumatici di bassa gamma (no uhp); la seconda una cessione a terzi. Le Istituzioni chiedono invece un rilancio dell'azienda in termini qualitativi e quantitativi (produzione uhp) ed un reale piano industriale per lo stabilimento". Si aprirà un tavolo tecnico il giorno 16 aprile.
 
 
La riconversione QBell di Miroglio, nel frattempo, potrebbe coinvolgere anche il plesso di Castellaneta. Ad oggi si tratta di un rumour, anche se piuttosto insistente: la società di produzione di televisori aveva presentato, giorni addietro, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, un piano industriale grazie al quale sarà possibile, in tempi stretti, l’assunzione di 100 lavoratori precedentemente legati alla società Miroglio, entro il mese di novembre 2013 (di cui i primi 70 già entrò il mese di luglio). Esclusi, almeno per ora, i restanti 91 lavoratori della Miroglio, non coinvolti nel progetto di riconversione con la Q-Bell technology e con la cassa integrazione in scadenza. L’investimento, però, stando a diverse fonti interne, potrebbe non interessare solo lo stabilimento di Ginosa ma anche il plesso di Castellaneta, andando a riassorbire così la totalità dei 190 dipendenti. Entusiasta l’Assessore al Lavoro della Regione Puglia, Leo Caroli: “Questa è la testimonianza che la Puglia è attrattiva, soprattutto quando tutti gli attori, pubblici e privati, lavorano per uno scopo comune”. 
 
 
La Magneti Marelli si tira indietro? "La Magneti Marelli Powertrain ci ha comunicato che non farà più l'investimento annunciato lo scorso mese di febbraio e previsto per il 2014, nello stabilimento di Bari, per la produzione del 'freechois' di quarta generazione (un cambio elettronico applicato sul volante delle auto del gruppo Fiat e di altri marchi europei)". A dare la sconvolgente notizia il segretario nazionale della Uilm, Eros Panicali. "Abbiamo chiesto al management di incontrarci affinché sia possibile rivedere la posizione".
 
Riguardo le notizie su possibili mancati investimenti presso la fabbrica “Magneti Marelli” di Bari, la Regione ha già provveduto a convocare l’azienda per approfondire la questione. “La Regione – spiega l’assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone – valuta sempre opportuno monitorare gli investimenti delle aziende cui sono stati concesse agevolazioni con fondi pubblici”. Secondo gli uffici, lo stabilimento barese che produce componenti per autoveicoli, è attualmente impegnato in un investimento rilevante che al momento prosegue ed è già in fase avanzata, “senza evidenziare – per quanto a conoscenza della Regione – criticità”. “Da una prima valutazione – spiega ancora la Regione - il problema potrebbe essere limitato ad una quota limitata degli investimenti programmati”. “In ogni caso, proprio per valutare la situazione – ha concluso la Capone – gli uffici stanno provvedendo a convocare l’azienda per una verifica”.
 
Stando ai fatti, però, l’azienda avrebbe deciso di spostare l’investimento da 7 milioni di euro in Slovacchia, non ritenendo più affidabile lo stabilimento barese. Il tentativo, secondo molti degli operai, è quello di scatenare una “guerra tra poveri” e sindacati: sono diverse le sigle, infatti, che già stanno lamentando i 20 giorni di sciopero continuo indetto dalla Fiom (“E' da più di due settimane ormai che organizzano due ore di sciopero al giorno che inevitabilmente creano dei problemi allo stabilimento”, dichiara il segretario generale della Fim Cisl Bari, Gianfranco Micchetti).
 
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