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Bridgestone Emiliano

 

Mi fa piacere apprendere dal comunicato della Bridgestone che essi conoscono il significato della parola “prudenza”,sottolinea in una nota il sindaco di Bari, Michele Emiliano, facendo presente come fino ad oggi, proprio a causa delle modalità con le quali la chiusura dello stabilimento è stata comunicata dall’azienda, abbia dovuto "gestire l’angoscia e la rabbia di centinaia di famiglie che sono state liquidate con una videoconferenza di 4 minuti". "C’erano modi istituzionali per comunicare una decisione così drammatica e questi modi non sono stati rispettati. Si è mancato di rispetto agli operai e alla città di Bari", precisa, guardando al tavolo tecnico del 14 marzo prossimo, al quale "l’azienda ha intenzione di partecipare con spirito costruttivo".
 
In quella sede, spiega il primo cittadino, destinata alla ben più importante finalità di salvare la fabbrica e oltre mille famiglie, "se l’azienda ne avrà ancora interesse, avremo modo di chiarire di persona le incomprensibili lagnanze concernenti i dirigenti della fabbrica. Inutile dire", specifica, "che se la Bridgestone con il suo comunicato intendeva invece intimidirmi ed impedirmi di essere la voce dei miei concittadini ha sbagliato indirizzo. Sono addestrato per resistere ad ogni tipo di intimidazione”
 
BridgestoneProtesta

Intanto fuori dai cancelli continua la protesta: delocalizzazione ed investimenti in paesi dove la manodopera costi di meno. Ecco, secondo gli operai della Bridgestone di Bari, i reali motivi dietro l’annuncio dell’avvio delle procedure per la chiusura dello stabilimento di pneumatici per autovetture, entro i primi sei mesi del 2014.

Il tam tam mediatico, nel frattempo, si fa sempre più veloce. In rete, ad esempio, una vera e propria mobilitazione di commercianti e gommisti che non ci stanno e promettono: “Per solidarietà – scrivono dalla fanpage di Li.Ri pneumatici - con i lavoratori di Bari, la nostra ditta non intende commercializzare prodotti Bridgestone, ci scusiamo con la clientela legata a questo marchio”. Perfino il Ministro Corrado Passera scrive, in una nota del ministero dello Sviluppo, che la società della Bridgestone "avrebbe dovuto discutere e confrontarsi preventivamente col Governo  e gli altri livelli istituzionali competenti sulla volontà di chiudere l'impianto pugliese, così da consentire l'individuazione di soluzioni alternative a quelle prospettate dalla società". Passera ribadisce una richiesta unanime: "Il gruppo giapponese fornisca, in tempi strettissimi, tutti i chiarimenti richiesti e tenga costantemente informate le istituzioni italiane".

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BridgestoneCartelloni

Le uniche risposte ad oggi arrivate dal Giappone confermerebbero soltanto la volontà di tenere aperto un dialogo. Il capo della comunicazione di Bridgestone Corporation, Makoto Shiomi, avrebbe invitato a mantenere cautela e pazienza: “Aspettiamo quella data, è l'unica cosa che posso dire in questo momento”. Peccato si debba tenere conto di 950 operai e delle famiglie di ognuno di loro: impossibile lasciare delle persone, non dei numeri, in balia dell’incertezza di un futuro. Anche solo se a breve termine.

La classe politica intanto, per una volta in maniera bipartisan, appoggia in pieno le iniziative di presidio, sit-in e anche semplici riunioni degli operai. Massimo Cassano (PdL), il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, sono solo alcuni dei politici che hanno portato, davanti ai cancelli dello stabilimento, la promessa di un impegno serio agli operai. "Pensiamo di poter ottenere che Bridgestone – ha rassicurato Vendola - venga al tavolo del ministero che si farà il prossimo 14 marzo sapendo che la nostra reazione sarà molto dura, perché possiamo colpire la Bridgestone nell'onore e nella reputazione". "Questa azienda – ha ricordato il governatore - non ha alcun problema dal punto di vista della logistica come ha sostenuto qualche manager della Bridgestone, che con un colpo di pena ha deciso che la fabbrica deve chiudere. Noi non lo possiamo accettare".

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Le prossime tappe. I dipendenti della Bridgestone di Bari saranno accolti nella seduta del Consiglio della

BridgestoneManifestazione

Regione Puglia di martedì 12 marzo, alle ore 9,30.  La crisi Bridgestone “entrerà anche in aula” annuncia, infatti, Introna. In avvio del Consiglio, il presidente Vendola farà il punto di quanto fin qui prodotto dalla Giunta regionale, anche in vista dell’incontro ministeriale di giovedì 14. “Serve una presa di posizione forte, una mobilitazione delle Istituzioni per denunciare la scelta senza fondamento del management giapponese”, dichiara il presidente Introna, che definisce “immotivata” la decisione “unilaterale” dell’azienda. A seguire, come annunciato, saranno ascoltati dalla Conferenza dei presidenti i lavoratori ex CCr in mobilità.

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