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«L’Io-Narrante» è il secondo evento del progetto «Caffè ristretto - percorsi e discorsi dentro le mura» che si terrà il 12 settembre (ore 15) all’interno della Casa circondariale di Bari.

Di che si tratta? Un cantiere culturale promosso dall'istituto comprensivo "Massari Galilei" e finanziato con fondi dell’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Bari e sostenuto dall’ Ufficio regionale del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale”, coordinato dalla scrittrice drammaturga Teresa Petruzzelli. Aperto a 30 detenuti, attraverso laboratori, letture, cineforum e sollecitazioni musicali, il progetto ha voluto costruire una serie di percorsi tematici per veicolare valori di legalità, integrazione e relazione.

Il piano di azione ha previsto almeno un intervento laboratoriale-educativo per ogni sezione detentiva. Dall'analisi preventiva che ha poi portato allo sviluppo di  «Caffè ristretto», infatti, era emersa la necessità di interventi educativi strutturati, coordinati e coerenti per un percorso di osmosi culturale e artistica tra il dentro e il fuori.

detenuti

L'appuntamento del prossimo 12 settembre avrà l'IO come tema centrale, così come trattato durante il laboratorio estivo con i detenuti del carcere di Bari.

Nel corso dell'appuntamento gli attori Michele Napoletano e Anna Garofalo leggeranno testi scritti dagli stessi detenuti accostandoli ad altri tratti da loro spettacoli e messe in scena. Saranno proiettate in loop le fotografie tratte dalla personale "Genos" del fotografo Alessandro Cirillo.

Accompagnerà la lettura dei detenuti, con testi scritti sui temi dell’Io e della realtà carceraria, la danzatrice Luana Cassano, dell’Accademia Unika di Bari.

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L’Arte è il trionfo dell’Io, il suo vessillo. In particolare il teatro, dove l’Io-corpo, l’Io-mente, l’Io movimento, si trasformano, si amplificano, diventano una cosa sola fuori dalle quinte di un palcoscenico, quello della vita, perennemente illuminato e a vista. Il teatro quindi come luogo preferenziale dell’Io.

All’incontro interverranno l’assessore comunale alle Politiche educative e giovanili Fabio Losito, l'assessore Alba Sasso con delega al Diritto allo studio e formazione - Scuola, Università, Formazione Professionale, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Massari Galilei” Francesco Lorusso, con tutto il personale della sua scuola, Angelo Amoroso D'Aragona dello staff della Mediateca Regionale, il garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale Piero Rossi, la direttrice del C.C. di Bari Lidia De Leonardis, i responsabili delle aree Sicurezza e Trattamentale del C.C. di Bari, Francesca De Musso e Tommaso Minervini, oltre che amministrativi, educatori e rappresentanti della polizia penitenziaria.

(gelormini@affaritaliani.it)

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IL PROGETTO «CAFFÈ RISTRETTO - PERCORSI E DISCORSI DENTRO LE MURA»

 

DA DOVE NASCE

Secondo un'analisi della situazione relativa alle condizioni dei detenuti nella Casa Circondariale di Bari è emerso che il sovraffollamento, le attività lavorative limitate al lavoro domestico e intramurale, l’assenza di formazione professionale, di attività sportive (dovuta soprattutto alla mancanza di spazi dedicati), e di attività culturali e ricreative durante i mesi estivi, rendono decisamente complicata la permanenza nella struttura dei detenuti, aumentando così la già difficile gestione delle problematiche relazionali ed educative.

Ecco che il progetto, promosso dal parternariato costituito dall'Istituto comprensivo "Massari Galilei" (capofila), dalla Casa Circondariale di Bari e dall'Ufficio regionale del "Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale", che si è avvalso della collaborazione e della direzione artistico-organizzativa dell'esperta Teresa Petruzzelli, ha previsto almeno un intervento laboratoriale-educativo per ogni sezione detentiva. Il bisogno fondamentale che è emerso dall'analisi è la necessità di interventi educativi strutturati e non solo estemporanei, che siano anche coordinati e coerenti tra loro per dar vita a un percorso di riabilitazione reale e il più stabile possibile.

 

LE SUE FINALITÀ

In questo contesto si è inserito il progetto  «Caffè ristretto - percorsi e discorsi dentro le mura» le cui finalità principali sono state, e restano:

- rendere omogenee e coerenti le attività già presenti nella Casa Circondariale

- organizzare eventi culturali che raccordino le varie esperienze

- creare un percorso e uno “spazio ideale” culturale aperto, dove ci siano continue contaminazioni tra le diverse attività

- personalizzare i percorsi di crescita di ciascun detenuto attraverso una offerta culturale coerente

- perseguire una condizione di apprendimenti continui che, pur nelle differenze, coniughino la proposta culturale con il benessere e la realizzazione personale del detenuto

- soddisfare l’esigenza di offrire una proposta culturale estiva ricca di opportunità

 

LA METODOLOGIA DI INTERVENTO

Per stimolare la motivazione e la riflessione, e favorire il trasferimento dei valori e il rinforzo di comportamenti corretti ed adeguati, le metodologie didattiche sono state fondamentalmente di tipo attivo, inserendo il discente come protagonista del processo di apprendimento, piuttosto che semplice fruitore passivo di nozioni. Questo approccio formativo ha permesso ai partecipanti di:

  • mettersi direttamente in gioco, acquisendo consapevolezza di sé
  • indirizzare efficacemente i principali meccanismi di riflessione e approccio critico
  • avere l’immediata percezione di un primo livello di cambiamento nelle relazioni.
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