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PugliaItalia
Cambiare verso all’Europa

di Antonio V. Gelormini

Le credenziali chieste da Matteo Renzi alla sua prima prova elettorale da Segretario del Partito Democratico, ed anche da Presidente del Consiglio italiano - in procinto di assumere la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea nel prossimo semestre 2014 - erano queste: andare ed essere in Europa per cambiarla. Non per distruggerla o rottamarla. Rafforzando la posizione dell’Italia, che deve tornare ad essere stimolo e propulsore di un processo inclusivo e di valorizzazione della Comunità stessa, sulla scia dei Padri Fondatori e lungo i sentieri tracciati dalla lungimiranza di Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi.

Un elettorato titubante, stanco, sfiduciato, per certi versi demotivato e deluso, ma ancora convinto dell’opportunità unica della frontiera comune europea, per affrontare in sicurezza il periglioso e accidioso mare della globalizzazione mondiale, gliele ha volute fornire quelle credenziali.

E’ vero, ha votato la metà degli aventi diritto, e questo deve servire per frenare facili ed esagerati entusiasmi, ma gli elettori votanti hanno premiato oltre ogni previsione la caparbietà assunta da Matteo Renzi, quasi fosse l’estrema speranza di un riscatto. Quel 41% di consensi in decisa, chiara ed evidente controtendenza alla deriva diffusa e trasversale che emerge dalle urne del Vecchio Continente, ha una sola e chiara sintesi di lettura, un incarico solenne: “Cambiare verso all’Europa!”

Gentile EU
 

E’ stata indicata e premiata un’ipotesi di governo, di azione politica autentica, complessa e rigenerante di un’Europa “problematizzata”. Mentre è stata bocciata la spallata al sistema, la voglia di rovesciare - ancora una volta - il tavolo o di mandare all’aria la mitizzazione di un ideale.

Resti di barlume elettorale hanno affermato che esiste una strada per governare, che non è un’autostrada, ma che hanno voluto si affrontasse nel migliore dei modi. Quel 41% a sorpresa rafforza, caratterizza e responsabilizza la direzione del semestre europeo e priva di qualsiasi alibi l’eventuale perdita dell’ultima occasione di rilancio del patrimonio a suo tempo affidatoci dai grandi d’Europa.

Un solo rammarico, nella fotografia esultante di un’affermazione storica: la presenza di una sola pugliese fra gli eletti della Circoscrizione Sud, Elena Gentile. Un gioco di squadra più concertato avrebbe dovuto equilibrare su tutti i territori dell’Area la rappresentanza a Bruxelles. I rintocchi dovevano essere plurali e non provenienti da una sola Campania!

(gelormini@affaritaliani.it)

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