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Carbone al Circolo Vela 'Forza del diritto vivente'

‘Le trasformazioni socio-economiche osservate negli ultimi anni hanno portato la giurisprudenza italiana ed estera ad applicare le leggi in maniera più aderente alle esigenze della collettività in un alveo interpretativo più evoluto’. Ha così esordito Vincenzo Carbone, già primo presidente della Corte Suprema di Cassazione, intervenendo ad un incontro organizzato a Bari da Corrado Balacco Gabrieli, presidente della commissione cultura del Circolo della Vela.

‘Il diritto vivente' al centro della lectio di Vincenzo Carbone, presentato da Attilio Zimatore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della LUISS Guido Carli, cha ha sottolineato: "Chi lo ascolta disquisire su questo tema ha la sensazione di avere di fronte un fiume in piena, per la passione e la veemenza che ci mette quando racconta emblematici casi storici interpretati secondo il diritto vivente".

Numerosi gli esempi illustrati. A partire dal caso delle donne venete che dopo il primo conflitto bellico – rimaste vedove – chiesero di poter comprare zucchero e farina per mantenere la famiglia perché fino ad allora una norma consentiva di farlo soltanto all’uomo. "Dopo averci provato con i parenti maschi sopravissuti alla guerra, sorse il problema che questi potessero rivendicarle sessualmente. A quel punto il legislatore sospese la norma e autorizzò le donne a comprare i viveri occorrenti. Ma queste di lì in poi si emanciparono perché comprarono anche i tessuti e le macchine da cucire per confezionare i vestiti. Nacquero le sarte in casa e le sartorie artigianali. E fu così che da una legge che intendeva risolvere un altro problema nacque la moda italiana".

"Qualche giorno fa - ha poi aggiunto - il tribunale di Grosseto ha riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero in quanto ‘non contrario all’ordine pubblico’. Questo caso è un evidente esempio di diritto vivente - precisa Carbone - che chiarisce come, di fronte a situazioni e circostanze sociali mutate, la norma si applica e si contestualizza alla vita delle persone. Come anche il riconoscimento dei figli concepiti fuori dal matrimonio. Infatti, con l'entrata in vigore della legge 219/2012 si è disposto il superamento di ogni ineguaglianza normativa tra figli illegittimi e figli naturali in virtù del principio dell'unicità dello status di figlio"

Il prof. Carbone ha trascorso un’intera vita a studiare come interpretare la legge nel rispetto delle persone. Questa dedizione lo ha portato a chiudere la sua carriera giurisprudenziale con una sentenza che ha fatto parlare il mondo intero. È infatti suo il pronunciamento che decretò l’interruzione dell’idratazione e alimentazione forzata che da sedici anni teneva in vita Eluana Englaro. Dimostrando, anche da cattolico praticante,  una ferma terzietà dinanzi ad una vicenda che, insieme a tante altre, richiedeva e richiede il requisito dell’imparzialità.

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