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Caso Terlizzi, d'Ambrosio lettieri (FI): 'Uno schiaffo alle coscienze'
“Sì, non è civile morire così. Ha ragione da vendere la signora Anna da Terlizzi, ma temo che nonostante lo schiaffo alle coscienze, darle ragione non servirà a nulla, tantomeno a lenire il dolore per l’odissea vissuta dalla sua mamma, Maria, che la notte tra il 16 e il 17 gennaio scorsi, dopo sei ore di inutile attesa di un posto letto in una rianimazione pugliese, è dovuta andare a morire in un ospedale di Potenza". Lo dichiara in una nota il Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo FI-PdL 12^ Commissione Igiene e Sanità del Senato.
 
"Non servirà a nulla darle ragione  se ancora una volta  i responsabili dello sfascio del sistema sanitario pugliese non prenderanno finalmente atto del fallimento, se non smetteranno di fare annunci roboanti su smaltimento di liste di attesa come si trattasse di spostare birilli, se non getteranno la maschera rinunciando alla propaganda per mantenere inalterati poltrone e potere, in favore della verità e del bene della comunità per cui dovrebbero operare".
 
"E non servirà a nulla  se, in questa situazione ormai drammatica, a dispetto dell’abnegazione, della competenza e della grande professionalità degli operatori sanitari pugliesi, il Governo nazionale non interverrà in maniera adeguata ed efficace".
 
"Rivolgerò una interrogazione urgente al ministro della Sanità e chiederò ancora una volta nella commissione competente del Senato una indagine conoscitiva sulla situazione della sanità pugliese, anche in riferimento alla informatizzazione del sistema e alla rete di servizi".
Rianimazione
 
 
"Dal racconto della signora Anna emerge che addirittura si cercava un posto letto in rianimazione con l’elenco telefonico. Come non è accettabile quanto emerge dalla spiegazione del manager della Asl Bari, dalla mancanza di posti letto nelle unità di terapia intensiva respiratoria alla carenza degli organici fino al postulato – assurdo – che comunque la signora ha ricevuto tutte le cure necessarie, a parte il disagio del trasferimento a Potenza, perché in quelle due ore di trasporto è stata intubata. E le altre quattro ore prima passate con una insufficienza respiratoria in atto? Ogni commento è superfluo. Il Governo non può restare in silenzio".
 
"Dopo i dati assolutamente agghiaccianti sulla funzionalità del sistema sanitario pugliese diffusi nei giorni scorsi dal Ministero - dati che in realtà già emergevano dalle nostre reiterate denunce con le quali in tutti i modi, sui media e nelle sedi parlamentari appropriate, abbiamo cercato di porre l’attenzione - dal governo Vendola sono continuate a piovere descrizioni di magnificenze sulle politiche della salute attuate in questi nove anni. È una vergogna. Nove anni fa si aizzava la piazza contro Fitto che responsabilmente proponeva un piano di riorganizzazione del sistema e oggi si tollerano indecenze che si coprono o al massimo si spacciano per problemi transitori, mentre i pugliesi sono costretti a pagare tasse altissime per servizi inadeguati. La Puglia ha bisogno di uno scatto di dignità. Vendola e il centrosinistra che lo sostiene archivino la favola della sanità migliore in Puglia. Che non si perda più tempo”.
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