A- A+
PugliaItalia
Chomsky

Anni or sono il sociologo e linguista Noam Chomsky affermò, in un suo saggio, documentandola, la stretta relazione esistente tra la diffusione della cultura in un Paese e il suo livello di democrazia nonché il livello di benessere della società.

Negli anni '70 in particolare in America esisteva una rete capillare di biblioteche pubbliche , che toccava i quartieri delle grandi città e si estendeva sino alle campagne. Una rete oggi intaccata dalla crisi dello stato sociale , ma che finché ha retto,ha svolto un ruolo di primaria importanza nella crescita della società americana ,consentendo anche agli strati sociali più deboli ed alle minoranze etniche di accedere alla istruzione ed alla lettura.

Negli anni '60 negli USA vigeva ancora l'apartheid, che non era un semplice coacervo di norme ma un dato culturale profondamente radicato in quella società , un modo di essere per il quale se non sei bianco devi avere una scuola diversa, un autobus più scalcagnato, una sanità di secondo livello e persino un cesso pubblico separato.

Oggi negli USA un presidente nero è al suo secondo mandato: Se questo salto culturale è avvenuto è anche perché attraverso l'accesso all'istruzione è stato possibile , almeno per alcuni anni mantenere aperto quell'ascensore sociale che ha permesso anche a cittadini di modeste condizioni di affermarsi nei campi delle professioni e del sapere, rompendo schemi e pregiudizi del passato.

don milani

Anche in Italia , (che non solo negli anni '60 ma persino in parte del decennio successivo , era ancora un Paese di emigranti che riempivano le miniere di mezza Europa e lavavano i piatti dei ristoranti di mezzo mondo, un Paese nel quale la piaga dell'analfabetismo non era del tutto sconfitta,) avvenne un movimento che affermava il cambiamento attraverso la crescita e la diffusione della cultura. Il movimento riguardò tutti, laici e cattolici. In molti ricordano un libretto disadorno con la copertina bianca con la firma collettiva di “scuola di Barbiana “ che raccontava l'esperienza condotta da quella comunità e dal suo prete don Lorenzo Milani, una comunità che rivendicava proprio questo: la possibilità che dalla crescita culturale delle popolazioni avvenisse un affrancamento dalle condizioni di sudditanza e di indigenza . Ma come non ricordare anche il ruolo , svolto negli stessi anni da grandi educatori laici come Gianni Rodari, o Mario Lodi , quest'ultimo autore di un significativo , anzi straordinario volume, che racconta delle esperienze educative, oggi purtroppo quasi introvabile dal titolo “C'è speranza se questo accade a Vho”

Don Lorenzo Milani, inoltre, prete di campagna, non sempre obbediente nel su richiamato libretto mostra una grande ammirazione per l'azione educativa svolta dai partiti di massa soprattutto, per quel Partito Comunista, portatore di idee e di valori che la Chiesa aveva ufficialmente scomunicato,che nella sua rete capillare di sezioni e di case del popolo, educava anche i contadini semianalfabeti alla lettura del giornale, alla discussione collettiva, alla visione dei telegiornali.

con il sud bari

Quella spinta fu in parte raccolta dalle classi dirigenti e dalla politica,nella scuola scomparve la distinzione tra “avviamento professionale” rivolto alle classi lavoratrici e scuola media. La Cassa del Mezzogiorno che per molti aspetti fu un carrozzone clientelare avviò progetti di diffusione della cultura creando una rete di centri per i servizi culturali, e di piccole biblioteche nei quartieri e nei centri maggiori del Mezzogiorno che ne animarono la vita sociale culturale. Promuovendo anche la nascita di una editoria locale, del teatro e di numerose forme della cultura popolare.

Chomsky nel saggio che citavo all'inizio testimonia come al contrario oggi la rete delle biblioteche pubbliche sia in crisi come la società americana,e che al decadere di quelle strutture corrisponda non soltanto il bloccarsi dell'ascensore sociale ma anche l'aumento della distanza tra i detentori della ricchezza, che sono una minoranza sempre più ristretta e sempre più ricca , ed il resto della popolazione che vede sempre più messo in discussione i suoi livelli di vita..

Ma anche Italia il tema si ripropone oggi che il paese è in crisi, quanto pesa nel nostro Paese l'aver abbandonato il terreno del sapere come luogo su cui basare il futuro. Ne sono una drammatica testimonianza: lo stato di abbandono di tante nostre istituzioni culturali, i tagli lineari che hanno messo in discussione l'esistenza non solo di straordinari monumenti come Pompei, (di cui però almeno esiste una consapevolezza nell'opinione pubblica che può indurre alla ricerca ed all'attuazione di un rimedio) ma anche di archivi e biblioteche storiche , ove sono a rischio di perdita testimonianze fondamentali per l'umanità ,la chiusura e la messa in mora di biblioteche, grandi e piccole, anche di quelle civiche con un patrimonio limitato ma che sono state e possono essere un supporto fondamentale per le rispettive comunità ( e purtroppo di questo degrado grave quanto lo stato d'abbandono di Pompei non esiste altrettanta consapevolezza,e conseguentemente sarà più difficile porvi rimedio).

Ragazza che legge un libro in biblioteca

Anche da noi è palpabile la corrispondenza tra il declino del nostro Paese ed livello della attività culturale, sia essa ricerca scientifica e tecnologica sia sia essa sociale ed umanistica. V'è una corrispondenza simmetrica tra l'abbassamento o innalzamento della cultura di massa e l'insediamento di idee progressive o di pregiudizi, tra lo sviluppo della democrazia , o la sua crisi ed i livelli di consapevolezza dei cittadini. Cultura è quindi anche democrazia, e possibilità di sviluppo del futuro

Due brevi notazioni la prima improntata ad un realistico pessimismo illudiamoci che la crisi di questo Paese ,economica sociale e culturale possa risolversi automaticamente , superata la congiuntura negativa. Ci sono società che la strada non l'hanno trovata ed hanno percorso lunghi periodi di decadenza segnati da profondi drammi umani.

La seconda che raccoglie un timido ottimismo: siamo ancora in tempo per invertire la rotta ,L'Italia ha ancora le risorse morali ed intellettuali per invertire la rotta , ma occorre che ve ne sia la volontà. Occorre una classe dirigente che sia capace di investire anche su un futuro non ravvicinatissimo, perché i processi culturali hanno la necessità di sedimentarsi per dare i propri frutti.

Tags:
bibliotechechomskycon il sudculturafuturo
i blog di affari
La Meloni vola nei sondaggi ma si vota solo alle primarie del Pd
M5s, lo strappo è a un passo. E ora può nascere il partito di Conte
Illegittimo il redditometro fuori dalla realtà
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.