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Cinzia Capano su Punta Perotti 'Attenti, c'è rischio e opportunità'

Cinzia Capano, già parlamentare del Pd e già Assessore al Comune di Bari, analizza aspetti e conseguenze della delibera su Punta Perotti, per Affaritaliani.it - Puglia

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di Cinzia Capano *

Da alcuni mesi abito accanto a Punta perotti e perciò "Attenti a quel che fate!". Perchè stavolta me ne accorgerò subito, complice anche la mia quotidiana passeggiata delle sette del mattino.

La delibera approvata dal Consiglio Comunale, infatti, se da un lato sancisce l'inedificabilità di Punta Perotti, dall'altro conferisce all'Amministrazione, benché nei limiti di un iter decisionale partecipato e condizionato ad una finalità pubblica, una possibilità di deroga al divieto di edificare.

Ciò costituisce, al tempo stesso, un rischio ed un'opportunità. Parto prima dal rischio, avendo a cuore il ricordo di quella grande vicenda collettiva che fu la demolizione della saracinesca e che oggi si avvia al suo epilogo solitario, con una timidezza nel centrosinistra "di lotta e di governo", che non ha ragioni.

Il rischio è quello che una amministrazione disinvolta, come ne abbiamo conosciute in passato, ignori tanto il percorso partecipato che la finalità pubblica dell'intervento di rigenerazione urbana, occupandosi più della ristrutturazione dei debiti di qualche costruttore, che del bene comune del risanamento urbano.

Punta Perotti demolizione ecomostro 03
 

E che questa opzione sia raramente foriera di bellezza ce lo ha insegnato proprio la vicenda della saracinesca, che venne giù quel 2 aprile di sei anni fa, davanti ad un giornalista così convinto che non sarebbe mai accaduto, che si girò di spalle mentre l'orrore cominciava a crollare, restituendo il mare allo sguardo della città. Il rischio è che le spinte a costruire, comunque e ovunque, si facciano ingovernabili perché l'edilizia e la sua ripresa presentano spesso "offerte che non si possono rifiutare", soprattutto in fase di crisi economica e nelle aree del Sud del paese.

Il rischio è che a prendere queste decisioni ci siano amministrazioni gestite da forze politiche, che non hanno mai avuto in questi anni una posizione politica corretta e coerente sulla vicenda, ma che l'hanno sempre e solo  stupidamente usata per colpire l'amministrazione di centrosinistra.

Anzi a dir la verità a tutt'oggi non hanno ancora capito che i Matarrese l'azione di danni l'hanno fatta,  sia alla Cedu che al Tribunale di Bari, contro gli atti compiuti da loro e non dalla giunta Emiliano. Ambedue i giudizi infatti furono proposti  prima della demolizione che è l'unico atto imputabile all'Amministrazione Emiliano ed espressamente dichiarato legittimo dalla sentenza della Cedu.

Perotti SanGiorgio
 

I danni furono provocati dalla concessione rilasciata dall'amministrazione di centrodestra e sono già stati risarciti dallo Stato e non già dai baresi come i vari leader del centrodestra paventavano quel 2 aprile e nei mesi e anni successivi. I rischi stanno nelle cattive mani in cui potrebbe cadere la vicenda, sia dal lato pubblico che in quello privato ed in una opinione pubblica che spesso nella nostra città soffre di crisi di sonno e rinunzia al suo ruolo di stimolo.

Ma accanto a questi rischi vi è l'opportunità che così come prima: Punta Perotti ha chiuso l'orizzonte dei baresi, oggi possa diventare il volano della rigenerazione di quel meraviglioso tratto di costa, dove la strada ed il mare camminano insieme: fino a San Giorgio. Splendido angolo di spiaggia oggi risanata e ricollegata alla vita della città, grazie all'impegno economico e culturale dei  proprietari del vecchio camping.  

Avevamo cominciato nella giunta Emiliano a progettare una società di trasformazione urbana che riqualificasse quell'area, la stessa che oggi potrebbe incrociare le ormai avviate lottizzazioni. Sarebbe bello eliminare tutti i ruderi che bloccano lo sviluppo di quell'area, e sarebbe bello chiamare a riprogettarla i giovani talenti con un concorso di idee rivolto a loro.

Sarebbe bello che il progetto vincente fosse anche l'oggetto sociale della società di trasformazione urbana, da costituire con soggetti pubblici e privati disposti ad investire sul futuro. Dal meraviglioso balcone di casa mia terrei d'occhio la legittimità di questo percorso.

Sarebbe come portare a compimento quella lunga storia che cominciò con Franco Cassano, che in uno dei suoi grandi scritti ci ammoniva a non "dar le spalle al mare". Così a quel mare daremmo la nostra idea di futuro. Ma questo ci impone di stare molto attenti a chi affidare la nostra città, non certo a chi quel futuro, da noi e nel Paese, lo ha già dietro alle spalle.

* Parlamentare Pd e già Assessore al Comune di Bari

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