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Comune, Decaro blinda la Giunta: “Manuale Cencelli è politica superata”

Bari – Il centrodestra fa cadere il numero legale e la minoranza interna non nasconde malessere ma Antonio Decaro tira dritto e blinda la Giunta. “Sarebbe stato facile per me scegliere solo assessori "esperti" con la logica del manuale Cencelli dei partiti e delle correnti. Cosi non avrei fatto altro che perpetrare vecchie pratiche della politica che noi vogliamo superare”, replica a muso duro, dopo la maretta in Aula e le bordate di Maria Maugeri - pasionaria democratica e già delegata all’Ambiente - che aveva atteso l’assemblea sulle linee programmatiche per bollare come “figuranti” alcuni componenti dell’esecutivo, attaccando a testa bassa la “spregiudicatezza radicale” nella composizione della squadra di Governo.

“Occorre forse maggior coinvolgimento di tutti coloro che vogliono dare una mano, ma certe critiche al secondo Consiglio Comunale rischiano di apparire un mero fallo di frustrazione”, ha fatto sponda al primo cittadino, l’ex compagno di scranno Dario Ginefra e Decaro sceglie di replicare alle accuse e tenere la barra dritta. In primis con la sua stessa maggioranza: “La giunta che da circa tre mesi mi sta accompagnando è un mix di competenze e passione politica. Molti, l'esperienza, se la faranno strada facendo, anche pagando qualche dazio al noviziato. Abbiamo il dovere di far crescere una nuova classe dirigente”, spiega. “Sapevamo che qualcuno avrebbe storto il naso, ma ce ne faremo una ragione”, derubrica, mentre proprio nella crepa lasciata dall’esclusione in extremis di Pierluigi Introna, Michele Emiliano cerca di inserire il passepartout per corteggiare lo zoccolo duro socialista. Con un big della prima Repubblica come l’ex Ministro Signorile.

Tutta un’altra partita, s’intende, ma nemmeno poi tanto e a Palazzo di Città basta un emendamento bocciato dell’opposizione per mostrare le assenze dall’altra parte dell’Aula Dalfino e far cadere il numero legale: “Invitiamo la segreteria cittadina del Pd ad esercitare la propria funzione, al fine di chiarire la natura politica di quanto avvenuto in Consiglio e di compattare le forze del partito intorno all'azione di governo dell'amministrazione cittadina”, fanno quadrato anche i civatiani.

Segnali ed equilibri che da destra provano ad interpretare, in attesa che il ricorso degli schittulliani determini le sorti di Desirèe Digeronino tra i banchi. E destinati a trovare il primo banco di prova già nelle prossime settimane con il tormentato voto sulle Province.

(a.bucci1@libero.it)

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