Confindustria Bari e BAT, Assemblea Generale 2025: creare futuro - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 12:02

Confindustria Bari e BAT, Assemblea Generale 2025: creare futuro

Nello stabilimento Baker Hughes -  Zona Industriale Bari, si è svolta l’Assemblea Generale 2025 di Confindustria Bari e BAT.

"Ambizioni che muovono tutto, accendono gli impianti scandendo il ritmo dei macchinari, Ambizioni che sono la vera Energia delle nostre fabbriche, il vero motore della nostra vita. Senza le Ambizioni non siamo niente", con questo spirito, nello stabilimento Baker Hughes -  Zona Industriale Bari, si è svolta l’Assemblea Generale 2025 di Confindustria Bari e BAT: un momento per affermare con chiarezza che il futuro non si attende, si crea.


 

Oltre 700 imprenditori e autorità riuniti per la prima assemblea pubblica del nuovo presidente degli industriali baresi Mario Aprile, che ha avuto modo di avanzare diverse e ambiziose proposte, tra cui: 

- una riserva di energia rinnovabile a basso prezzo per la Puglia;
- avviare a Bari una zona  a burocrazia zero  
- un ‘modello Bari’ per gestire in modo manageriale l’obiettivo della transizione ecologica e della felicità dei cittadini.

Il problema dei costi esorbitanti dell’energia per le imprese e per i cittadini è uno dei temi chiave posti dagli industriali durante l’assemblea, riuniti nello stabilimento industriale della multinazionale Baker Hughes, fabbrica che nel 1962 fu la prima azienda a insediarsi nel neonato Consorzio ASI di Bari.  

Per la Puglia, prima regione in Italia per produzione di energia pulita, che in questi anni ha dato tanta parte del suo territorio agli impianti delle rinnovabili, Mario Aprile ha proposto di creare un a riserva di energia rinnovabile a basso prezzo. Per fare tesoro dell’esperienza positiva della ZES, ha poi proposto di avviare a Bari una zona  a burocrazia zero e lanciare un ‘modello Bari’, per gestire in modo manageriale con obiettivi misurabili la transizione ecologica e la felicità dei cittadini.


 

Sul problema degli alti costi dell’energia è intervenuto anche il Presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini. Sul palco si è parlato molto di crescita e futuro con gli interventi di Enrico Mangialardo direttore Divisione Baker Hughes, del  sindaco di Bari Vito Leccese e dell’europarlamentare, appena eletto alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro. Il governo è stato rappresentato dal viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e da un messaggio del Ministro della Difesa Guido Crosetto. Ha moderato i lavori Sarah Varetto Executive Vicepresident Sky Italia che ha condotto una tavola rotonda con  i vertici di importanti realtà industriali, che hanno parlato dei loro investimenti in Puglia: Veronica Squinzi (Ad Mapei); Antonio Calabrò (Senior Advisor Culture di Pirelli e Presidente Museimpresa); Paolo Noccioni (Presidente Nuovo Pignone, Baker Hughes). Fra i relatori, a parlare di ambizioni, resilienza e sfide  c’è stato anche Alessandro Costacurta, ex calciatore, oggi analista sportivo e televisivo.

Durante l’assemblea di Confindustria Bari e BAT è stato celebrato anche un obiettivo ambizioso appena raggiunto: Bari e Barletta-Andria-Trani sono state dichiarate ‘Capitali della Cultura d’Impresa’ di Confindustria 2026,  raccogliendo il testimone dal presidente dell’Unione Industriali di Napoli.


 

Intervento del Presidente Mario Aprile

Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto , devi fare qualcosa che non hai mai fatto” amava ripetere Thomas Jefferson.

Manifattura , connessioni, infrastrutture,AI, formazione…erano tanti i titoli che avrebbero meritato questa mattinata di lavori. Ma poi continuando a girare le vostre fabbriche, a incontrare voi imprenditori, mi sono reso conto che ero obbligato , che ero costretto a dedicare la mia prima assemblea a VOI, a quello che leggo nei vostri occhi prima ancora che iniziate a raccontarmi di Voi, delle vostre Storie, delle vostre tradizioni e innovazioni.

Dedicarla a voi quando aprite il vostro cuore e mi inebriate delle vostre AMBIZIONI. Ambizioni che muovono tutto, accendono gli impianti scandendo il ritmo dei macchinari, Ambizioni che sono la vera Energia delle nostre fabbriche, il vero motore della nostra vita (esistenza). Senza le Ambizioni non siamo niente.

E anche nella nostra vita associativa , in Confindustria dobbiamo essere sempre più ambiziosi, così come ci insegna il presidente Orsini, e penso ,che oggi ,sia arrivato il tempo di OSARE. Di ambire a qualcosa di più grande per le nostre aziende, per la nostra comunità e per i nostri figli, per Anna Maria e Angelica , le mie bambine.

Facendo qualcosa che forse non abbiamo mai fatto prima. Costruire tutti INSIEME una nuova strategia di sviluppo. Senza essere costretti ad attendere sempre aiuti dall’esterno. Senza dover subire le scelte degli altri. Senza più piangerci addosso e limitarci alla lista dei vincoli e degli handicap nel fare impresa a questa latitudine.

Perché la nostra ambizione più grande è diventare padroni del nostro destino. per questo abbiamo scelto oggi di esser qui, nello stabilimento dei Backher Hughes, che ringrazio per l’accoglienza. Un luogo simbolo che rappresenta la forza produttiva dell’industria.

Il coraggio di chi investe nel futuro avviando un nuovo accordo di programma che porterà occupazione valore e ricchezza al nostro territorio. Il coraggio di chi come voi ha dimostrato di credere nel futuro puntando su un giovane presidente alla guida di Confindustria, il più giovane di sempre. Il coraggio di chi come noi fa impresa. Lasciatemelo dire perché impresa è una parola Magica.

Sapete perché ? Perché per me, per noi, non indica solamente il profitto. Indica la passione, il sogno,
l’innovazione, il futuro. L’impresa è in fondo una grande ambizione, da condividere giorno per giorno con i nostri collaboratori, con le loro famiglie. Perché fare impresa, fare l’imprenditore è la missione , la dedizione , l’ambizione più difficile ma più eroica che possa esistere.


 

Negli ultimi anni l’economia pugliese ha corso più della media italiana, molto più delle altre Regioni del Mezzogiorno. Queste performances rappresentano il miglior riconoscimento della qualità dei nostri imprenditori, che hanno avuto il coraggio di investire e di innovare. Di giocare in attacco, anche quando sarebbe stato più comodo chiudersi in difesa.

Di interpretare le crisi come opportunità, e non solo come rischio. Ma in questi anni non siamo stati soli. Sarebbe troppo facile e troppo demagogico creare una specie di “Muro di Berlino”, per dividere noi imprenditori dal settore pubblico. Come se, rispetto a tutto ciò che siamo riusciti a realizzare nelle nostre aziende, le istituzioni fossero state aliene e distanti.

Io credo che coraggio e responsabilità siano due facce della stessa medaglia. E che quindi mentre raccontiamo con orgoglio il nostro coraggio di fare impresa nel Mezzogiorno, dobbiamo riconoscere con responsabilità che lo sviluppo della Puglia è stato supportato anche dalle istituzioni locali.

La Puglia è la Regione del Mezzogiorno che ha saputo spendere meglio i fondi comunitari e le nostre imprese hanno a disposizione incentivi efficaci ed agenzie regionali che funzionano. Negli ultimi anni sono approdati qui investimenti importanti che hanno rafforzato il profilo imprenditoriale di Bari, come quelli dei big player dell’IT.

Ma questo slancio si è fermato. Nei primi sei mesi di quest’anno in Puglia la crescita del PIL si è quasi fermata, e di conseguenza anche l’occupazione e le esportazioni. Perché?

In primo luogo, perché il nostro sistema industriale sta affrontando due sfide particolarmente complesse: dall’Automotive a BARI all’ILVA a Taranto. Settori e situazioni diverse, che però hanno un elemento in comune: il colpevole ritardo con cui abbiamo affrontato la grande questione globale della sostenibilità delle nostre produzioni.

Io penso che non possiamo restare a guardare ancora. Non possiamo attendere, così come siamo soliti rimboccarci le maniche nelle nostre aziende cosi dobbiamo fare per il nostro territorio! Un semestre di stallo non ci preoccupa.. siamo imprenditori per generazioni.

Ma Urge ripartire dal polo dell’Automotive di BARI nell’indispensabile passaggio alla mobilità elettrica o nella transizione verso altre filiere. Ci sono due filiere che esplodono davanti ai nostri occhi e che sono fortemente collegate alla meccatronica … parlo della difesa e l’industria energetica per le componentistiche e le tecnologie green, servono dei capo filiera.


 

Adesso pero facciamo uno sforzo insieme Vi invito a guardare oltre il contingente. Per scoprire insieme che oggi BARI e BAT sono vittime del “paradosso della crescita”: hanno un’alta capacità d’attrazione potenziale, ma registrano una bassa capacità d’attrazione reale.

Oggi l’Italia e il mondo ci riconoscono asset e potenzialità invidiabili. Anzitutto la forza, il fascino e la desiderabilità del brand Puglia, capace oggi di evocare un mix unico di natura e cultura, di qualità della vita e di produzione agroalimentare d’eccellenza, di capacità d’offerta turistica e di servizi di livello internazionale. E poi la nostra capacità industriale, diversificata e competitiva, supportata da capitale umano, Its e Università di qualità.

Eppure, tutto questo non genera uno sviluppo all’altezza delle nostre ambizioni. Potremmo volare, e invece siamo fermi sulla pista. Ma da chi stiamo aspettando l’autorizzazione al decollo? Per superare questo paradosso, come Confindustria BARI e BAT abbiamo deciso di metterci la faccia. Di non limitarci a chiedere, alle istituzioni e alla politica, ma di mettere le nostre capacità imprenditoriali e manageriali al servizio della comunità.

Siamo partiti da un’ambizione. Diventare un’area capace di attrarre nuovi progetti manifatturieri di qualità, nuovi capitali e nuovi talenti. Dall’Italia, dall’Europa e dal mondo. Per rendere concreta quest’ambizione, abbiamo analizzato strumenti ed esperienze di successo a livello internazionale e così nel nostro programma abbiamo lanciato la nuova Agenzia per l’Attrazione degli investimenti, sul modello di successo di Parigi. E devo dire che sono particolarmente felice che il nuovo Presidente della Regione Antonio Decaro abbia inserito nel suo programma ONE STOP SHOP, posizionandolo in cima alle sue priorità, con l’entusiasmo di chi condivide profondamente le nostre preoccupazioni e le nostre ambizioni.


 

Antonio, Ti ringrazio pubblicamente per questo. E ti confermo che siamo pronti ad offrire il meglio delle nostre competenze manageriali, perché questa idea diventi rapidamente realtà, così il nostro territorio avrà la possibilità di fare un salto in avanti straordinario nella capacità di generare crescita e lavoro, ricchezza e innovazione.

Avremo a disposizione uno strumento che posizionerà le province di BARI e BAT sulla frontiera dello sviluppo in Europa, consentendoci di eliminare il “paradosso della crescita”, chiudendo il gap tra potenzialità e realtà. E che, anche grazie all’attenzione e alla sensibilità sul tema del Presidente Orsini, potrebbe diventare un modello da seguire anche per altre Confindustrie territoriali.

Ma attenzione! Da oggi in poi, chi investe qui deve unirsi alle imprese e alle filiere del nostro territorio. Questo è per noi un obiettivo fondamentale. Per raggiungerlo, è necessario inserire - nei bandi relativi ad incentivi e finanziamenti - una serie di premialità per chi avvia nuove attività imprenditoriali, utilizzando i fornitori del territorio.

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Tra le nostre sfide c’è anche un’altra , semplice ma potente. Proviamo a trasferire all’intera comunità la visione, lo spirito, il know how che caratterizzano i nostri imprenditori. In altri termini: vogliamo trasformare la nostra capacità imprenditoriale in opportunità di crescita per tutti i cittadini.

Al centro di questa visione c’è una grande ambizione di sistema: costruire un “MODELLO BARI” ,un nuovo modello di partnership pubblico-privato, che sia basato per la prima volta su obiettivi misurabili. L’idea che proponiamo alle istituzioni locali è di costruire - insieme - un “MBO del nostro territorio”.

La nostra ambizione è quella di supportare la PA nel realizzare una gestione manageriale del territorio per obiettivi, che impegnino insieme pubblico e privato: crescita del PIL, livello degli investimenti da attivare, percentuale di occupati da raggiungere, neutralità energetica, attrazione di talenti, diffusione della cultura, dei servizi pubblici ed anche un indicatore capace anche di misurare la felicità dei cittadini focalizzando il tutto verso una rinnovata crescita demografica perché i bambini non sono una questione privata ma una ricchezza collettiva.


 

E’ inutile nascondercelo le nostre ambizioni che ci diamo sono tante ed impegnative e per realizzare non basta e non serve un “uomo solo al comando”. Al contrario: è indispensabile allargare e qualificare il più possibile la “squadra” di imprenditori che ci credono e che si battono con lo stesso spirito e le stesse convinzioni.

E’ stato proprio questo il mio primissimo impegno, subito dopo l’insediamento. E nell’anno in cui Confindustria BARI-BAT festeggia il suo 80esimo compleanno, sono felice di annunciarvi “la carica degli 80”.
Sono già 80 le nuove imprese iscritte a Confindustria BARI-BAT, nei pochi mesi trascorsi dall’inizio del mio mandato. Ringrazio pubblicamente tutti i nuovi iscritti, uno ad uno. Perché associandosi oggi, in realtà, hanno sposato un grande progetto di sviluppo per il nostro territorio. E ci hanno dato più forza per realizzarlo.

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Ma le nostre ambizioni non si fermano al nostro territorio. Abbiamo a cuore la traiettoria di sviluppo della macroregione meridionale, del quale ci sentiamo orgogliosamente protagonisti, saluto Natale Mazzuca. Sotto questo profilo, tutti noi possiamo raccontare finalmente un caso di successo: è la ZES unica del Sud. Erogate 5,8 miliardi di risorse pubbliche, che hanno generato uno straordinario effetto-moltiplicatore: ben 28 miliardi di investimenti privati e 35mila nuove assunzioni. La macchina organizzativa ha funzionato molto bene, con le persone giuste nel posto giusto.

Per una volta, il Sud è diventato modello di rapidità e di certezza delle procedure per l’Italia intera. Siamo molto soddisfatti, dunque, che la Legge di Bilancio abbia finanziato il credito d’imposta nella ZES unica del Mezzogiorno per un arco temporale di 3 anni, è un orizzonte temporale molto più vicino a quello di chi fa impresa.

Ma come ha efficacemente denunciato il nostro Presidente Emanuele Orsini, la Legge di Bilancio approdata alle Camere non supporta adeguatamente la competitività delle imprese italiane. E penalizza le grandi imprese meridionali, che sono escluse inspiegabilmente dai benefici della “Decontribuzione SUD”. 

Oggi le imprese del nostro territorio competono in ogni angolo del pianeta. E sullo scacchiere globale incrociano strategie di politica industriale che mettono insieme la leva fiscale e quella burocratica. E’ il “modello Dubai”con la sua “Free Zone” che in realtà viene utilizzato oggi da un numero significativo di Paesi e di aree del mondo.

Sulla base delle norme europee, non è immaginabile oggi per noi inseguire il “modello Dubai” sul piano fiscale. Ma abbattere l’enorme burocrazia che oggi blocca investimenti, progetti, strategie di crescita, sarebbe già un boost straordinario per aumentare la competitività dei nostri territori.

Centinaia di milioni di investimenti, migliaia di assunzioni , sogni e ambizioni chevrestano bloccate, ancor oggi, dalla LENTOCRAZIA. In quanti, tra di voi, avete progetti, volete investire, ma non ci riuscite?! Alzate le mani! E allora mi chiedo e vi chiedo: Perché Antonio, Vito, non creiamo qui una “Free Red Tape Zone”( Zona a burocrazia zero)!? Attiviamo una task force pubblico-privato che garantisca a chi vuole investire e fare impresa qui, in 120 giorni RISPOSTE serie e concrete.

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L’Europa ci chiede di produrre energia verde. Noi abbiamo accettato la sfida e l’abbiamo vinta. Ora la nostra Regione è complessivamente la prima in Italia per produzione di energia rinnovabile. Eppure, in Italia abbiamo l’energia più cara d’Europa. E’ un gigantesco macigno sulle nostre spalle, che mina alla radice ogni giorno la nostra competitività. Come ha denunciato fin dal suo insediamento il Presidente Orsini, non è più sostenibile che un imprenditore italiano paghi in media 116 €/MWh, contro gli 87 della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia. Per non parlare degli USA e della Cina, dove l’energia costa tre o cinque volte di
meno.

Tutto questo è ancor più inaccettabile per gli imprenditori e per noi cittadini pugliesi, che abbiamo offerto interi pezzi del loro territorio alla produzione delle rinnovabili. Ma non vogliamo e non possiamo tornare indietro. Siamo pronti ad accogliere sul nostro territorio nuovi impianti di produzione di energie rinnovabili, a condizione però che si crei finalmente un legame forte tra i nuovi impianti e la competitività del territorio.

Chiediamo quindi di legare le nuove autorizzazioni alla costruzione di impianti di energia rinnovabile, alla creazione di riserve di energia a basso prezzo dedicate alle imprese del territorio. Vogliamo costruire insieme ai produttori di rinnovabili e alle istituzioni PPE a favore delle aziende energivore e non, che consentano di dimezzare l’attuale costo dell’energia.


 

Come imprenditori, siamo abituati a considerare la mobilità “vitale”. Perché la mobilità è come il sistema circolatorio del corpo umano: se si blocca, rischia di venir meno la stessa esistenza. Fuor di metafora, è questa la condizione in cui noi imprenditori baresi e pugliesi ci troviamo troppo spesso. Bloccati. Isolati. Frenati nelle nostre possibilità di interagire con il mondo.

Il deficit di infrastrutture, collegamenti e logistica dei nostri territori è una questione che abbiamo sottovalutato per decenni. Ma oggi emerge come questione strategica per molti settori produttivi. A cominciare dalla nostra industria meccanica e da quella agroalimentare, che chiedono con insistenza il potenziamento dei nostri porti e dei nostri retroporti.

I voli che portano i nostri imprenditori a Roma e Milano sono poco frequenti, e spesso costano più dei voli intercontinentali. Di fronte ad una domanda che cresce in modo impetuoso, l’offerta langue. Ma anche in questo caso, noi possiamo e non vogliamo restiamo a guardare. Da una mia provocazione pubblica è nata l’iniziativa imprenditoriale di alcuni colleghi, che hanno fondato una nuova compagnia aerea.

Mi auguro che anche questa “ambizione” diventi realtà sulle piste, per rispondere finalmente alle esigenze delle nostre imprese e del nostro territorio. E che faccia saltare il tappo delle inefficienze, delle rendite di posizione, del disinteresse che finora ha limitato la nostra mobilità.

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Nel frattempo, la Puglia è oggi la regione che perde ogni anno il maggior numero di studenti universitari che si immatricolano altrove. Ancor oggi decine di migliaia di giovani baresi e pugliesi fuggono lontano da qui, per cercare opportunità di formazione e di lavoro che non trovano nei nostri territori.

Non possiamo più accettare tutto questo. Come Presidente più giovane della storia della nostra organizzazione territoriale, non riesco a far finta di nulla. Avverto, forte, la responsabilità di provare a cambiare questa situazione.

Per questo motivo, stiamo lavorando per realizzare un progetto innovativo, ispirato alle migliori esperienze europee come quelle di Londra, Barcellona, Lisbona, Helsinki e Vienna, dedicato al mondo della formazione. E’ l’HUB DEI TALENTI: una “fabbrica di competenze” innovative a favore dei tanti under 35 “dispersi” come NEET, disoccupati e inoccupati.

L’HUB nasce per offrire ai nostri ragazzi percorsi formativi qualificati, progettati e realizzati dalle imprese del territorio che non riescono a trovare profili operativi specializzati. Ma per provare a cambiare il destino dei giovani baresi, è necessario innovare anche nel mondo delle Università, saluto i magnifici presenti, e siamo pronte a supportarle nella costruzione di nuovi modelli di formazione “misti” tra STEM e AI.

Dobbiamo essere tra i primi a progettare e offrire a studenti e aziende nuovi modelli che mettano insieme il know-how necessario per gestire l’AI e quello tipico delle materie STEM, che scontano- nei nostri territori come in tutta Italia - una profonda carenza di laureati.

E allora lanciamo una nuova proposta, che non va vita come un costo pubblico ma come un investimento in futuro: perché non prevedere zero tasse universitarie, a favore dei giovani che si iscrivono alle nostre Facoltà STEM?

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Mi piace pensare che questa mia prima Assemblea da Presidente di Confindustria Bari e BAT rappresenti un punto di partenza - un nuovo inizio - per la comunità di imprese che ho l’onore di rappresentare, e per il nostro territorio.


 


Un nuovo inizio che vogliamo condividere con la città di Bari e con il suo Sindaco Vito Leccese, con la Regione Puglia e con il suo nuovo Presidente Antonio Decaro. Come ci “chiede” il titolo della nostra Assemblea, questo nuovo inizio è carico di ambizioni. Per creare il nostro futuro. Nel corso di questo intervento vi ho raccontato le mie ambizioni, che condivido con la squadra di Presidenza di Confindustria BARI e BAT.

Ora - guardandovi uno ad uno - vorrei leggere nei vostri occhi le ambizioni che avete oggi
per il nostro territorio. Le ambizioni di Veronica, Antonio e Paolo. Che Grazie agli investimenti realizzati nel nostro territorio, rafforzeranno le loro imprese Partendo dal Sud, dalla Puglia, da Bari. Le ambizioni di Billy di trasmettere i valori della sana competizione dallo sport all’impresa. Le ambizioni di Antonio e Emanuele di supportare i cittadini e le imprese con coraggio e determinazione.

Concludo ... se come diceva Sallustio "L’ambizione, tra tutti i vizi umani, è quella che assomiglia maggiormente a una virtù", vi chiedo di continuare ad Osare , a Creare, a fare di tutto per trasformare le vostre ambizioni in realtà. Io vi prometto che lo farò, con tutte le mie energie, lo farò per noi!

(gelormini@gmail.com)