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Congresso Pd, no pugliese alle liste bloccate: “Renzi dica che partito vuole”

Congresso Pd, no pugliese alle liste bloccate: “Renzi dica che partito vuole”
Renzi Ansa

Bari – La direzione Pd fa tremare il Nazareno e le scosse impattano sulle manovre pugliesi: “Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero”, annuncia Gianni Cuperlo, replicando alla rasoiata del segretario in piena discussione sulla legge elettorale. E dal Tacco non stanno a guardare e ripartono proprio dalle preferenze negate, chiedendone l’introduzione nel voto del Congresso per la successione di Sergio Blasi.

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È la presidente della commissione di garanzia a tema, Loredana Legrottaglie, a proporre l’emendamento, approvato dal direttivo regionale con un solo voto contrario e pronto a tornare nella Capitale per il via libera nazionale. Una sorta di “sblocca Pd” – secondo la definizione dei firmatari – con doppia preferenza ed obbligo di alternanza di genere sulle liste collegate ai candidati alla segreteria, da presentarsi su scala provinciale in ordine alfabetico e rispettando le quote rosa al cinquanta per cento: “Con questo emendamento il partito pugliese riprende il cammino verso la costruzione di un Pd radicato e meritocratico, un Pd che dice no alle liste bloccate. Dentro e fuori dal partito”, commenta a caldo la presidente con Affari, ripromettendosi di “sollecitare una risposta positiva in tempi brevi” dall’assise guidata da Berlinguer. “Renzi ci dica che partito vuole. Noi lo vogliamo autorevole e rappresentativo e lavoreremo per questo”, manda a dire per direttissima al rottamatore fiorentino, a pochi giorni dalla formalizzazione dei nomi per la nuova tolda di comando.

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Il risiko degli aspiranti alla poltrona dell’ex Sindaco di Melpignano si chiuderà ufficialmente alle 20 di sabato ma le carte sono ancora in gran parte coperte. La volontà di riequilibrare la rappresentanza geografica della squadra del Governatore aveva fatto salire le quotazioni di eventuali outsiders dell’area ionica e brindisina. I cui identikit erano stati associati, prima, al Sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane, sprovvisto del placet dei big Pelillo e Mazzarano, e poi al fasanese Fabiano Amati, ex assessore vendoliano e renziano della prima ora. I cuperliani hanno tentato la mediazione su un candidato unitario, facendo così tramontare le chances del dalemiano Michele Bordo. Del tutto improbabile, però, che non abbiano in serbo sorprese da sfoderare in extremis, mentre sembrerebbe archiviata l’ipotesi di convergenza sull’ex europarlamentare Procacci. E se della partita vorrebbe essere anche un altro renziano come il tranese Fabrizio Ferrante e si attendono le mosse dei civatiani, lo stesso main sponsor dell’inquilino di Palazzo Vecchio, Michele Emiliano, potrebbe calare un asso in finale di partita. Non resta che attendere. 

(a.bucci1@libero.it)