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PugliaItalia
Consumo del suolo e densità abitativa

Durante una conversazione con la collega Mariella Colonna è risultato evidente quanto inutile sia continuare a costruire abitazioni, e quanto utile sia - invece - ristrutturare quelle esistenti.

Nessuno lo dice. Eppure non dirlo è una grave mancanza che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini che - ignari – continuano a pensare che la crescita urbana, con i palazzi che allargano i centri cittadini fino all’impensabile, non sia deteriore. Anzi. Sia un fatto positivo!

Così non è e vi spiego perché.


 

L’Italia ha una particolare struttura morfo-geologica e orografica. Un terzo del territorio nazionale è fatto di montagne, colline e zone impervie e inospitali. Perciò la popolazione residente si concentra nella zona padana e lungo i litorali, eccezion fatta per l’Umbria e la Toscana. In considerazione di ciò, le aree urbanizzate non possono continuare ad espandersi  con la ‘cementificazione scriteriata’ che - di conseguenza -  produce le calamità ambientali (bombe d’acqua, straripamenti di argini) di cui sono piene le cronache di quest’ultimo periodo.

Corrado Balacco
 

È necessario invertire la rotta fin qui seguita. Vale a dire incentivare le ristrutturazioni e le ricostruzioni di antiche o decadenti strutture defiscalizzando le opere di riqualificazione. In Italia – una recente ricognizione – ha censito circa 4milioni di case abbandonate. Le quali, con adeguate politiche abitative messe in atto dagli enti preposti, potrebbero rappresentare l’alternativa ai Piani urbani che prevedono la realizzazione di nuove abitazioni.

Nel caso, lo Stato, i Comuni, le Regioni, optassero per questo tipo di soluzione, senza dubbio realizzerebbero una politica virtuosa che in primis non sottrarrebbe terreno all’agricoltura che – non dimentichiamo – rappresenta il 17percento circa del PIL nazionale. E darebbe lavoro a due milioni di persone per dieci/quindici mesi all’incirca.

Il nostro Paese può sostentare decorosamente non più di 45/48milioni di donne e uomini. Il resto, è destinato a vivere la piaga della disoccupazione, dello sfruttamento, del lavoro nero. L’assenza di lavoro svuota una persona della libertà di decidere della propria vita e la rende facile preda di meccanismi  indegni. Se a tutto questo si aggiungono altri 2milioni di extracomunitari stanziali (non ho pregiudizi nei loro confronti) che aggravano - a causa delle politiche di prima accoglienza prevista dal nostro ordinamento - le esangui casse statali, ci accorgiamo che molti lavori sono preclusi ai nostri connazionali perché ampie fette di mercato sono saturate.

palazzi ristrutturare
 

Cosa fare? Motivare chi sogna una vita migliore emigrando in Italia a rimanere nei loro Paesi di provenienza, collaborando ad instaurare la pace con i loro governi e a creare le giuste sinergie – con le nostre imprese – per aprire cantieri in loco e costruire ponti, strade, ospedali, abitazioni. Città. Soltanto così si porrà fine  a questo esodo senza fine.

Riflettiamo su tutto questo. Riflettiamo sulle lobby che spingono l’edilizia italiana a costruire dove non si può. Riflettiamo sulla cause dei disastri ambientali. Riflettiamo sulla fuga dei cervelli e sulla precarietà dalla quale scappano i nostri giovani. Riflettiamo sulla morale calpestata dalla politica dei personalismi e sull’etica dimenticata. Riflettiamo.

Prof. Corrado Balacco Gabrieli

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Il prof. Corrado Balacco Gabrieli, di recente insignito dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, è uomo di spicco del mondo accademico e scientifico internazionale.

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balaccosuoloemigrazioneedificabilitàcementogran croce
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