A- A+
PugliaItalia

Valutazione Danno Sanitario. Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, scrive al segretario regionale della Cisl, Giulio Colecchia

Colecchia 1

Carissimo Giulio Colecchia,

questa volta non sono d’accordo. Tu mi inviti ad abbassare i toni nel rapporto con le grandi imprese inquinanti a proposito dei loro doveri di soggiacere al primato del diritto alla vita e alla salute. Io invece invito te e tutto il Sindacato ad alzare i toni, a rompere quella fin troppo lunga storia italiana di omertà culturale, politica, istituzionale che ha consentito, in tutta Italia, di sottoporre diritti fondamentali dei cittadini e dei lavoratori al primato feroce della logica del profitto. Non sto alludendo solo alla vicenda di Taranto e del suo siderurgico o di Brindisi e del suo carbone: penso a Priolo, a Bagnoli, a Porto Marghera, alla costellazione industriale che arricchisce e inquina la pianura padana. Come ben sa la Cisl, chi governa la Regione Puglia non è un nostalgico dell’Italia pre-industriale e non prova suggestione alcuna per chi pensa che il Sud possa felicemente congedarsi dalle sue vocazioni industriali.

Ma abbiamo da lungo tempo ormai imparato a rifiutare la logica degli “effetti collaterali”, per cui la prospettiva del lavoro debba inevitabilmente accompagnarsi al rischio della malattia e della morte. Abbiamo imparato a rifiutare quella modernità farlocca e criminale che ci voleva rassegnati a sorseggiare amianto o diossine e polveri sottili. La morte per cancro spesso non è un destino ma un delitto. Ora lo sappiamo, ora nessuno può più far finta di nulla. Tanto più che gli scandali che coinvolgono pezzi pregiati del capitalismo italiano (a cominciare dalla famiglia Riva) alludono anche a quella forma di arricchimento illecito che è figlio delle risorse sottratte ai doveri di ambientalizzare gli impianti produttivi.

Vendola Cisl

Caro Giulio, c’è una cosa in più che non dovrebbe sfuggirti. Non stiamo discutendo genericamente di ecologia. Non siamo nella fase del dialogo e della collaborazione tra attori sociali. Siamo dentro un conflitto aperto. Se Enel ed Eni impugnano il regolamento di attuazione della norma sulla valutazione di danno sanitario vuol dire che hanno deciso di portare allo scontro il rapporto con la Regione. Altro che tavolo tecnico. Ilva e altri colossi si scambiano i consulenti e, per così dire, i saperi, per contrastare il cambio di passo che oggi è chiesto a gran voce dalla società civile e noi che facciamo? Gli diamo un tavolo tecnico?

Io non voglio coltivare il terreno della polemica. La Cisl conosce la mia pazienza e il mio equilibrio. Ma siamo ad un passaggio storico. Ciascuno deve mettersi in discussione, tutti. Le istituzioni, la politica, il mondo accademico e intellettuale. Tutti. Anche il sindacato. Non offriamo al sistema d’impresa, a quello che produce un impatto devastante sull’ambiente e sulla salute, l’alibi della crisi economica per restare prigionieri del passato. Quel passato bisogna seppellirlo. Fare sul serio le bonifiche, intervenire sulla macchina complessa di un siderurgico, cambiare forni, camini, parchi, infrastrutture e schemi organizzativi della produzione, può significare molto anche in termini di capacità competitiva e di potenziale occupazionale di quell’azienda.

Lo dico con franchezza, in modo che ci si possa intendere senza ombra di equivoci: qualora un nuovo atteggiamento delle grandi imprese fosse improntato alla ricerca di un accordo, fuori dallo stile di litigiosità che per esempio ha contraddistinto l’Ilva nei confronti della Regione, noi a quei tavoli tecnici potremo andare volentieri. Ma non per cercare un compromesso al ribasso. Oggi bisogna alzare la voce contro la furbizia, l’ipocrisia e il cinismo di chi pensa che, tutto sommato, la vita umana possa essere né più né meno che una variabile dipendente dello sviluppo economico. Sono sicuro che i cittadini e i lavoratori si aspettano da noi, che siamo classe dirigente, il coraggio di cominciare a scrivere una pagina di futuro.

 

Tags:
vendolacolecchiacisldanno sanitariocomunifronte
i blog di affari
Il Vaticano s'è svegliato. Ddl Zan figlio del nuovo ordine rifiuta i dissensi
L'OPINIONE di Diego Fusaro
La Meloni vola nei sondaggi ma si vota solo alle primarie del Pd
M5s, lo strappo è a un passo. E ora può nascere il partito di Conte
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.