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Digeronimo, Melchiorre, Olivieri Legalità e responsabilità politica

I tre candidati sindaco Giacomo Olivieri, Desirée Digeronimo e Filippo Melchiorre hanno partecipato all’Ateneo di Bari, all’incontro organizzato dall’associazione culturale Poiein sul tema ‘Educazione alla legalità’.

Lavori introdotti da Roberto Varricchio, presidente di Poiein, e moderati dall’esperta di dinamiche educative, Maria Lorenza Vitucci. Tra gli interventi, anche quello di Giuseppe Elia, professore ordinario di pedagogia generale, ex preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’.

“C’è bisogno – ha spiegato Olivieri – di nuovi modelli che educhino alla legalità. Da questo punto di vista, la politica ha fallito. È compito delle persone chiedere conto, a chi amministra la cosa pubblica, del lavoro svolto. Si comincino a denunciare carenze e disservizi degli amministratori che lasciano nel degrado gli immobili pubblici invece di convertirli in contenitori sociali a favore della collettività”.

Olivieri, Digeronimo e Melchiorre si sono confrontati sulla relazione tra il significato del termine legalità e l’idea di giustizia e sul ruolo che la politica può rivestire nel contrastare l’illecito. I tre hanno sottolineato che la classe dirigente è irresponsabile quando non lotta contro comportamenti poco etici che allontanano dal perseguimento del bene comune.

Desirèe Digeronimo, nel confermare l'assoluto gradimento per incontri che centrino l'attenzione della cittadinanza sui temi dell'educazione alla legalità, ne sottolinea la funzione di 'viatico' necessario, per la formazione di una classe politica davvero interessata alle sorti del Paese e non solo alle proprie beghe personali.

Sottolinea, poi, "che proprio la desuetudine dei politici all'autentico dialogo democratico con i cittadini è la prima causa del clima di sospetti ed accuse che sta, ad esempio, avvelenando le 'primarie' del centrosinistra, che - nel caso specifico - hanno ormai disvelato la loro natura ingannevole e farlocca. Il pessimo esempio di cultura civica che stanno fornendo alcuni protagonisti di quella che è una vera e propria resa dei conti nel centrosinistra locale, attesta ormai incontrovertibilmente come le 'primarie' indette nella nostra Città abbiano perso tutta la loro valenza democratica, a discapito soprattutto del futuro dei baresi".

Mentre Olivieri ha posto, poi, l’attenzione sull’atteggiamento di diffidenza dei cittadini verso la politica causato dall’agire dei partiti tradizionali. “I cittadini – ha detto – ormai pensano che i politici esercitino il potere solo per raggiungere obiettivi privati: questo produce senso di sfiducia e scarsa partecipazione. È compito dei nuovi movimenti sensibilizzare la collettività e spingerla a tornare a votare. Ricominciamo da queste primarie nonostante quell’euro di contributo, richiesto fortemente dai partiti, sia un elemento non incentivante. Chiediamo con forza alle istituzioni di dare segnali concreti di un cambio di rotta. Anche rinunciare a parte del proprio compenso, come da me proposto, può essere la dimostrazione di un avvicinamento ai problemi reali. Lo hanno fatto già alcuni sindaci, l’ultimo in ordine di tempo è stato ieri Ignazio Marino, primo cittadino di Roma, che ha ridotto la sua indennità e ha invitato assessori e manager a fare la stessa cosa”.

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