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Discariche al collasso. Trani: Legambiente parte civile

La nota stampa di Legambiente Puglia e quelle dell'Assessore regionale Lorenzo Nicastro sulla controversa vicenda della discarica di Trani e sul collasso che rischia di travolgere le discariche pugliesi.

«In Puglia discariche al collasso: è la logica conclusione delle mancate politiche degli ultimi anni». L’associazione Legambiente annuncia la costituzione di parte civile per la discarica di Trani e deposita oggi la richiesta nell’udienza sul sequestro della discarica Martucci a Conversano.

«La storia d'Italia degli ultimi 20 anni ricorda come, con il ciclo dei rifiuti fondato prevalentemente sull’uso della discarica, l’emergenza è sempre dietro l’angolo. Questo è già avvenuto in altre regioni e ora il problema si pone anche in Puglia, dove le discariche continuano a essere chiuse o per esaurimento volumetrico o per l’intervento della magistratura, in assenza di politiche virtuose alternative sul ciclo dei rifiuti. I problemi sono gli stessi da anni: la media percentuale regionale di raccolta differenziata è ancora troppo bassa, resta la mancanza degli impianti di compostaggio per il recupero della frazione umida, e i continui rinvii dell’ecotassa, che avrebbe dovuto penalizzare economicamente l’interramento dei rifiuti, hanno aggravato la situazione. È arrivato il momento di voltare pagina in Puglia, con politiche coraggiose che hanno dato risultati concreti anche in territori in emergenza come la Campania che oggi può vantare una media regionale di differenziata del 50%».

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Commenta così la notizia del sequestro della discarica di Trani il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini. E aggiunge: «Il sequestro della discarica pubblica di Trani, tra le più grandi della regione, che in questi anni ha fornito uno strategico soccorso a diverse situazioni di emergenza, ci preoccupa non poco sia per le conseguenze sull’intero ciclo dei rifiuti che soprattutto per il rischio di disastro ambientale. A tal propositoannunciamo la costituzione di parte civile di Legambiente e chiediamo che siano posti in essere urgenti interventi di messa in sicurezza del sito. In questa situazione i cittadini rischiano di essere penalizzati due volte, sia sotto il profilo sanitario, visto l’impatto delle discariche sugli ecosistemi e sulla salute, che economico».

Nel frattempo le cronache giudiziarie continuano a riguardare le discariche pugliesi, come nel caso dell'impianto di Conversano. Legambiente Puglia, nell’udienza preliminare che si è svolta presso il tribunale di Bari sul sequestro della discarica in contrada Martucci a Conversano, ha depositato la richiesta di costituzione di parte civile su cui si pronuncerà la magistratura il prossimo 16 febbraio, data di rinvio del processo.

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In tale ambito l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro, in relazione al sequestro operato dal Noe dei Carabinieri all’impianto tranese dichiara: “Il sequestro dell’impianto dell’Amiu Trani, disposto dalla magistratura, conferma la correttezza dell’operato della Regione Puglia che, già lo scorso 3 settembre, aveva sospeso l’autorizzazione ad esercire l’impianto, dopo una serie di diffide inviate al gestore. Un provvedimento che fu duramente contestato sia dal comune che dall’Amiu di Trani”.

“Per quanto riguarda i dirigenti della Regione Puglia – prosegue Nicastro – sono certo che sapranno di dimostrare ai magistrati, nei confronti dei quali esprimiamo piena e totale fiducia, la bontà del proprio operato e la correttezza degli atti adottati, nel rispetto di ruoli e funzioni”.

“Tale sequestro - aggiunge Niucastro - non altera il quadro dei flussi di rifiuti all’interno dell’Oga di Bari, dal momento che, come è noto, nell’impianto già dal 4 settembre scorso, a seguito del provvedimento di sospensione dell’autorizzazione all’esercizio, erano sospesi i conferimenti".

"Diversa è la vicenda dell’esaurimento dell’impianto di Giovinazzo: rispetto a questo, tuttavia, sappiamo che l’Oga di Bari, quale organo deputato alla definizione dei flussi all’interno del territorio di competenza, sta già lavorando a una ipotesi di sito alternativo nel tentativo di arginare qualunque difficoltà e, contemporaneamente, di calmierare il rischio dell’aumento dei costi di conferimento”.

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“Esistono 28 siti all’interno della provincia di Bari su cui, in caso di necessità, è possibile contare per definire i flussi e limitare al massimo i disagi, così come esistono – prosegue l’assessore – vari strumenti normativi per inquadrare le modalità di utilizzo di questi siti in caso di pubblica necessità. Siamo convinti che il presidente dell’Oga farà, come ha già ampiamente dimostrato, tutto quello che è in suo potere per risolvere la questione e, aggiungo, voglio che sappia che da parte della Regione avrà tutto il supporto necessario”

Infine, l'Assessore Nicastro precisa anche qualcosa sui finanziaenti da più parti richiesti per vari progetti: “Dal Salento qualcuno continua a perorare la causa degli impianti di compostaggio per i quali non hanno ricevuto, a loro dire, ‘neppure un euro dalla Regione’. Confermo che non arriverà neppure un euro se non in presenza di progettazioni concrete che tengano conto del fatto che le risorse del PO FESR da cui attingiamo per gli impianti non possono che cofinanziare i progetti e che, quindi, le comunità locali devono entrare nell’ottica di una seria e lungimirante programmazione delle opere”.

“Agli amministratori locali dico chiaramente, una volta per tutte, che le risorse non possono giungere sulla base delle sole ipotesi localizzative e, soprattutto, non siamo disposti a finanziare opere che non abbiano alle spalle un serio business plan che ne assicuri un efficiente ed efficace funzionamento all’interno di una gestione del ciclo dei rifiuti coerente con il piano regionale. Sebbene – prosegue Nicastro – il percorso sia stato definito da novembre del 2011, non abbiamo ricevuto progetti sulla base dei quali avviare le procedure di cofinanziamento delle opere e, quindi, ovviamente le risorse non sono state stanziate”.

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