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Doppio stipendio? Vendola cita per danni il quotidiano Libero

 

belpietro 21Bari – “Contro di me una strumentale e infondata campagna di stampa, con menzogne e meschinità”. L’aveva evocata meno di ventiquattro ore fa Nichi Vendola, formalizzando le proprie dimissioni da deputato a margine di un incontro con Pierluigi Bersani. E a farne le spese per primo è stato il quotidiano di Maurizio Belpietro.
 
 
Il Governatore, infatti, ha incaricato il proprio legale, avvocato Vincenzo Muscatiello, di procedere a citare per danni Libero “a tutela della propria immagine e onorabilità”, in merito ad un articolo pubblicato questa mattina, a pagina nove, a firma di Luciano Capone: “Vendola molla la poltrona ma si tiene un mese di stipendio”, titolava il giornalista, definendo tutt’altro che una menzogna l’ipotesi per la quale il Presidente pugliese potesse sommare l’emolumento per il seggio a Montecitorio con quello per la poltrona di numero uno della Giunta regionale e bollando come “libera facoltà” del leader di Sel l’eventuale rinuncia. 
 
 
Gli strali non si sono fatti attendere: “L’indennità regionale per i parlamentari è sospesa dal primo giorno di insediamento delle Camere”, spiega il diretto interessato, precisando di essere stato alla Camera “per due settimane, non per diversi mesi come ha fatto in passato Formigoni”. “L’ho fatto per alzare una voce forte sui temi del Patto di stabilità e della cassa integrazione in deroga, senza percepire emolumenti”, chiarisce, prima di lasciarsi andare ad una coda velenosa: “Prenderò molti più soldi facendo causa a Libero”.
 
(a.bucci1@libero.it)