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In un 'epoca in cui la durata della vita si è allungata a dismisura, nella quale però la presenza di malattie degenerative porta tanti ad essere precocemente anziani c'è un criterio per valutare l'effettivo invecchiamento delle persone e delle cose - non quello anagrafico - naturalmente, ma quello funzionale?

C'è ed è antico come il cucco: si è veramente vecchi quando si perde la capacità di imparare.

Mentre si invecchia si perde un po' per volta  una parte di questa capacità. Se non impari a nuotare o ad andare in bicicletta entro una certa età, poi ti sarà difficile se non impossibile. Se non impari a studiare le lingue entro una certa età non saprai mai parlare una lingua straniera.

A me  risulta complicato utilizzare  molte delle funzioni delle apparecchiature elettroniche che  sono nella mia casa, persino il computer che sto' utilizzando  ora ,per me  è poco più che una macchina da scrivere ed un archichivio  di dati, mentre  vedo mia figlia imparare , intuitivamente funzioni e modalità sconosciute.

Progressivamente perdi la capacità di imparare e quando l'hai persa definitivamente non sei vecchio: sei morto, se non fisicamente  almeno intellettualmente.

Quando smetti di imparare diventi noioso, si perchè non sei capace di dire e di fare cose nuove, ripeti sempre gli stessi schemi, riproponi sempre gli stessi ragionamenti, non sei in grado di imparare dagli errori e li ripeti, li ripeti all'infinito sempre gli stessi schemi, sempre gli stessi errori.

Ed allora vuol dire che è il momento di smettere , di fermarsi  e stare a guardare.

Ma siccome non sei più in grado di imparare, non puoi farlo da solo, bisogna che qualcuno te lo dica: basta così, fermati e stai in silenzio, così che dal tuo silenzio qualcuno possa immaginare l'esistenza di una intelligenza che non c'è più. E' una fine più decorosa che continuare a sbagliare.

Tutto vero, ma chi lo dice  ai dirigenti del centro sinistra che a questa fermata bisogna scendere?

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