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World bank 120308

Economia delle diseguaglianze, sia sotto l’aspetto normativo che dell’analisi descrittiva delle diverse declinazioni individuabili. “Perché diseguaglianze e povertà nel mondo”, afferma Daniele Checchi, già preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano,  “non sono legate solo al reddito soggettivo o di aree, ma si estendono anche al grado d’istruzione, all’uso dei beni durevoli, all’utilizzo del tempo, alla salvaguardia del patrimonio naturale e paesaggistico, allo scambio ed alla qualità dell’informazione”.

Diseguaglianza e povertà che risentono di valutazioni relative ai parametri presi in considerazione, che in generale tendono ad aumentare nell’ambito micro-economico di ciascun Paese, ma che invece, diminuiscono costantemente in quello macro-economico globale. Ossia crescono nei valori relativi, ma calano in quelli assoluti.

Lavori teorici ed empirici nel Meeting Ecineq, che per la prima volta porta esperti della World Bank e studiosi di livello internazionale a riunirsi in Puglia. “A confrontarsi ed analizzare insieme anche le molteplicità delle forme di benessere”, fa presente Conchita D’Ambrosio, docente di Economia all’Università del Lussemburgo, donna e cervello del Sud, cha da Salerno è emigrata nel cuore dell’Europa.

“Misurare il benessere al di là del Pil”, aggiunge D’Ambrosio, “nel quadro di parametri articolati e trasversali come quelli di “equità” e “sostenibilità”, destinati a rilanciare e riformulare modelli di sviluppo più attenti alla persone che ai sistemi”.

Roemer

“Un equilibrio kantiano”, come lo ha definito John Roemer, docente all’Università di Yale, che supera l’egoismo umano per recuperare l’esortazione cristiana e senza tempo del “non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te stesso”. L’invito a riappropriarsi “dell’aspetto morale in economia”, che mette Roemer e gli economisti – questa è la novità - in sintonia con la rivoluzione semplice di Papa Francesco.

Ecineq

La tre giorni promossa dal Dipartimento di Scienze economiche dell'Università di Bari si articola in 24 sessioni e 220 presentazioni di studi oltre a tre relazioni: dopo quella di Roemer e l’intervento di Ravi Kanbur, che è stato capo economista della Banca mondiale in Africa e direttore del World Development Report della Banca mondiale e ora insegna alla Cornell University (Ithaca, Stato di New York), si conclude con la relazione in calendario di Martin Ravallion (Georgetown University, Washington), in passato direttore del dipartimento di ricerca della Banca Mondiale.

(gelormini@affaritaliani.it)

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