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“Si può arrivare allo stesso risultato auspicato dal Presidente della Repubblica senza evocare amnistia e indulto”: è quanto dichiara il sindaco di Bari Michele Emiliano.

“Se manca un programma di governo chiaro e approvato dagli italiani sui grandi temi come questo - spiega Emiliano - non si può improvvisamente cavare dal cilindro un’amnistia creando effetti devastanti. Non si tratta di populismo, ma di buon senso”.

La Costituzione non consente di utilizzare amnistia e indulto per deflazionare le carceri

Non è possibile che l’amnistia venga usata come strumento per diminuire la popolazione carceraria, visto che è intervenuta una modifica costituzionale che ha innalzato i quorum parlamentari necessari per approvarla, proprio per evitare che fosse adoperata a questo fine.

Bisogna costruire carceri adeguate

Fatto salvo il principio che se uno sbaglia deve pagare, non è possibile che uno Stato come il nostro non riesca a trovare un numero sufficiente di posti in carcere per tutti quelli che sono stati condannati per aver commesso reati, che peraltro in Italia sono un numero inferiore rispetto a tutti gli altri paesi europei. In questi vent’anni, chiunque abbia governato ha completamente mancato l’obiettivo e adesso, all’improvviso, i responsabili dello sfascio danno per scontato che l’amnistia e l’indulto siano indispensabili, come se il problema non fosse lo stesso da anni.

Si possono svuotare le carceri con provvedimenti diversi

Si possono svuotare le carceri di migliaia di detenuti anche senza amnistia e senza indulto, dando vita a circuiti carcerari distinti, con l’aiuto del terzo settore per i detenuti non pericolosi, aumentando il ricorso alla detenzione domiciliare e l’affidamento ai servizi sociali, anche oltre i limiti di legge attualmente previsti, con una legge eccezionale e temporanea che preveda il rinvio della esecuzione della pena in tutti i casi in cui manchi la pericolosità del condannato, e comunque depenalizzando alcune ipotesi di reato che hanno finito per ingolfare le nostre carceri senza alcuna utilità sociale.

carceri mani

L’indulto del 2006 riaccese la dinamica criminale in Italia

È sbagliato valutare gli effetti di provvedimenti di clemenza solo considerando il numero di coloro  che sono rientrati in carcere subito dopo aver beneficiato dell’indulto. Non si considera che, nella maggioranza dei casi, i reati vengono commessi in concorso tra più persone e che comunque reimmettere in circolazione, senza adeguata espiazione, soggetti socialmente pericolosi istiga altri soggetti, estranei al circuito carcerario e senza precedenti penali, alla commissione di reati.

 

Nessuna legge può essere approvata contra personam

Bisogna dire chiaro agli italiani che, per ragioni costituzionali di parità di trattamento, per reati di eguale allarme sociale non si può fare un’amnistia o un indulto contra personam, e cioè escludendo solo Berlusconi. Ecco perché è impossibile fare in questo periodo storico un’amnistia o un indulto senza delegittimare il principio che la legge è uguale per tutti.

L’amnistia e l'indulto non possono essere la salvezza di politici corrotti

L’amnistia e l’indulto sono di grande utilità per politici corrotti che ancora non sono in carcere e che sono indagati, e le cui vicende riempiono le cronache giudiziarie del nostro Paese, bloccando l’accertamento della verità. Non è possibile che a questi ultimi sia consentito di evitare il principio che la legge è uguali per tutti.

Napolitano Svimez.ipg

Essere contro amnistia e indulto non significa essere contro il Presidente della Repubblica

In questo senso il Presidente della Repubblica non va considerato come il suggeritore di una specifica modalità di deflazione carceraria, ma semplicemente e doverosamente come la massima autorità della Repubblica che, di fronte ad un sovraffollamento carcerario obiettivo, chiede alle Camere di provvedere per evitare che anche in futuro si possano nuovamente verificare in breve tempo analoghe situazioni. Perché la condanna dell’Unione Europea concerne il nostro sistema valutato nel complesso e non semplicemente il sovraffollamento.

I Servizi Sociali dei Comuni non possono gestire 20mila scarcerazioni tutte insieme

Si aggiunga che i sindaci non sono in grado di gestire in pochi giorni la scarcerazione di 20mila persone, perché i bilanci e il personale dei Comuni non consentono ai Servizi sociali di fare ciò che invece potrebbero realizzare con scarcerazioni graduali, gestite di concerto con l’Autorità giudiziaria.

I Responsabili devono rispondere delle loro omissioni

In ogni caso la catastrofica situazione indicata dal Presidente della Repubblica deve trovare dei responsabili, perché sarebbe incredibile che, chi ha avuto la responsabilità di una simile situazione e di non aver saputo gestire il piano carceri negli ultimi anni, rimanga al suo posto come se niente fosse accaduto.

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