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Emiliano e il Gargano Lo stato di emergenza

Michele Emilano, in corsa per la candidatura del centrosinistra alle prossime Regionali, interviene in merito al riconoscimento da parte del Consiglio dei Ministri dello stato di emergenza per le zone del Gargano colpite dall’alluvione.

“Il Governo ha fatto il suo dovere - dichiara il Segretario del Pd Puglia - sia pure con ritardo a causa della mancanza di copertura finanziaria".

E poi aggiunge: "Non ho commenti da fare, se non che continueremo a investire ogni energia sul territorio del Gargano, Roma o non Roma. Il Gargano è la metafora della Puglia che non si arrende mai”.

In precedenza era stato lo stesso capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pino Romano, a dichiarare: "Il Consiglio dei ministri ha approvato la dichiarazione dello stato di emergenza per i territori del Gargano colpiti dalla recente alluvione, con un conseguente stanziamento di dieci milioni e mezzo di euro, per gli interventi più urgenti. Inutile dire che si tratta di una buona notizia ma è senza dubbio utile auspicare che finisca la speculazione di chi ha preso a pretesto una triste occasione, com'è certamente una calamità naturale, per fare campagna elettorale contro il Pd".

Pino Romano 2
 

"I cittadini colpiti duramente dall'alluvione - ha ribadito - tutto si sarebbero aspettati fuorché diventare carne da macello per comunicati e dichiarazioni di politici senza scrupoli. E credo che, tutto quello a cui hanno assistito, non fosse meritato. Spero che questa triste pagina si concluda e che si pensi ad aiutare concretamente le popolazioni del Gargano".

Romano aveva anche ricordato che: "Insieme  alla dichiarazione dello stato di calamità da parte del ministro Martina, la dichiarazione dello stato di emergenza apre la fase concreta degli interventi in quei territori martoriati. L'impegno del Pd sarà quello di continuare a lavorare, come è ovvio, per garantire al Gargano la dovuta attenzione. Ma anche quello di mantenere il dibattito politico sul merito delle questioni. Di fronte ai toni che, come in questa circostanza, sono stati eccessivamente sopra le righe, assumo formale impegno a parlare dopo che le questioni saranno chiare e quando avremo tutti gli elementi per poter esprimere giudizi pertinenti".

"Così come sta accadendo nel caso dei tagli alle Regioni, infatti, la tentazione della comunicazione a tutti i costi ci fa assistere a dichiarazioni che si fondano ancora su supposizioni e conseguenze che sono a dir poco approssimative. Anche quando nei giorni scorsi ho avanzato delle ipotesi di risparmio nella sanità, le mie dichiarazioni sono state oggetto di speculazione politica. Pertanto, il mio impegno, ma anche il mio invito, è quello di commentare i fatti, specie quando questi riguardano interventi del governo centrale, nel momento in cui ci sono tutti gli elementi per poterlo fare".

Schittulli
 

Non è dello stesso parere l'altro grande protagonista della contesa politica in Puglia, Francesco Schittulli, candidato non ancora ufficiale di tutto il centrodestra per le Regionali: "Dopo un’infinita attesa e le passerelle nel fango finalmente è stato dichiarato dal Consiglio dei Ministri lo stato d’emergenza per le zone colpite dall’alluvione del 6 settembre".

"Per lo meno, un primo passo è stato fatto nei confronti dei 14 comuni del Gargano, in cui si contano danni per centinaio di milioni di euro, a fronte dei 10,5 milioni di euro stanziati dal Governo. Certamente una boccata d’ossigeno che servirà a malapena per gli interventi di protezione civile, ovvero di soccorso e messa in sicurezza di immobili strategici,  rispetto ad un evento calamitoso di straordinaria rilevanza che ha letteralmente messo in ginocchio l’economia agricola e danneggiato gran parte delle infrastrutture del territorio".

"Non ci si spiega ancora - aggiunge Schittulli - perché al Gargano sia stato riservato un trattamento diverso rispetto al resto d’Italia in tema di moratorie fiscali. Occorre, infatti, che il Governo provveda, a breve, a stanziare anche tutte le risorse necessarie al ripristino delle opere strutturali. Non solo sono trascorsi quasi due mesi per il riconoscimento dello stato d’emergenza, ma non sono stati concessi i benefici fiscali, ovvero il differimento al 20 dicembre del pagamento delle tasse statali, come per le altre zone d’Italia colpite da alluvione in Veneto, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Oltre al danno la beffa".

"Questo l’ennesimo banco di prova che ha dimostrato che il caso del Gargano è stato di fatto archiviato tra le ultime priorità del premier Matteo Renzi, pur essendo stata addebitata a problemi di copertura della Ragioneria dello Stato la causa del ritardo, così come riferito da Michele Emiliano".

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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