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Emiliano: Sagra del Programma a Foggia "Restituire un sogno a ciascun pugliese"

Energia e tanta partecipazione in un clima sereno di idee innovative, animato da un'ondata di "espressioni di Capitanata", che hanno contribuito a scrivere un altro pezzo del programma per il prossimo governo della Regione.

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Si è conclusa con l'abbraccio corale al canditato del centrosinistra per la presidenza della regione Puglia,  la tappa a Foggia della Sagra del Programma di Michele Emiliano, ospitata nell'ex-cinema Capitol, in pieno centro città, tornato alla vita dopo dieci anni di abbandono. Sono stati i colori delle luminarie, il cuore della gente e l’entusiasmo dei partecipanti a ridare luce a questo "scrigno dei sogni", e a dare testimonianza concreta di democrazia partecipata.

Abbracci e applausi da un pubblico caloroso, che Emiliano ha ascoltato raccogliendo le richieste del territorio partite dai tavoli di lavoro, leggendone con attenzione le proposte. “A Foggia si è riunito il popolo pugliese per pensare al futuro - ha dichiarato l'ex sindaco di Bari nel discorso conclusivo - Stiamo restituendo a ciascuno di voi un sogno. È la prima volta in Italia che si prova a creare il programma di una regione intera dal basso. L’energia politica è fondamentale per fare cose grandi. Non basta un candidato forte, da soli non si può far nulla. C’è bisogno di una spinta consapevole della collettività che dia indirizzi chiari . La saggezza del popolo informato, che sa prendere in mano il proprio destino, è un intellettuale collettivo in grado di raggiungere risultati inimmaginabili per qualunque altra classe dirigente”.

Molti gli spunti contenuti negli istant report provenienti dai tavoli che hanno animato il dibattito per tutta la giornata. Dall’agricoltura, al turismo, dalle infrastrutture, alla sanità, dal ciclo dei rifiuti, alle politiche sociali. “Oggi ci troviamo nella provincia più a Nord della Puglia. In tutti i tavoli, in tutte le materie, è emersa forte la questione dell’equità, come se vi fosse la convinzione che a causa di una debolezza politica sia stato impedita nel tempo una piena affermazione dei vostri diritti. Qui, forse più di altrove, si è dimenticato quel meccanismo di decidere una cosa democraticamente e poi ottenerla. La Sagra del Programma è importate per questo: è il modo per ricordarvi che dovete sempre affermare le vostre idee e costringere la politica e le istituzioni ad ascoltarvi”, ha detto il candidato.

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Nel report conclusivo della Sagra molti hanno segnalato la necessità di avere collegamenti migliori con il resto d’Italia e del territorio regionale: il tempo di percorrenza cambia se ci sono delle montagne, come nel caso dei Monti e Colline Daune, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Dal documento finale emerge anche l’esistenza di zone industriali in Capitanata dove manca ancora  l’Adsl:  “Se non si danno le stesse condizioni di partenza a tutti – ha commentato Emiliano - è chiaro che non c'è storia. Attraverso questo processo partecipativo dobbiamo tentare, insieme, con pazienza e responsabilità di restituire a questa terra la bellezza e il collegamento con la buona vita che le spetta, perché qui ci sono realtà davvero meravigliose. Bellezza e legalità sono due aspetti complementari e la vostra partecipazione è essenziale per affermare questi valori”.

Chi governa il report finale della Sagra è un comitato scientifico terzo che codifica il contenuto delle discussioni e lo certifica, come ha ricordato Emiliano: “la sovranità appartiene al popolo. La sagra del programma deve diventare una legge regionale sulla partecipazione, che consenta alla popolazione di controllare periodicamente l’attuazione del programma del governo e di esprimersi sulle questioni di grande interesse pubblico. Non più dunque un popolo solo di elettori, ma una comunità capace di liberarsi di tutti i luoghi comuni sul Sud, che si riprende la sua dignità, capace – come dicevano i nostri nonni – di portare ogni giorni una pietra alla parete. I migliori risultati si raggiungono con un impegno prolungato e collettivo, facendo il proprio dovere, rafforzando i legami tra di noi attraverso la politica, non quella del potere fine a se stesso, ma quella che dà senso alla vita”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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