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Fabris e l'autismo 'Voglio togliere l'acqua dal mare'

Esce in queste ore  “VOGLIO TOGLIERE L’ACQUA DEL MARE” del prolifico poeta, scrittore e pittore barese, Piero Fabris (FaLvision editore - pagg.144  € 13,00).

Un romanzo ispirato  a fatti realmente accaduti. Arricchito dalla foto di copertina e da alcuni scatti al suo interno di Daniela Ciriello,  tratti dal progetto fotografico: “Simpaticamente Autistico”.  

"Ho raccolto testimonianze di famiglie con disabili”, ha dichiarato l’autore,fatti che ho rielaborato e sintetizzato, immaginando una trama che potesse essere specchio, riflesso e voce di tanti genitori e operatori che  instancabilmente si adoperano nel sociale".  

E’ la storia di una “coppia-simbolo”, sconvolta dalla nascita del figlio a cui è stata diagnosticata  la sindrome autistica;  dei loro percorsi rocamboleschi in una città  che si dichiara sensibile verso le problematiche dei più deboli,   dove si annida, nei luoghi più impensati il pregiudizio, l’ipocrisia e l’incompetenza.

Questo testo è un  invito a meditare su certe realtà, a comprenderle  per trovare una via di comunicazione con chi è chiuso in se stesso e percepisce il mondo esterno in forme distorte reagendo in maniera inappropriata.

Il libro ben scritto, scorrevole, incisivo e appassionante, si offre come mezzo di riflessione sull’uso miope dell’informazione e di quanto sia importante l’Ascolto e l’osservazione, cioè l’attenzione autentica ad ogni essere umano, per non cadere in risposte stereotipate più dannose che utili alla comunità. Sicuramente un'occasione per soffermarsi  e capire tante situazioni che ci scorrono vicine, silenziose e trasparenti.

Affaitaliani.it - Puglia ha rivolto alcune domande agli autori:

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Fabris, come mai un testo dedicato all’autismo?”

E’ un atto dovuto.  Questo testo e’ stato concepito come servizio alla comunità,  un modo diverso di  promuovere il buono. Volevo dare voce a genitori e operatori sociali che si adoperano per trovare soluzioni giuste e dignitose per i disabili. Attraverso il romanzo ho narrato l’esito positivo di una situazione, che sembrava votata alla disperazione.

Le storie che racconta nel suo libro sono  tutte vere?

Sì, anche se le ho romanzate. Rielaborarle creativamente è la formula migliore per raccontare cose realmente accadute - di genitori, familiari ed educatori -  nel rispetto delle loro vite. Quel che contava era – per me - mettere in evidenza  l’ essenza di certe realtà che ci scorrono accanto mute e silenziose.

Insomma ha voluto togliere il bavaglio alle famiglie  dei diversamente abili?

Sì, soprattutto volevo condividere gli insegnamenti ricevuti , la loro forza e dignità, il coraggio di  essere in una società  sorda e presuntuosa!

E’ un testo denuncia?

Diciamo che è l’occasione per soffermarsi e andare oltre l’apparenza; la possibilità di riflettere dietro quanto perbenismo ci nascondiamo  e quanto immenso sia il vuoto che ci divide dal cuore dell’altro.

Ma non crede che oggi non si abbia tempo perché  la vita è più complessa?

 Saper scorgere nell’altro un fratello  è un valore, ma sembra che  la gente  cerchi di tenersi a distanza da ogni problema o fonte di disturbo. Un tempo si apriva il borsellino per mettere a tacere la coscienza, oggi per la crisi non si hanno spiccioli;  quel che manca realmente  è il calore umano, la capacità di vedere nell’individuo una risorsa.

Nelle pagine del tuo romanzo hai denunciato anche i giornalisti!

No, soltanto certo modo di fare informazione. Sensazionalismo e superficialità alimentano i pregiudizi e  l’ignoranza. Spero che questo testo  possa essere un veicolo  per comprendere e non strumentalizzare la disabilità, che  troppo spesso si interfaccia con incompetenti.

Ma non ci sono operatori preparati  in Puglia?

“Ci sono educatori e cooperative capaci di intervenire con professionalità. Troppe volte accade che chi ha studiato e ha  molta esperienza  finisca col fare altro, perché  non giustamente retribuito, peggio compreso”.

Ci racconta in breve la trama del suo testo?

“E’ la storia di una coppia con un figlio al quale è stata diagnosticata la sindrome autistica. Il loro ragazzo percepisce la realtà in forme distorte e reagisce a questa in maniera inappropriata.

Mentre uno dei genitori si sente scippato dei propri sogni, l’altro cerca di trovare soluzioni per il proprio figlio con terapie complementari capaci di favorirne la sua integrazione e socializzazione”.

In definitiva è la storia di un cammino tra le difficoltà’ in una società caotica …con lieto fine?.

Sì, ma non e’ una fiaba!      

 

INTERVISTA A DANIELA CIRIELLO

Perché  questo progetto fotografico sull’autismo?

“E’ un progetto fotografico nato dalla  necessità di raccontare le bizzarrie con le quali un soggetto autistico si rapporta col reale”.

Come mai questo interesse per l’autismo?.

“Mio figlio è autistico. E’ ipersensibile a cerTi suoni, a certe luci. Alcuni oggetti li usa in modo buffo”.

“Cosa è l’autismo?”:

“Gli autistici sono persone chiuse in se stesse che percepiscono la realtà in forme distorte. Essi hanno bisogno di avere la propria giornata ordinata secondo rituali chiari e semplici. Gli imprevisti li disturbano”.

“Qual è lo scopo del suo progetto?”.

“Spero che il mio racconto per immagini aiuti a riflettere sui meccanismi di autodifesa che essi utilizzano. Spero che il mio lavoro possa essere utile a comprendere i loro atti come invenzioni per stabilire la comunicazione col mondo esterno a tutto vantaggio della serenità di tutti”.

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Piero Fabris nasce a Baudour (Belgio) nel 1965. E’ pittore, scrittore e poeta. Nella sua produzione trasferisce il frutto delle sue ricerche nel campo dei simboli. E’ un appassionato di fiabe, miti e leggende. Ha pubblicato: “La masseria delle cinquanta lune” (2012), “La rosa dei venti e il segreto del monte rosso” (2010), “Un seme di sole che divenne fiore di pietra” (2009), “Testapersa e dialogo con Rosaluna” (1991),  “Gessetti per tratti incerti” (1990). E’ autore teatrale delle commedie: “Rosa Hrand…agio” dedicata al poeta Armeno Hrand Nazariantz, e  “Labirinti di terre e di lune” un testo sulla babele dei linguaggi. Alcuni monologhi e racconti sono stati pubblicati per la FaLvision editore con il titolo: “Inchiostrati sulla lama del rasoio” (2014). Ha raccolto le sue fiabe in “Un drappo di stelle sulle stoppie dorate” (2000). E’ autore della raccolta di poesie “Diaspro. Raccordi e ricami di Ambra per Ebano” (1999). Primo classificato (Dicembre 2013) con la poesia dal titolo :”La Conchiglia” al concorso nazionale di poesia e narrativa organizzato dall’Associazione Culturale Porta d’Oriente – libero sviluppo del Mediterraneo. La sua raccolta di poesie: “Pigmenti d’Arpa – sistole e diastole” (FaLvision 2013) si è classificata terza alla XVI edizione del concorso nazionale di poesia, narrativa, teatro per testi editi e inediti “Premio letterario Osservatorio”.

Daniela Ciriello  è una fotografa barese. Ha frequentato la scuola di fotografia e cinematografia  “F. Project” di Bari. Si è dedicata ad eventi artistici e letterari. Ha realizzato reportage sul territorio Pugliese. I suoi scatti sono stati pubblicati su riviste e libri. Nel 2013 ha ricevuto riconoscimenti per la mostra: “Il Sud nella Realtà delle Tonalità Emotive” realizzata con la fotogiornalista Chiara Samugheo. E’ particolarmente attenta alla fotografia sociale. ll suo progetto fotografico: “Simpaticamente Autistico” è stato apprezzato per la sua chiave di lettura  positiva sulla sindrome autistica.

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato sul tema: UniMilano-S.Giovanni Rot. Farmaco contro l'autismo

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