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Fasano, Bray a "Lama d'Antico" Difendere e salvaguardare
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Questa volta ci si riprova con le competenze e la dedizione tipiche di quell’imponderabile, ma efficace macchina stimolatrice, chiamata anche Amor loci. Ci si riprova puntando decisamente su difesa, salvaguardia e valorizzazione e non più sullo sfruttamento, più o meno professionale, del patrimonio archeologico-rupestre pugliese.

Dopo l’esperienza niente affatto esaltante della Novamusa Puglia (un consorzio di imprese nato per gestire i servizi accessori nei più importanti siti archeologici e museali della regione, tra cui gli scavi di Egnatia), si cambia registro e a fare da apripista è il Comune di Fasano, che decide di affidare alla Fondazione San Domenico i siti rupestri di “Lama d’Antico”, “San Giovanni” e “San Lorenzo”.

“L’abbiamo fatto attraverso un Avviso pubblico – tiene a precisare il sindaco di Fasano, Lello Di Bari - e siamo particolarmente soddisfatti che ad aggiudicarsi la gara sia stata la Fondazione San Domenico, che più d’ogni altro si è sempre spesa per l’incitamento al recupero di un tale patrimonio storico-antropologico, prim’ancora che archeologico ed artistico”.

Un’operazione tesa a sperimentare modelli più funzionali d’intervento nella indispensabile combinazione tra pubblico e privato, facendo della qualità degli interlocutori la pietra d’angolo di una nuova architettura gestionale del patrimonio comune in senso lato.

La Fondazione presieduta da Maria Lisi Melpignano, annovera nel suo Comitato Scientifico rappresentanti di tutto rilievo della cultura internazionale: primo fra tutti, e non solo, Mons. Cosimo Damiano Fonseca, accademico dei Lincei ed esperto d’eccellenza, in materia, come pochi.

Che lo stesso Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, abbia voluto assicurare la sua presenza alla riapertura di “Lama d’Antico” e dei siti rupestri adiacenti di “San Giovanni” e “San Lorenzo”, la dice lunga sull’importanza e la serietà dell’operazione, che potrebbe trovare applicazioni e declinazioni da suggerire o utilizzare in altri ambiti territoriali con omologhe problematiche.

“Credere nella cultura e coinvolgere le cittadinanze, le scuole, gli studenti, i giovani - ha ribadito il ministro Bray, intervenendo alla cerimonia di apertura, prima di visitare i siti – nell’azione incessante di valorizzazione di un patrimonio pieno di segni di una grande ricchezza culturale”.

La convenzione sottoscritta fra Comune di Fasano e Fondazione San Domenico, per la gestione del Parco rupestre “Lama d’Antico”, comprende a carico della stessa Fondazione la realizzazione dei lavori di bonifica e risanamento del sito (già effettuati); i servizi di promozione turistica del Parco, la sua apertura quotidiana al pubblico, nonché i servizi di informazione ed accoglienza dei visitatori, di organizzazione di attività didattiche, culturali e ricreative, nonché l’attività di custodia e vigilanza diurna e notturna dell’intera area la sua manutenzione ordinaria e straordinaria e il pagamento di tutte le utenze.

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La concessione dell’area sarà compensata dal diritto di svolgimento di tutti questi servizi, che il soggetto concessionario dovrà direttamente garantire, traendone il relativo reddito. Peraltro, la Fondazione attuerà anche il Piano din gestione del Parco, che comprende la valorizzazione delle strutture esistenti e degli spazi disponibili, promozione del Parco, programmazione pluriennale, programmi ed accordi di ricerca scientifica in ambito universitario e/o specialistico.

Le opere attualmente in esposizione, tra gli ulivi del parco rupestre "Lama d'Antico", sono dell'artista tarantino, Giovanni Carpignano: tutte composte con l'utilizzo di strumenti e materiali della civiltà contadina ed agraria locale.

(gelormini@affaritaliani.it)

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