"In Italia si può e si deve investire bene, perché appetibile per gli stranieri". A questo sono giunti esperti di economia e finanza, che si sono confrontati in occasione della tavola rotonda "Le opportunità di investimento dei fondi sovrani in Italia", in apertura della 77esima Fiera del Levante di Bari. Un incontro fortemente voluto dal vicepresidente della Fiera del Levante, Lorenzo De Santis.

L’appuntamento pone in luce le possibilità concrete di indirizzare i fondi sovrani diretti ed indiretti verso la “Destinazione Italia”.

Questi strumenti finanziari fanno capo, attualmente, a 52 diversi Paesi, e dispongono di una dotazione finanziaria pari a circa 4mila miliardi di dollari, ammontare destinato a crescere vertiginosamente sino a raggiungere, secondo le ultime stime, i 12mila miliardi di dollari entro il 2020.

I FoS (Fondi Sovrani) diventeranno, quindi,  la sesta entità finanziaria mondiale. In Italia sono presenti dal 1976, quando la Libyan Arab Foreign Investment Company acquistò il 15% della Fiat.

Di qui la necessità di indirizzare questi fondi verso progetti infrastrutturali, iniziative immobiliari ed imprese italiane.

Fondi sovrani2

"In Italia si può e si deve investire bene, perché appetibile per gli stranieri". A questo sono giunti esperti di economia e finanza, che si sono confrontati in occasione della tavola rotonda "Le opportunità di investimento dei fondi sovrani in Italia", in apertura della 77esima Fiera del Levante di Bari. Un incontro fortemente voluto dal vicepresidente della Fiera del Levante, Lorenzo De Santis.

L’appuntamento pone in luce le possibilità concrete di indirizzare i fondi sovrani diretti ed indiretti verso la “Destinazione Italia”.

Questi strumenti finanziari fanno capo, attualmente, a 52 diversi Paesi, e dispongono di una dotazione finanziaria pari a circa 4mila miliardi di dollari, ammontare destinato a crescere vertiginosamente sino a raggiungere, secondo le ultime stime, i 12mila miliardi di dollari entro il 2020.

I FoS (Fondi Sovrani) diventeranno, quindi,  la sesta entità finanziaria mondiale. In Italia sono presenti dal 1976, quando la Libyan Arab Foreign Investment Company acquistò il 15% della Fiat.

Di qui la necessità di indirizzare questi fondi verso progetti infrastrutturali, iniziative immobiliari ed imprese italiane.

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"In Italia si può e si deve investire bene, perché appetibile per gli stranieri". A questo sono giunti esperti di economia e finanza, che si sono confrontati in occasione della tavola rotonda "Le opportunità di investimento dei fondi sovrani in Italia", in apertura della 77esima Fiera del Levante di Bari. Un incontro fortemente voluto dal vicepresidente della Fiera del Levante, Lorenzo De Santis.

L’appuntamento pone in luce le possibilità concrete di indirizzare i fondi sovrani diretti ed indiretti verso la “Destinazione Italia”.

Questi strumenti finanziari fanno capo, attualmente, a 52 diversi Paesi, e dispongono di una dotazione finanziaria pari a circa 4mila miliardi di dollari, ammontare destinato a crescere vertiginosamente sino a raggiungere, secondo le ultime stime, i 12mila miliardi di dollari entro il 2020.

I FoS (Fondi Sovrani) diventeranno, quindi,  la sesta entità finanziaria mondiale. In Italia sono presenti dal 1976, quando la Libyan Arab Foreign Investment Company acquistò il 15% della Fiat.

Di qui la necessità di indirizzare questi fondi verso progetti infrastrutturali, iniziative immobiliari ed imprese italiane.

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"In Italia si può e si deve investire bene, perché appetibile per gli stranieri". A questo sono giunti esperti di economia e finanza, che si sono confrontati in occasione della tavola rotonda "Le opportunità di investimento dei fondi sovrani in Italia", in apertura della 77esima Fiera del Levante di Bari. Un incontro fortemente voluto dal vicepresidente della Fiera del Levante, Lorenzo De Santis.

L’appuntamento pone in luce le possibilità concrete di indirizzare i fondi sovrani diretti ed indiretti verso la “Destinazione Italia”.

Questi strumenti finanziari fanno capo, attualmente, a 52 diversi Paesi, e dispongono di una dotazione finanziaria pari a circa 4mila miliardi di dollari, ammontare destinato a crescere vertiginosamente sino a raggiungere, secondo le ultime stime, i 12mila miliardi di dollari entro il 2020.

I FoS (Fondi Sovrani) diventeranno, quindi,  la sesta entità finanziaria mondiale. In Italia sono presenti dal 1976, quando la Libyan Arab Foreign Investment Company acquistò il 15% della Fiat.

Di qui la necessità di indirizzare questi fondi verso progetti infrastrutturali, iniziative immobiliari ed imprese italiane.

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Ad aprire i lavori il presidente della Fiera, Ugo Patroni Griffi che ha spiegato l'importanza dei fondi sovrani, quali fondi di investimento che hanno la particolarità “di essere detenuti da Stati che li utilizzano per investire il loro surplus”. “Certo - ha spiegato il presidente della Fiera - ci sono preoccupazioni di carattere politico che nascono dalla natura pubblica dal soggetto che investe”. Per Patroni Griffi, però, “questo non è il momento delle diffidenze, ma di decisioni per investire”.

"Per questo dalla Fiera del Levante si è inteso offrire un servizio al territorio - ha aggiunto il Presidente - prestando attenzione ai concreti riflessi del programma strategico promosso dal Governo, per lo sviluppo degli investimenti produttivi, in modo da facilitare le possibilità di crescita delle medie imprese promettenti, attraverso l’ingresso di fondi di investimento ad esse dedicati".

Lambertini

A fargli eco il Vice Presidente della Fiera, Lorenzo De Santis, che ha sottolineato "la interconnessione tra gli aspetti internazionali, istituzionali ed operativi del tema in discussione". Mentre Secondo il vicepresidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri, “in questo momento la Puglia deve essere appetibile dal punto di vista turistico”. Senza tralasciare, per l'assessore al commercio del Comune di Bari, Rocco De Franchi, “il sistema Puglia, che è attento e recettivo alle novità”.

Il parterre, molto qualificato, ha visto alternarsi per gli interventi Inigo Lambertini, ministro plenipotenziario degli Affari Esteri; Fabio Scacciavillani, chief economist at Oman Investment Fund; Lorenzo Codogno, dirigente generale al dipartimento del Tesoro e responsabile della Direzione Analisi e programmazione economico-finanziaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze; Bernardo Bortolotti, professore di Economia all’Università di Torino e Giovanni Ferri, professore di economia Politica alla Lumsa di Roma. Nonché Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance; Luigi Scimia, presidente della Sovigest spa e Aurelio Valente, consulente aziendale, già direttore della Banca d’Italia.

Proprio Valente ha proposto di "monitorare l'importante aspetto della crescita delle imprese, attraverso appuntamenti annuali promossi con la collaborazione di enti istituzionali, del Fondo Italiano di investimento e della Borsa Italiana, in modo da verificare sul campo il concreto utilizzo di queste nuove opportunità di crescita del capitale con apporti esterni da parte delle imprese medie promettenti della dorsale adriatica e del sud.

FdL Letta

Alla tavola rotonda ha partecipato anche il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, il quale ha sottolineato l'appetibilità dell'Italia per i fondi sovrani, anche se “molto dipende dalla capacità oggettiva di creare condizioni per attrarre investimenti”.

A tal proposito, di particolare interesse si presenta il progetto ELITE, come valida piattaforma di servizi integrati, che mette a disposizione competenze industriali, finanziarie e organizzative alle PMI che mirano a crescere sia a livello di risorse, che di riconoscibilità e di relazioni a livello istituzionale e finanziario.

Del resto, anche il premier Enrico Letta, durante la cerimonia inaugurale della Fiera, ha parlato del progetto di attrazione degli investimenti, "Destinazione Italia", che verrà presentato in queste settimane a tutti i leader della comunità internazionale.

I fondi sovrani hanno delle enormi disponibilità finanziarie e investono già in molti settori, quale ad esempio quello delle infrastrutture. “Ma, anche in questo comparto - come ha spiegato Massimo Rustico, ministro plenipotenziario, consigliere diplomatico del presidente e coordinatore iniziative per l'estero dell'Ance - è necessario dare il senso di regole certe e termini economici chiari”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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