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FI, Distaso ricorre a Cicerone e Catilina per bacchettare Vitali

“Fino a quando, Catilina, vorrai mettere così a dura prova la nostra pazienza? Marco Tullio Cicerone, nella prima Catilinaria, si rivolge così in Senato all’uomo che in quello stesso giorno aveva inviato dei sicari per ucciderlo. Lo spettacolo a cui oggi stiamo assistendo è davvero indecente e indecoroso, non solo perché è tale da sfidare la nostra pazienza ma perché ci allontana dei problemi e degli assilli quotidiani di chi dovrebbe vedere in ciascuno di noi una possibilità di soluzione anziché un aggravio”. Lo dichiara Antonio Distaso, deputato pugliese di Forza Italia

Quello che sta avvenendo oggi in Forza Italia, in Puglia come in altre regioni d’Italia, è semplicemente un regolamento di conti interno, attuato con metodi che fanno apparire la Russia di Putin come un esempio di democrazia matura. Speriamo di non spingerci geograficamente sino alla Corea del Nord e, storicamente, di non rievocare il Pcus sovietico.

In effetti, è tutto molto triste. La Puglia commissariata alla vigilia di una importante scadenza elettorale, dirigenti di partito commissariati in Piemonte, liste di proscrizione e minacce di epurazione a consiglieri regionali che non si presentano a un incontro. Fino a quando e fino a quanto? Fino a dove vogliamo arrivare?
Non è forse abbastanza per configurare una vera e propria fase di emergenza democratica nel nostro Partito ?
Il Commissario inviato in Puglia che svela finalmente il suo vero volto. Lui, certamente, ci mette del suo, ma è altrettanto evidente come abbia ricevuto un preciso mandato punitivo. Ormai non lo nega egli stesso.

Il presidente Schittulli – prosegue Distaso – rivolge appelli al buon senso, ma intanto subisce anch’egli diktat inaccettabili. Perché, mi chiedo, non si ha allora chiaramente il coraggio di dire le cose come stanno?
Si ha però il coraggio di dare lezioni a Salvini, che certamente è diverso da noi, ma che imperversa unicamente per la nostra insipienza nel caratterizzarci per battaglie identitarie, di programmi e di contenuti.

E questo cupio dissolvi, cui prodest? A chi giova ?

Si vuole giocare una partita vincente per le regionali spingendo fuori dalle liste e dal partito persone portatrici di reale consenso? E il reato quale sarebbe? Il legame politico e personale con Raffaele Fitto ?
Sempre Cicerone, nel testo richiamato, esclama : “O tempora, o mores!”, che tempi, che malcostumi!
Risparmiamo a noi stessi e ai nostri pochi o tanti elettori, questa ulteriore penitenza. Ma, quantomeno, basta con le ipocrisie. Gli uomini, possono dirsi veramente tali, solo quando sono capaci di assumersi sino in fondo le proprie responsabilità “

(gelormini@affaritaliani.it)