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Foggia, Conservatorio 'U. Giordano' Flash mob e presidenza Romanelli

di Antonio V. Gelormini

Alessandro Romanelli: 51anni e natali baresi, laureato in Giurisprudenza, giornalista e critico musicale, nonchè blogger e webmaster de "l'Orecchio di Dioniso", è da qualche mese il nuovo presidente del Conservatorio Musicale di Foggia "U. Giordano". Succede alla figura storica locale di Enrico Sannoner ed è stato designato dal Ministero dell'Istruzione, scelto tra una terna indicata tra gli altri dal Direttore dell'Istituto, M° Francesco Di Lernia.

Il Conservatorio dauno, fondato come Scuola d'Archi e divenuto Liceo Musicale all'indomani del primo conflitto bellico mondiale, quest'anno celebra il suo centenario. Rappresenta una sorta di ultimo scoglio nei marosi di crisi, che da tempo travolgono la città di Foggia, orfana del suo Teatro dopo essere stata a lungo orfana della sua Cattedrale. Riuscendo a tenere ancora viva la tenue fiammella di speranza nell'aridità di un deserto che assedia la frontiera della cultura e della ricerca. Dal 1980 conta una sede staccata a Rodi Garganico, a testimonianza del suo radicamento nelle tradizioni musicali e popolari di Capitanata.

Una vocazione tornata agli onori della cronaca in occasione della recente Giornata della Memoria, con l'iniziativa di un suo illustre docente, Francesco Lotoro, che ha trasformato la storica istituzione culturale foggiana in uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile studiare e approfondire 'la musica concentrazionista': ovvero la musica prodotta dai musicisti deportati e rinchiusi nei lager e nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale.

Romanelli qut
 

Lotoro è una indiscussa autorità nella materia, e da qualche anno organizza nel conservatorio presieduto da Alessandro Romanelli e diretto da Francesco Di Lernia, dei master sulla disciplina, che hanno portato al recupero di una rilevante quantità di spartiti e altro materiale documentario.

La ricchezza produttiva del Conservatorio si moltiplica e si diffonde nel tempo nei successi dei suoi allevi più dotati, dai Solisti Dauni - l'ensamble apprezzato e coccolato da Nino Rota e per il quale anche il Maestro Nicola Scardicchio compose una serie di quattro suites su temi di Nino Rota - a Gianna Fratta, tra le poche donne Direttore d'Orchestra, fino all'estro talentuoso di Antonio Di Dedda, i cui arabeschi armonici, tra tastiere e pedaliere, s'ispirano e competono con la suggestione spirituale di quelli del Rosone della Cattedrale di Troia.

Uno spirito creativo, per fortuna senza esitazioni, che porta studenti e giovani musicisti a miscelare disinvoltura, gioia e bravura nel flash mob promozionale del Conservatorio di Foggia - che già spopola nel web - proposto ed eseguito ai piedi della statua di Umberto Giordano, nella piazza che ricorda le opere del famoso compositore foggiano, prima con Ravel e il Bolero e poi con un madley, che mette insieme Paul Anka e Celentano, Napoli e New Orleans, Stand by me e When the saints go marching in; contaminando generi e autori, nella più autentica dichiarazione d'amore per la musica, fatta con gioia di vivere e delicata ironia, alla maniera moderna di Renzo Arbore, un altro moscro sacro del blasonato palcoscenico musicale cittadino.

(Foto di Piero Lovero)

(gelormini@affaritaliani.it)

 

 

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