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La curatela fallimentare dell'ex Amica Spa ha messo in mora il Monte dei Paschi di Siena, e nominato Alberto Teta, come suo legale rappresentante nella causa civile prevista, nel caso l'istituto bancario risultasse in qualche modo responsabile della frode milionaria informatica - operata da ignoti - sul conto corrente aperto, un anno fa, presso la filiale di Foggia in Via Garibaldi.

A riferirlo è Luigi Treggiari, avvocato penalista sentito da Affaritaliani.it, assegnato alla difesa della curatrice fallimentare, Mirna Rabasco.

Per gli inquirenti capire come sono andati i fatti significa allargare di 360° lo spettro d'indagine su reato di frode telematica. In questa fase sarebbe prematuro parlare di ipotesi quasi certe, e piste privilegiate senza cadere, spesso nella dietrologia spicciola. Si andrebbe tutavia delineando la figura di “truffatori espertissimi” con un buon grado di premeditazione. La Banca sostiene, che l'accesso al conto è avvenuto in modo regolare senza violazione del sistema crittografico.

E' stato intanto sequestrato dalla Polposte un computer dalla sede dell'ex azienda di rifiuti, oltre a quello consegnato spontaneamente in sede di denuncia dalla Rabasco.

L'ipotesi investigativa della Polizia postale, che affianca nelle indagini la Squadra Mobile di Foggia, punta

polposte

alla frode informatica, integrata con altre fattispecie di reati, di recente istituzione, introdotta dalla legge n. 547/1993, e disciplinata dall’art. 640 ter del Codice Penale. Per definizione, “il delitto di frode informatica è commesso da 'chiunque', alteri in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico, o telematico, o interviene senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni, o programmi ad esso pertinenti, allo scopo di procurare a sé, o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.” Rientra nell'ambito operativo la legge antiriciclaggio, e i controlli della Guardia di Finanza negli studi professionali, gli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette, gli indicatori di anomalie, e gli schemi di comportamento anomalo.

Presenta un conto salato il regime sanzionatorio, disciplinato dal “D.M. 16 aprile 2010 – Indicatori di anomalia per i professionisti”, art. 55 illeciti penali, art. 57, 58 e 59 illeciti amministrativi. Alcune violazioni penali, ad esempio, prevedono ammende, che vanno da un minimo di 2 mila e 600 euro, a un massimo di 50 mila, fino all'arresto da 6 mesi, a 1 anno. Tra le violazioni aministrative, “l'omessa segnalazione di operazione sospetta”, prevede una sanzione dall’1% al 40% dell’importo dell’operazione non segnalata. Stesso discorso per l'omessa comunicazione limitazioni all’utilizzo del denaro contante (sanzione dall’1% al 40% dell’importo trasferito).

Amica

Quando i primi di marzo la commercialista aveva cercato di accedere al conto online, la banca avrebbe comunicato “un black-out telematico su scala nazionale, che stavano risolvendo.” Se il fallout comunicativo venisse confermato, si giustificherebbe l'omissione di una tempestiva segnalazione su trasferimenti anomali di denaro. Dall'altro prenderebbe piede la convinzione, che pirati informatici avrebbero creato “il vuoto” per trasferire ingenti somme senza problemi, e senza il rischio di essere intercettati dai sistemi bancari di “alert” automatici.

mirna rabasco(1)

Tra il 6, e il 7 dello stesso mese, ad accesso rispristinato, si scoprì, che il fondo fallimentare era stato svuotato di oltre 1 milione di euro. Soldi dirottati verso istituti banacari a fiscalità agevolata. Sulla querela sopraggiunta agli inquirenti, l'11 marzo, è stato aperto un fascicolo d'indagine a carico di ignoti presso la Procura della Repubblica di Bari, dove è stato costituito un pool per reati informatici, coordinato dal sostituto procuratore, Marcello Quercia. Le indagini avrebbero individuato rotte, che puntano a: Cipro, Isole Seychelles, Londra e Slovacchia. Secondo fonti informate, tra le sedi offshore comparirebbe anche Madeira, un'isola, che appartiene politicamente al Portogallo, ma è localizzata sulle rotte per l'Africa e le Americhe, di fronte alle coste africane.

Tra il 4 e il 6 marzo sono stati sfornati in ordine 4 bonifici per somme ingenti, e 2 per somme nell'ordine dei 100 mila euro, queste ultime già bloccate in fase di rogatorie internazionali. Ma proprio i bonifici da mezzo milione di euro e uno da 200 mila sarebbero finiti a Cipro, e alle Seyscelles, due sedi offshore per eccellenza, definiti “paradisi bancari” in senso stretto con vincoli di segretezza, diversi dai “paradisi fiscali”che privilegiano la sola agevolazione fiscale.

Come evidenzia uno studio sui “Paradisi Fiscali” pubblicato dal “Centro universitario di Studi strategici e

cipro

internazionali di Firenze, il CSSI, le organizzazioni riminali privilegiano comunque i primi,dato che l'esigenza dell'anonimato nelle operazioni economiche, e la tutela del segreto, sono senz'altro più appetibili. Anche considerato, che pagare più o meno tasse su proventi comunque illeciti non è così gravos come pagarli su proventi frutto di lavoro e fatica. Soprattutto c'è da considerare, che l'unico sistema, che tali organizzazoni hanno per “lavare” il denaro sporco è proprio quello di immetterlo nel circuito ufficiale del sistema bancario nazionale.

I bonifici “anomali”, oltre ad essere sprovvisti di causale, conterrebbero una dicitura del tutto diversa da quella riportata nelle operazioni disposte con il servizio di home banking, il che farebbe pensare ad una intromissione esterna nel sistema. “Il bonifico – precisa Luigi Treggiari – presentava un codice in entrata al posto di quello in uscita, mentre il fondo era stato già prosciugato.”

seyscelles

“Il servizio di home banking sul conto corrente – si legge in una nota stampa dello stesso studio legale - era stato autorizzato dal Giudice Delegato al fallimento, Roberto Gentile, al fine di agevolare lo svolgimento di operazioni bancarie in entrata, e uscita. La scelta dell'istituto bancario è stata disposta con la sentenza dichiarativa di fallimento in quanto il Monte dei Paschi di Siena risulta tra gli istituti convenzionati con il Tribunale di Foggia Sezione Fallimentare.” Prima che sopraggiungessero i servizi bancari on-line, i soldi ricavati dalle procedure fallimentari venivano versati su libretti bancari o postali, e solo il curatore con provvedimento del giudice di volta in volta poteva operare sul conto vincolato. Al contrario nella transazione online è difficile individuare la territorialità, e perfino il luogo d'uso del bene.

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