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Fondazione “Ugo La Malfa” Le imprese industriali al Sud

di Antonio V. Gelormini

Il futuro del Mezzogiorno d'Italia si gioca sull'andamento della produttività, ancora decisamente al di sotto di quello del Centro-Nord. I divari di produttività restano elevati, nell'ordine di circa un terzo del valore aggiunto netto per dipendente. Il più basso costo unitario del lavoro per dipendente nell'area meridionale consente di recuperare solo una parte del riflesso negativo sulla redditività del divario di produttività. Il residuo non recuperato è da attribuire a lacune nei restanti due fattori di produzione: capitale e infrastrutture.

Questo il quadro desolante del Terzo Rapporto 2008-2012 sulle imprese industriali del Mezzogiorno, che la Fondazione Ugo La Malfa presenta con la collaborazione statistico-analitica dell'Area Studi di Mediobanca, anche a Bari: in un incontro organizzato insieme all’Università degli Studi “A. Moro”, presso il Centro Polifunzionale dell’Ex Palazzo delle Poste.

L’analisi inclemente emerge già nelle note introduttive del Presidente della Fondazione, Paolo Savona: Modeste le dimensioni industriali di un'area che conta oltre 20 milioni di abitanti, ma conferma che l’esiguo complesso delle strutture produttive, investite dalla crisi internazionale, ha reagito positivamente, resistendo alla caduta del fatturato e puntando soprattutto su maggiori esportazioni. Tuttavia, le imprese meridionali non hanno ricostituito margini di profitto tali da poter considerare superato il picco della crisi. Il settore industriale del Mezzogiorno palesa una mancanza di spinta alla crescita e il suo impegno è ancora destinato principalmente a ricercare le condizioni economiche per la sopravvivenza produttiva.

fondazione la malfa onlus
 

In quest’area l’occupazione nelle attività industriali regolari è di circa 114.000 unità. Una cifra destinata a diminuire nei prossimi anni, alimentando la grave crisi sociale già in atto.

La ricetta proposta dal Terzo Rapporto della Fondazione “Ugo La Malfa”, dopo l’analisi dettagliata dei settori prodottivi e industriali del Mezzogiorno, è l’innesco di un’inversione di tendenza, capace di avviare interventi tempestivi, per creare in ogni regione meridionale una zona industriale attrezzata, dotandola dei collegamenti e dei servizi infrastrutturali necessari.

In ognuno di questi distretti industriali dovranno sorgere istituti universitari e centri di ricerca, dovrà essere garantita la sicurezza ambientale e tutelata la salute dei lavoratori e degli abitanti. Le risorse da impiegare si devono e si possono trovare, a cominciare da un uso rigoroso e mirato dei Fondi europei, che vanno sottratti alla gestione disordinata, se non fraudolenta, che troppo spesso ne ha causato lo spreco.

“Il tema del finanziamento delle infrastrutture portuali, aeroportuali, ferroviarie e stradali – sottolinea Giorgio La Malfa - ci ha spinti ad esplorare la possibilità di stimolare l'interesse e eventualmente gli investimenti in questi settori da parte dei Fondi sovrani. Bisognerebbe, a tal fine, valutare quali tipi di incentivi finanziari potrebbero aiutare l'insediamento e poi la crescita delle medie imprese nel Mezzogiorno”.

imprese
 

E poi aggiunge: “Non è mai stata tentata una stima di quale potrebbe essere l'ordine di grandezza in termini finanziari di un intervento volto ad attrezzare, come abbiamo suggerito fin dal nostro primo Rapporto, una zona industriale in ciascuna regione meridionale, per fornirla di collegamenti infrastrutturali, attrezzarla sotto il profilo dei servizi necessari - luce, acqua, etc. – insediarvi istituti universitari e di ricerca, garantire la sicurezza ambientale e così via. Noi siamo,peraltro, convinti . conclude La Malfa - che una volta proceduto a questa stima, sarebbe possibile canalizzare verso questa destinazione parte dei Fondi europei che oggi, in molti casi, vengono frettolosamente e disordinatamente impiegati, quando non sono semplicemente persi”.

I lavori dell’appuntamento barese saranno aperti dal Rettore dell’Università, Antonio Felice Uricchio, e si concluderanno con il discorso del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. L’illustrazione del Rapporto è affidata alla relazione di Giorgio La Malfa.

Seguiranno gli interventi di Lelio Borgherese, Presidente e AD Network Contacts; Felice Delle Femine, Regional Manager Sud Italia Unicredit; Domenico Favuzzi, Presidente Confindustria Puglia; Maximo Ibarra, AD e DG Wind; Massimo Lo Cicero, Economista docente Università La Sapienza di Roma; Federico Pirro, Docente di Storia dell’industria all’Università di Bari. Presiede Mauro Aparo, Segretario generale della Fondazione Ugo La Malfa.

LaMalfa Giorgio
 

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La Fondazione Ugo La Malfa ha iniziato nel 2011 la raccolta e la pubblicazione dei dati di bilancio delle imprese industriali di medie e grandi dimensioni che hanno sede nel Sud d’Italia. Fino ad allora non esistevano studi sistematici sui bilanci delle realtà imprenditoriali del Mezzogiorno.

I primi due Rapporti della Fondazione sono stati presentati il 6 dicembre 2011 a Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il 10 dicembre 2012 a Milano con l’intervento del Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca. Il Terzo Rapporto estende lo studio al periodo 2008-2012.

La Fondazione auspica che l’analisi e la pubblicazione periodica di questi dati possa contribuire a mettere a fuoco i problemi del Mezzogiorno nella loro complessità e nella loro connessione con l’andamento economico delle altre grandi aree del Paese.

Comitato scientifico:

Fulvio Coltorti, Piero Craveri, Carlo Dominici, Adriano Giannola, Giorgio La Malfa, Massimo Lo Cicero, Paolo Savona.

(gelormini@affaritaliani.it)

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