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Guagnano (Le). I droni sul Salento

Il mondo visto con occhi diversi, quelli di un drone. Per conoscere il territorio nei suoi molteplici aspetti e sfruttare al meglio ogni sua risorsa. Accade a Guagnano, in provincia di Lecce, primo comune della terra salentina, che ha aperto le porte al nuovo che avanza e ha scelto di prestare il suo territorio per una sperimentazione legata al mondo dei droni.

Una mappatura in 3D di un'area precisa del paese, ad opera di un drone che sorvola i tetti e le campagne guagnanesi, per carpire tutto ciò che l'occhio umano, agendo da una prospettiva totalmente differente, non è in grado di cogliere.

Il progetto, che ha preso vita dalla sinergia tra il Comune e un team di lavoro composto da tecnici e ingegneri, mira alla raccolta di dati innovativi che potranno essere utilizzati per scopi molteplici e dall'utilità indiscutibile, come l'aggiornamento delle mappe catastali, l'elaborazione di dati DTM (Digital Terrain Model) e la pianificazione per lottizzazioni di nuove aree residenziali.

“La conoscenza del proprio territorio da un punto di vista morfologico e antropologico - spiega Gianluigi Rizzo, responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Guagnano - costituisce una base fondamentale mediante cui sfruttare al meglio le nostre aree, sia per un'azione di preservazione del territorio sia in termini di progettualità e realizzazione di interventi mirati”.

Sembra infatti che i risultati delle video riprese consentano, lungo le aree interessate, operazioni particolarmente efficaci. “Oggi la tecnologia si rivela sempre più preziosa - continua Rizzo - le restituzioni dei droni possono spingersi fino a impressionanti risoluzioni in grado di fornire informazioni di dettaglio mai viste prima. Nel dare forma al progetto, abbiamo scelto una fascia suburbana del nostro territorio dove riscontrare opere tipiche dell'antropizzazione di periferia, di agglomerati cimiteriali, della campagna, del sistema viario rurale, oltre alla comparsa, tipica degli ultimi anni, dei discussi impianti fotovoltaici”.

I materiali forniti dai droni impiegati nei contesti territoriali, rendono fattibili, infatti, operazioni come il monitoraggio dei pannelli fotovoltaici, quello dello stato di salute delle colture e degli agenti che possono danneggiarle, fino alle rilevazioni di discariche abusive o di abusivismi edilizi. “Non si esclude - conclude Rizzo - che il prossimo passo dell'occhio indiscreto dei droni possa avvenire in ambiente urbano, restituendo risoluzioni di dettaglio a dir poco stupefacenti”.

A conferma, quindi, di una tecnologia sempre più invadente, nel senso più oggettivo del termine, costante sempre più visibile dell'agire umano in ogni sua forma. Il team di lavoro che ha dato vita al progetto salentino è composto da Andrea Mangia (pilota del drone), Gaetanocosimo Massari (ingegnere aerospaziale) e Federico Cortese (topografo). I dati raccolti resteranno patrimonio dell'archivio comunale.

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