“Quelli che hanno in animo di occupare le più alte cariche di governo devono possedere tre doti: innanzitutto attaccamento alla Costituzione stabilita, in secondo luogo una grandissima capacità nelle azioni di governo, in terzo luogo virtù e giustizia”. (Aristotele)

“Bene – dichiara Dario Petrone, candidato alla Camera dei Deputati nel Collegio Uninominale di Puglia 16 – Foggia (Comuni di Cagnano Varano, Foggia, Ischitella, Peschici, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Vico del Gargano, Vieste), per il Movimento “10 Volte Meglio” – se guardo la realtà attraverso la “lente costituzionale” dell’art. 3 della nostra Carta c’è di che allarmarsi e non poco”.
“Troppe le imposizioni fiscali – spiega Petrone – innumerevoli gli iter burocratici, tante le limitazioni legislative che impediscono ai giovani di realizzarsi nel proprio Paese. Altro che uguaglianza davanti alla legge e rimozione degli ostacoli economici e sociali”.

“Eppure l’Italia è un territorio che parte da una situazione di vantaggio rispetto a molte altre realtà – precisa Petrone – per la composizione geografica, per le testimonianze storiche, per la tradizione culinaria, per i talenti presenti sul suo territorio. Chiediamocelo, per esserne anche più consapevoli: Perché distruggere questo vantaggio? Ci pensate ai tanti italiani che riescono a far valere le proprie competenze all’estero, mentre pochi riescono a farlo nella propria terra?”
“Dai consulenti della Apple, a chi svolge ricerche scientifiche all’avanguardia, come nel campo dell’astrofisica, o contribuisce a scoprire nuove cure, nel settore più sensibile della salute e della prevenzione. Tutte persone che, molto probabilmente, se avessero la possibilità, svolgerebbero le stesse attività vicino ai propri affetti, alla propria storia”.
“Non è un’utopia quella che vogliamo indicare – ribadisce Dario Petrone – ma una realtà che può essere realizzata, passo dopo passo, migliorandosi ogni giorno e, soprattutto contando sulla collaborazione reciproca di sistema”.

Il giovane imprenditore di Capitanata poi aggiunge: “E’ vero, è estremamente difficile rimanere nella “comfort zone”, senza avere qualcuno che ci tuteli. Una donna che vuole costruire una carriera – per esempio – e, contemporaneamente, creare una famiglia deve avere la certezza che non dovrà “abbandonare” suo figlio dopo qualche mese, ma che potrà avere il tempo di trovare un suo equilibrio dopo la gravidanza, per poi riprendere il suo lavoro senza conseguenze negative”.
“Ma la domanda diffusa resta ancora: e quando il congedo finisce? Anche in questo caso – sottolinea Petrone – è necessario un sostegno che possa aiutare i genitori a conciliare l’attività lavorativa con l’educazione dei figli. In questo modo si riduce l’obbligo di una scelta tra lavoro e famiglia e, in parte, si accorcia anche la differenza di trattamento tra uomo e donna, altro punto cruciale”.

“Altro punto di svolta, per certi aspetti conseguente è l’attenzione concreta alla parità di genere, Certo, sono tanti i traguardi raggiunti. Ma non basta. Molte ancora le disparità registrate: non perché ci sia una differenza di competenze, ma solo per la persistenza di vecchi pregiudizi. Allora iniziamo ad agire in modo concreto, non solo parlandone in televisione, sui giornali o sui social network, ma impegnandosi ciascuno ad agire per superare lo stallo”.
“Non si può avere tutto e subito – conclude Dario Petrone – ma mettendo ogni giorno un mattone, la storia è testimone che si può costruire una piramide. Anzi, non solo una!”
(gelormini@affaritaliani.it)
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