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IACP , Barbanente e Decaro al Pdl 'Nessuna lezione da chi produsse debito'

“Tutto possiamo accettare dal PdL/FI, fuorché lezioni sulle poltrone Iacp e i relativi costi", sostiene in una nota Angela Barbanente, vicepresidente della giunta regionale pugliese, in risposta al Pdl. 

E poi aggiunge: "Quando ci siamo insediati abbiamo ereditato dal centro-destra una situazione di indebitamento che gravava su tutti i cinque Iacp, due dei quali erano in dissesto finanziario con un deficit di bilancio di 80 e 50 milioni di euro rispettivamente, frutto anche di pratiche opache e di centinaia di incarichi di progettazione e consulenze. (Altro che 1,4 milioni!)"

"Dal 2005, nominando come commissari dei funzionari prefettizi, abbiamo dimostrato di non essere interessati alle poltrone e di operare solo per il risanamento degli enti e il ripristino della loro missione sociale, che non è quella di elargire incarichi, ma di garantire il diritto alla casa alle fasce più disagiate della popolazione. E questo abbiamo fatto in questi anni, recuperando capacità gestionale, efficacia, trasparenza ed efficienza con l’approvazione della carta dei servizi, l’eliminazione delle spese superflue, la riduzione del debito, la soluzione di situazioni di morosità e contenzioso incancrenite da decine di anni, il completamento di programmi, cantieri bloccati e opere incompiute, la chiusura dei quadri tecnici economici individuando così risorse da investire in nuovi interventi".

"Nell'atto di indirizzo approvato dalla Giunta regionale sulla riforma degli enti - prosegue la Barbanente - noi stessi avevamo avanzato tre ipotesi: ente unico, accorpamenti parziali e cinque enti, comunque sostituendo l'amministratore unico ai consigli di amministrazione previsti dall’attuale normativa, quindi riducendo all'osso le cd “poltrone”. Quest’ultima è ipotesi per la quale alla fine abbiamo optato, condividendola con l'Anci e le organizzazioni sindacali, e prevedendo un centro servizi unificato per abbattere alcune spese comuni. La ragione è semplice: gli Iacp gestiscono nel complesso quasi 50.000 alloggi. Siamo sicuri che l’agenzia unica garantisca quella efficacia ed efficienza della quale tutti parlano ma che è così difficile mettere in pratica? Non si rischia di approvare una riforma che porti a trascurare le aree più periferiche di una regione particolare dal punto di vista geografico, lunga oltre 400 km, con la sola provincia di Lecce caratterizzata da una fitta rete di 99 Comuni e la provincia di Foggia da grandi distanze fra centri urbani. La sfida è avere enti riformati correttamente gestiti e capaci di garantire il diritto alla casa a quanti più cittadini disagiati è possibile. Mi auguro che questi criteri guidino il dibattito in Commissione, tutto ancora da sviluppare, piuttosto che infondate accuse o poco credibili lezioni di rigore amministrativo”.  

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Le fa eco Antonio Decaro, candidato alla carica di Sindaco al Comune di Bari: "Stamattina i consiglieri comunali di Forza Italia mi hanno "casualmente" tirato in causa circa l'inopportunità di una variante fatta dai tecnici al progetto del ponte asse nord-sud, approvata dalla commissione di collaudo, quando io non ero nemmeno assessore. Dicono che la cosa ha causato un aggravio di costi senza che ce ne fosse bisogno. Ma mi chiedo: sono le stesse persone che proprio per la vicenda Asse nord-sud, con l'amministrazione Di Cagno Abbrescia, hanno lasciato ai baresi circa 26 milioni di euro da pagare per una rescissione contrattuale dichiarata illegittima dal Tribunale? No, non è possibile, saranno dei sosia o dei bravi imitatori".

Per poi accogliere con favore la notizia dello stanziamento di 5.300.000 euro della Regione Puglia per l’adeguamento di impianti termici e l’abbattimento delle barriere architettoniche degli immobili di edilizia residenziale pubblica. 

“Quasi la metà degli interventi previsti sono nel Comune di Bari, in particolare nelle zone di Japigia, San Paolo e nei pressi di via Crispi. A questi, dobbiamo affiancare nei prossimi mesi politiche per l’emergenza abitativa di maggiore impatto perché vengano tutelate le fasce più deboli della popolazione barese.

Da sindaco di Bari mi impegnerò subito a costituire un’Agenzia della Casa, che dovrà da un lato aumentare i controlli sulle case popolari, assieme a IACP, Regione Puglia e Forze dell’Ordine, in modo che le case occupate abusivamente siano messe a disposizione delle famiglie che ne hanno diritto, e dall’ altro agevolare l’incontro tra domanda e offerta di alloggi in affitto per cui il Comune si fa da garante per chi non può permettersi larghe somme di cauzione".

"Mi impegnerò inoltre - conclude Decaro - insieme allo IACP, nella costruzione di nuovi alloggi popolari introducendo sistemi di housing e co-housing con servizi specifici di assistenza per anziani e minori, avendo una particolare attenzione alla qualità dell’abitare."

(gelormini@affaritaliani.it)

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