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PugliaItalia
Il cappio del Patto di stabilità

di Nichi Vendola

Nonostante io abbia i denari in cassaforte, e sono tanti, e ho una condizione finanziaria florida, non posso rispondere positivamente alle esigenze di un imprenditore che ha vinto un appalto o cominciato un'opera che richiede il pagamento degli stati di avanzamento di un cantiere. Io devo dirgli di no perché da Roma mi è arrivato lo stop. Non posso spendere più.

Il patto di stabilità lo abbiamo definito un cappio al collo. Vorrei che capissimo tutti che il cappio al collo non è sempre uguale, è un cappio al collo che si sta stringendo di anno in anno.

Io me la sono cavata in questi anni, ma quest’anno io non me la cavo perché sento che si sta per rompere l'osso del collo.

Noi non ce la facciamo. E poi c’è una differenza tra la spesa corrente e la spesa per gli investimenti.

La spesa per pagare la macchina pubblica può e deve essere contenuta al massimo. Ma la spesa per investimenti è la spesa per aprire i cantieri, per dare posti di lavoro, per costruire le opere e le infrastrutture. Il patto di stabilità sulla spesa per investimenti per me è una demenza ideologica e politica da combattere.

(Il Presidente della Regione Puglia, intervenendo a Bari alla tavola rotonda “Regioni, Europa e il contesto globale”, promossa dalla Cisl)

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