A- A+
PugliaItalia
olivieri 6
 

Giacomo Olivieri  Candidato Sindaco di Bari:

La prossima primavera si voterà a Bari per l'elezione del nuovo Sindaco e il rinnovo del Consiglio Comunale.

Bari, come città capoluogo di Regione, è città naturalmente protesa verso il Mediterraneo, crocevia naturale con i Balcani e i paesi del Nord Africa. Bari sarà Città Metropolitana con tutte le responsabilità e le opportunità che questo comporterà.

Da sempre i Sindaci sono votati per il programma che mettono  in campo, per la loro squadra, per i partiti, liste e movimenti che li sosterranno.

Per tutto ciò che sta accadendo attualmente nel nostro Paese, i programmi, le intese, i progetti sono pur importanti. Ma in questo momento storico io credo che la Comunità Barese abbia bisogno e meriti qualcosa in più.

Questa volta da candidato Sindaco di Bari non partirò dai programmi ma dalle Persone.

E' un sentimento che sento forte e per me sarà irrinunciabile.

Sono ben conscio di quanto sta accadendo nelle famiglie e nelle imprese Baresi, del grande disagio economico e sociale. E voglio essere al loro fianco. Sono ben conscio di quanto ha bisogno la città; sono ben conscio dei tanti problemi che si devono affrontare. Ritengo quindi poco utili, anzi credo sia solo vuota retorica, i tour dell'ascolto o le officine di pensiero, o ancora cantieri d’idee. Questo fa parte del passato. Troppo il divario da quanto si annuncia nei programmi a quanto poi si realizza, con profonda e legittima delusione dei cittadini.  Credo invece che questo sia il momento della verità della concretezza e del qui ed ora.

Tuttavia, coerentemente col mio pensiero, sarò attentissimo alle  indicazioni che mi arriveranno dai cittadini, da associazioni e corpi intermedi su specifici problemi, quartiere per quartiere (e da questo trarrò utili indicazioni).

Dove  una strada è poco illuminata, dove la raccolta rifiuti non è adeguata, dove il manto stradale è sconnesso, vi è quel vissuto e quel disagio che, se rimosso, i Baresi apprezzerebbero molto. E questo vale più della presentazione di altisonanti programmi, destinati spesso a rimanere sulla carta. Questo sarà il mio agire.

 Ecco perché, partendo dalle Persone,  realizzerò  nella città la più grande rete di solidarietà d'Italia, garantendo all'Assessorato ai Servizi Sociali una straordinaria centralità. Oggi il nostro paese (e la città di Bari) riesce ancora ad arginare una crisi così devastante perché ha in sé la più grande rete di welfare del mondo: si chiama famiglia, si chiama volontariato.

RealtàItalia Logo
 

Alle famiglie Baresi sento di rivolgere una gratitudine infinita. Nelle nostre famiglie i nonni aiutano i figli, i figli i loro genitori , i nonni i loro nipoti.  Ma le Istituzioni tutte devono comprendere che, seppur robusta, la rete famigliare va sostenuta con convinzione, motivo per cui il mio primo atto da Sindaco di Bari sarà:

l'apertura di uno sportello sociale dove, con l'ausilio di volontari, servizi sociali, ASL e Fondazione antiusura San Nicola e santi Medici di Bari, guidata da una grande personalità come Don Alberto D'Urso, sarà possibile accogliere e dare assistenza a tutti coloro che vivono il disagio sociale. Il Super Assessorato ai Servizi Sociali che io voglio, deve essere in rete con tutte le associazioni, le O.N.L.U.S. e tutti i soggetti del territorio che prestano con così tanto sacrificio ed amore la loro opera.

Valorizzerò e sosterrò  l'insostituibile ruolo sociale ed educativo di Parrocchie ed Oratori.

Aprire le caserme alla solidarietà: dove garantire un tetto ed un pasto caldo ai più bisognosi, realizzando nelle stesse caserme, partendo da quelle in disuso, la banca del tempo, chiedendo il contributo volontario di medici, insegnanti, artigiani e chiunque altro sia in grado di insegnare ai ragazzi meno fortunati le lingue, l’uso del computer, un mestiere ed offrire loro prevenzione medica adeguata. Una rete di welfare senza precedenti è, secondo me, il modello che anche altre città d'Italia dovrebbero iniziare a perseguire. Peraltro, la grave crisi economica ci sta imponendo un vero cambio epocale: la mia sarà la politica del fare e non quella dell'annunciare.

Mi adopererò affinché le anime belle della nostra città si occupino con amore e spirito di servizio di tutti coloro i quali sono in difficoltà. Non si tratta di carità ma di solidarietà, perché è indubbio che tutti noi dobbiamo contestualmente contribuire a rimuovere al più presto le cause di tale disagio.

 Emergenza abitativa per giovani e divorziati: oggi i giovani ed i divorziati (altra emergenza sociale) non possono più permettersi di pagare un affitto per gli alti costi di locazione. Voglio che il Comune di Bari si faccia promotore nell'acquisire a titolo gratuito suoli demaniali per realizzare nuove case e contestualmente, costituire un fondo di solidarietà nel quale far affluire un contributo da parte di ogni singola famiglia che abbia reddito elevato.

Ne ricaveremmo alcuni milioni di euro l'anno per contribuire al costo di ogni casa che, a prezzi attuali per “finiture di buona qualità”, ammonterebbe a 1.000 euro mq. Un appartamento di 80 mq costerebbe 80.000 euro. Di tale somma, 20.000 euro verrebbero posti a carico del Comune, e gli altri 60.000 euro a carico del proprietario che potrebbe farvi fronte con mutuo bancario a 30 anni. La rata del mutuo sarebbe attualmente di 280 euro al mese, ben al di sotto di ogni qualsivoglia canone di locazione. Tanti ragazzi avrebbero così la possibilità di mettere su famiglia, con conseguente aumento dei consumi appunto necessari per arredare una casa e sostenere una nuova famiglia.

olivieri 5
 

Lotta alla burocrazia e trasparenza degli atti. Il Palazzo del Comune sarà la casa di tutti i Baresi. Tempi certi per le autorizzazioni amministrative, semplici e trasparenti le relative  procedure. Per l'assunzione di personale ed i capitolati di gara nelle  aziende municipalizzate del Comune di Bari, seppur aziende a capitale pubblico di diritto privato, le procedure  non dovranno solo apparire trasparenti ma dovranno essere trasparenti.

In  caso di concorsi per l'assunzione di personale, le relative commissioni saranno  composte da Magistrati e Prefetti in quiescenza; non saranno previste prove scritte ed orali, ma solo domande multiple a quiz e chiederò espressamente sostegno  tecnico al Ministero della Funzione Pubblica per materia inerente il profilo professionale da selezionare.

Io non intendo rivolgermi a chi vuol essere raccomandato, ma dare certezze alle migliaia e migliaia di ragazzi  che si presenteranno a svolgere concorsi pubblici assicurandoli della correttezza e trasparenza E' finito il tempo delle raccomandazioni.   I manager responsabili dovranno dare al servizio offerto massima efficienza.

Sono ben conscio  che le aziende comunali sono l'avamposto per la qualità dei servizi in una città. Parte importante della qualità della vita dei cittadini rinviene proprio dalla loro capacità di offrire servizi, in linea con altre moderne città d'Europa.

 Bari code chilometro zero: oggi, con gli acquisti, transazioni e tanto altro che viaggia in rete, assistiamo ancora a code per qualsivoglia servizio, Code in assessorati ed in particolar modo urbanistica e servizi sociali e code presso altri uffici. L'iniziativa sarà denominata  "dal Comune su appuntamento". Gli uffici saranno a disposizione dei cittadini.  

Seppur non per stretta competenza del Sindaco, attiverò le iniziative necessarie affinché tutti gli uffici pubblici e dello Stato siano più efficienti. E' ormai tempo che le commissioni invalidi dialoghino con la ASL-BA e che, l' Assessorato Regionale al Lavoro e l'INPS offrano tempestivamente tutte le informazioni del caso. Tuttora i tanti cassaintegrati e coloro i quali sono in mobilità anelano per avere informazioni corrette sulla loro posizione. Analoga cosa accade presso i centri territoriali per l'impiego. Tutto questo, non ha bisogno di ingenti risorse ma restituisce dignità alle persone. Sono superati i C.U.P per la prenotazioni di visite mediche. In molte città Italiane già funzionano dei Totem dove il cittadino inserisce la prescrizione medica e successivamente un operatore chiama il paziente per la data dell'appuntamento, in altre città si fa comodamente da casa.

Non è più tempo per i politici di far passare un diritto negato come una cortesia: se il mio pensiero è rivolto alla Persona, rimuovere questi ostacoli significa liberare il cittadino dalla sudditanza verso la pubblica amministrazione e la politica clientelare. Lo Stato deve essere pari al cittadino perchè anche il cittadino è Stato. Troppo spesso i cittadini si rivolgono al politico per chiedere cortesie che spesso sono diritti negati .Questo non dovrà mai  più accadere .

Urbanistica: intendo pensare ad un nuovo modello di sviluppo abitativo ed economico partendo dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente. In questo contesto non va mai dimenticato che Bari vanta un triste primato: è una delle città d'Italia con l'indice tra i più bassi nel rapporto abitante/mq di verde. Tutte le possibilità di realizzare piazze e verde attrezzato miglioreranno la qualità di vita dei cittadini baresi. Saranno prioritarie tutte quelle forme per la  delocalizzazione degli uffici.

olivieri conferenza
 

A  Bari vige  il  piano Quaroni, che aveva allora  previsto una città con un milione di abitanti (attualmente sono circa 320,000) su di una superficie immensa immaginata come un triangolo che a nord parte da Santo Spirito per arrivare a sud a Torre a Mare ed al proprio interno si chiude con Loseto. L'esplosione demografica non vi è stata e tanti baresi hanno acquistato nei comuni limitrofi le loro case perchè a prezzi più convenienti. Tuttavia, questo vasto  territorio ormai urbanizzato va ricucito con opere  tra i centri abitati e le periferie. Alcuni esempi: La zona industriale con il quartiere   Libertà per tramite della ex raffineria Stanic di Bari; il  quartiere San Paolo con l'aeroporto e la zona industriale.

Capannoni vuoti, dismessi, abbandonati devono diventare la cerniera di contenitori di servizi (e non soltanto di esercizi commerciali) e luoghi da connettere l'interporto l'aeroporto ed il porto affinché si possano attrarre investimenti produttivi per l'industria Barese e per i gestori dei servizi stessi. La zona stadio San Nicola va raccordata con i quartieri Picone e  Carrassi.   

Per la riqualificazione delle Marinerie di Bari, Palese-Santo Spirito e Torre a Mare dovranno avere una priorità assoluta. Sappiamo che essi sono territori ormai devastati dalla cementificazione degli anni 60 e 70, tuttavia molto si può fare e si deve fare.

Va sottolineato che gli strumenti urbanistici devono potersi adeguare velocemente alle esigenze del territorio, così da accompagnare le politiche economiche e sociali per lo sviluppo della città. Un esempio per tutti: immaginiamo quanto previsto dal piano regolatore di Bari che stabilisce la realizzazione di mix 50% residenziale ed il rimanente 50% uffici e servizi in luoghi della città dove oggi, seppur con la grande crisi edilizia, si potrebbe sperare nella vendita di appartamenti per abitazione ma mai in alcun modo sarebbe auspicabile la vendita di appartamenti ad uso uffici. Il nuovo piano regolatore si dovrà  occupare di tale questione che produce danni economici enormi alle imprese edili.

Viste le politiche di contenimento della spesa pubblica, il PPP ( partenariato pubblico privato) è l'unico strumento per garantire alla collettività nuove ed efficienti opere pubbliche. Ciò va fatto con l’assoluta certezza dei tempi e delle autorizzazioni. Sarebbe auspicabile il coinvolgimento del sistema bancario, anche con modeste quote di capitale di rischio. I progetti così articolati rappresentano il giusto mix pubblico-privato: sarebbe opportuno costituire un Comitato di Sorveglianza nelle fasi di attuazione sotto il profilo urbanistico ed edilizio, fiscale, tributario, legale, amministrativo, che possa esprimere pareri inoppugnabili.

Il lavoro e lo sviluppo del territorio: Bari dispone di una vasta  Zona Industriale . Queste alcune cifre: 750 imprese presenti ; 2  mld. di euro il  fatturato; 17.000 addetti più l'indotto;  1500 ha. di superficie ; 80 km. di viabilità. Essa è il grande ammalato della città di Bari. E' stata ed  è  tuttora  un pezzo isolato di Bari. La città e la zona industriale  si sono sviluppate nella reciproca indifferenza e continuano a vivere come due separati in casa.  Cosi come è accaduto a Bari, per le sue  periferie, seppur densamente abitate. La zona industriale deve essere il brand per attrarre investimenti produttivi.  Nel piano triennale ASI in corso di approvazione saranno destinate ingenti risorse (circa 110 mln. di euro della U.E ) . Esse dovranno trasformare il volto della zona industriale. Pensando  alla sua connessione con la città, prevedendo la costruzione di asili nido, mense, centri sportivi  unitamente a centri permanenti per la formazione.

Inoltre imponente sarà il lavoro necessario lavoro strutturale quale la messa in sicurezza della fognatura pluviale e la viabilità stradale. Ma la vera scommessa sarà il dare servizi reali e concreti alle aziende presenti in ASI  ed a quelle che intenderanno investire. Poco o nulla è stato fatto in questi anni e la politica quindi deve fare un poderoso passo indietro.   Di questo  i veri attori saranno gli imprenditori che ancora oggi, con tanta tenacia, credono ancora nell'intrapresa e nella voglia di creare sviluppo e occupazione. Si dovranno  realizzare piattaforme per la raccolta dei rifiuti differenziati, la segnaletica, la vigilanza e sorveglianza dei siti industriali, l'illuminazione, le reti telematiche Wi-Fi. Per la promozione della nostra città e quello che essa può offrire, ritengo assolutamente necessario un diretto contatto con le multinazionali e le grandi aziende al fine di incentivare e stimolare  nuovi insediamenti produttivi, in costante relazione con il Governo.

Comune di Bari 4 2
 

Devono essere quindi implementate forme di buoni e proficui rapporti. In funzione di ciò alle costituirò un Assessorato per l'internazionalizzazione economica e culturale da cui far  dipendere  un ufficio per utilizzare al meglio tutte le risorse del quadro di sostegno comunitario disponibili.

Dovrà essere, inoltre, operativo un tavolo permanente anti-crisi che abbia intorno a se rappresentanti del Sindacato, della Regione, della Prefettura, dell’Università e del Politecnico per monitorare i livelli di occupazione, lo stato di tenuta del sistema industriale- produttivo della città e di tutta l'area metropolitana al fine di prevenire e scongiurare quindi al meglio ogni crisi occupazionale.

A Bari deve nascere una nuova politica culturale, partendo  dallo stesso ripensare l' area urbana. Questo comporta l’incoraggiare le attività culturali che trovano il loro seme nella scuola, nelle Università e nei mezzi di comunicazione; incentivare con questi attori il dialogo, vedendo la cultura anche come un riappropriarsi delle proprie radici ed identità; le Accademie, i Teatri ed i Conservatori dovranno essere in rete. Non più contributi a pioggia ma risorse mirate. Cultura è sapere chi siamo stati, chi siamo oggi e dove saremo diretti, in un continuo divenire relazioni con  le terre che confinano con la nostra città attraverso il mare, in un processo di continuo scambio ed integrazione, senza timore alcuno delle diversità che devono unire e mai dividere. Bisogna  avvicinare la cultura alla gente comune.  Si devono incoraggiare e moltiplicare i cineforum, le mostre pittoriche e fotografiche, le presentazioni di libri e consentire ai nostri tanti talenti giovanili di rendere la loro arte e la loro creatività patrimonio di tutti. Nuova linfa per la città è ricercarsi nei concorsi di idee aperti alle Accademie, all’Università ed al Politecnico. I nostri grandi contenitori, quali ad esempio il teatro Petruzzelli, il teatro Piccinni ed il teatro Margherita, poco possono fare  se non inseriti in una rete culturale che li deve vedere essere si eccellenze  ma  in un continuo susseguirsi di tanti altri  piccoli  e grandi eventi. A questi grandi contenitori i cittadini baresi devono poter affiancare il loro vivere quotidiano  che nasce e deve crescere  nelle piazze. Esse sono per loro natura il pulsare di una comunità che in quei luoghi si riconosce. Essere in una piazza deve significare essere a casa.

Voglio una Bari Sicura: al pari delle difficoltà economiche ed alle difficoltà ad accedere ai servizi sanitari, i Baresi sono molto sensibili al tema della sicurezza. Ne sono ben consapevole. I Sindaci in Italia non hanno  potere diretto nei confronti delle forze dell'ordine. Tuttavia, seppur marginale, il ruolo da Sindaco nella forma repressiva e di indagine nei confronti dei reati, molto farò da Sindaco per eliminare o ridurre al minimo l'humus da cui la malavita trae linfa vitale. Una città illuminata,  parti  importanti di strade monitorate da telecamere, una forte inclusione sociale, l'abbattimento di barriere nei nostri parchi attrezzati, il continuo coltivare la cultura della legalità a partire dalle scuole , l'efficienza della pubblica amministrazione, l'intervento dei servizi sociali , l'aiuto concreto alle fasce sociali più deboli, la promozione delle attività sportive giovanili, con l'indispensabile sostegno delle associazioni di volontariato sociale sono alcuni punti indispensabili per estirpare la mala pianta della criminalità.

Bari: la città dei bambini e dei nonni : i bimbi ed i nonni sono spesso i grandi assenti dalle politiche per la città.  Poco o nulla si parla di centri per l'infanzia di ludoteche e spazi di quartiere dove i bambini possano socializzare e crescere. I recenti studi ci dicono anche di adolescenti letteralmente inchiodati per ore  a computer e tablet, a videogiochi a facebook a twitter  e la immancabile  televisione, realizzando un modello di società che è ben lungi da essere quella reale. Per quanto possa apparire una società  in forte relazione  con la rete, a partire dai ragazzi sino agli adolescenti è evidente un forte senso di solitudine. Nessun computer potrà mai sostituire vere ed autentiche relazioni interpersonali. La crescita, la socializzazione vera  è quella che si esercita favorendo e promuovendo la cultura della persona e dello scambio diretto di relazioni e di  esperienze. Il Comune ben può favorire con centri giovanili tale indispensabile necessità. Per i nonni da più parti sentiamo dire di loro come siano una risorsa imprescindibile. Se è vero come è vero, torniamo a dare loro la dignità e il rispetto che meritano. Per gli appartenenti alle forze dell'ordine in pensione chiediamo loro, come per breve tempo accaduto in passato al Comune di Bari, di dare ausilio alle forze dell'ordine controllando i nostri bambini e ragazzi all'entrata ed uscita dalle scuole; chiediamo loro di esercitare la prevenzione e garantire con la loro presenza  il controllo sugli autobus e treni; e nei  punti più sensibili della città quali uffici pubblici , ospedali e giardini. Basterebbe un minimo rimborso spese un cellulare collegato con le forze dell'ordine ed una divisa identificativa. Per coloro i quali sono più avanzati nell'età è sempre alta la richiesta di centri di aggregazione di quartiere dove poter socializzare, realizzare eventi. Quante volte vediamo tanti anziani intirizziti dal freddo giocare a carte sulla panchina di un giardino o semplicemente intrattenersi senza riparo alcuno?  Per i nostri nonni che hanno dato una vita di lavoro e di sacrifici, non credo debbano spendersi semplici parole di ringraziamento e di elogio,  ma da loro ben si può ancora dare e ricevere.

Il commercio Barese: a rischio estinzione: In passato Bari, città di radici levantine, ha avuto nel commercio e nei suoi intraprendenti commercianti  il suo cuore pulsante. Intere generazioni hanno vissuto nel benessere riveniente da tali attività.  Oggi il commercio sta esalando ormai il suo ultimo respiro. Sono passati pochi anni ed è come fosse passata un’intera epoca.  Sono consapevole che purtroppo nulla sarà come prima. Non ho mai considerato un negozio od un esercizio commerciale come un mero soggetto economico. Tali attività, per il solo fatto di esistere, rendono le città vivibili, più illuminate e più sicure. È un patrimonio, questo, drammaticamente vicino al collasso a causa di tante scelte sbagliate. La più scellerata è l'aver fatto insediare troppe grandi strutture commerciali senza alcun equilibrio col tessuto produttivo già presente. Bari, infatti, ha il maggior rapporto abitante/mq di grande distribuzione dell'intera Puglia e forse di tutta l'Italia. Unitamente alla grande crisi in atto, all'apertura di tanti esercizi in provincia e ad altre forme di acquisto come quelle online, il commercio Barese  vivrà ancora  periodi durissimi. Forse questo sarà il tema più complesso da affrontare, perchè la rimozione delle cause che hanno portato il commercio al collasso si annidano in devastanti scelte del passato. Tuttavia bisognerà incentivare tutte quelle  forme di collaborazione tra il Comune  e le associazioni di categoria. Un esempio per tutti: con questa profonda crisi  non può che ritenersi inaccettabile  tanta burocrazia necessaria e tanto accanimento nelle autorizzazioni  solo per collocare all'aperto tavolini, sedie e strutture amovibili.

La Sovrintendenza, con le sue maniacali prescrizioni, spesso incomprensibili  ha di fatto smantellato tante strutture in nome di tutele e decoro urbanistico. In altre città italiane, a vera vocazione turistica, quali Roma, Venezia e Firenze, le strade della città e del centro storico sono un continuo susseguirsi di esercizi all'aperto.  Sarebbero comprensibili alcune minime prescrizioni, ma non si fa un buon servigio all'occupazione impedendo drasticamente queste realizzazioni che invece andrebbero decisamente incentivate. La regolamentazione delle aperture domenicali è troppo sbilanciate a favore della grande distribuzione. E’ necessario un giusto equilibrio tra le esigenze dei consumatori, dei lavoratori, dei commercianti e della grande distribuzione.  Non intendo rimanere sordo all'appello dei Vescovi sulla Sacralità della Domenica come momento di congiunzione familiare e di riposo e, per chi Cattolico, come momento dedicato al Signore.

Infine, in poche pagine ho descritto  non già un  programma  ma il mio  pensiero su quello che sarà per me la  priorità assoluta : La Persona al centro dell'attività politico amministrativa del Comune.  I temi specifici, le grandi e prioritarie opere da realizzare saranno certamente al centro del dibattito e del programma nei prossimi giorni coinvolgendo le associazioni di categoria, il Politecnico, l'Università, i Sindacati.

Ma è mio fermo intendimento procedere su due livelli paralleli e ben compatibili: il primo è quello della percezione che devono avere i Baresi che il cambiamento è in essere sin dai primi giorni di governo della città con provvedimenti ed iniziative che ridiano, ripeto, dignità alle Persone sostenendo i più bisognosi e smettendola di complicargli la vita, il secondo è l'avvio o la prosecuzione di opere ed infrastrutture che avranno il pur necessario tempo per la realizzazione.

Bari ed i Baresi non possono e non vogliono  più aspettare.

 

Giacomo Olivieri

Candidato Sindaco di Bari.

Tags:
olivierirealtà italiapersonediscorsocandidaturabarisindaco
i blog di affari
Cartelle esattoriali: quali anni d’imposta può chiedere il Fisco?
Dalla pandemia alla Nato, il doppiopesimo egocentrico della Svezia
Di Massimo Puricelli*
Giustizia civile: ok celerità ma attenzione ai diritti fondamentali
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.