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Il garante del sociale

La programmazione sociale deve essere tesa a porre attenzione e sostegno a tutte quelle persone a rischio di esclusione e marginalità. Ai cittadini che si trovano in particolari situazioni di bisogno: nuclei familiari con bambini, donne sole con figli, uomini separati con figli; minori a rischio di devianza; persone anziane, famiglie con disabili a carico; immigrati.

Si deve tendere al miglioramento della qualità della vita, attraverso un monitoraggio continuo dei servizi offerti e favorendo il più possibile forme di aggregazione e di cooperazione, di aiuto reciproco.

Nel programma di Riconosciamo Bari, “Bari in 100 Pagine”, viene proposta ‘l’istituzione di un vero e proprio sportello di ascolto e di intervento sociale, per le problematiche relative ai minori, agli anziani, ai disabili, alle donne vittime di violenza. Più nello specifico si tratta della istituzione della innovativa figura del Garante del Sociale, costituita da una equipe di esperti. Una Commissione, cioè, fondamentale con funzioni di osservazione ed intervento a garanzia del sociale, che supervisioni le situazioni del territorio al fine do monitorare e di intervenire in casi di concreto disagio, offrendo servizi a titolo gratuito e proponendosi come organo di tutela e denuncia. Una presenza attiva sul territorio, utile a fornire un sostegno alla popolazione’.

Il Garante del Sociale ha il compito di tutelare i cittadini, in particolare le persone in stato di bisogno, le fasce più deboli.

La gente ha bisogno di sentirsi ascoltata, accolta, sostenuta, è questo il motivo per cui è fondamentale e di forte impatto istituire una figura assolutamente centrata in tal senso. Il Garante del Sociale si avvarrà di una equipe di esperti (formata da avvocato, psicologo, assistente sociale, educatore) che supervisioni le situazioni del territorio e che sia pronta ad entrare nelle scuole, nei centri antiviolenza, nei servizi sociali, nei centri per disabili, nei pronto soccorso, nelle caserme dei carabinieri o nelle centrali di polizia. Un team teso a monitorare e a intervenire. Persone pronte a lavorare sul campo, piuttosto che rimanere alla scrivania. Un messaggio di vicinanza.

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Deve essere prevista anche una supervisione nelle scuole a tutela dei minori, ma anche degli insegnanti. Spesso accade che quando le docenti suggeriscono un approfondimento delle capacità di un alunno, il genitore decide di cambiare scuola. Il bambino quindi continua a crescere e a frequentare la scuola con grande difficoltà, mentre un intervento tempestivo avrebbe potuto sostenerlo in modo adeguato.

Diventa quindi indispensabile la figura di un supervisore che si attivi in modo da impedire che tali “fughe” non garantiscano la tutela di un minore in stato di bisogno e che, a tal fine crei una rete, in concerto con l’assistente di riferimento, e con le altre scuole.

Accade che anche gli anziani si trovino in situazioni di solitudine e di emarginazione, il Garante dovrà quindi intervenire affinché siano realizzati interventi per migliorare la loro rete sociale o incidere sulle necessità legate ad una buona gestione della loro quotidianità (aiuto domestico, compagnia, e socializzazione). Se ben supportati da un’adeguata offerta di aiuti da parte delle amministrazioni comunali, essi possono evitare i disagi e la cosiddetta “morte civile” riveniente non solo dalla solitudine, ma anche dalla progressiva mancanza di autosufficienza ed autonomia.

Per tutte le fasce deboli è previsto tale l’intervento di tutela, di monitoraggio, di sostegno e di intervento tempestivo, attuato anche attraverso gli ‘Sportelli di Ascolto’ specifici che servono a dar voce a chi è in situazione di bisogno.

Patrizia Facchini, psicologa.

Responsabile per la Questione Sociale di Riconosciamo Bari.

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