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Il Gruppo Matarrese nella bufera Bari Calcio in una valle di lacrime

La situazione finanziaria del Gruppo Matarrese ha riportato in primo piano il futuro del Bari calcio.

Da un lato le dichiarazioni di Salvatore Matarrese hanno fatto chiarezza e fatto comprendere come l'Impresa abbia fatto una scelta di campo a favore delle aziende e dei 600 dipendenti; dall'altra conferma la necessità di mobilitarsi per trovare le risorse sul territorio perchè il club sportivo possa continuare ad esistere ai vertici nazionali.

Si è, però, parlato e si parla a vanvera, nei giorni scorsi,  di fallimento. Ora di fallimento pilotato. Lo ha fatto il Sindaco di Bari, che pare gioire delle disgrazie della nostra squadra di calcio che è - non lo dimentichi- la squadra nel maggiore campionato tra i club baresi di tutti gli sport e va tutelata, aiutata e non derisa!

Senza soldi e senza che ci sia qualcuno disposto ad assumere impegni economici  di un certo volume, sia l'una che l'altra strada diventano impraticabili e, soprattutto, in un caso e nell'altro, i crediti vantati dall'Amministrazione Comunale non avrebbero alcuna possibilità di essere recuperati. Nel primo caso, perchè ci sarebbero i creditori privilegiati, giocatori, tecnici, dirigenti e fisco a drenare tutto il plafond disponibile. Nel secondo caso, il fallimento pilotato- già realizzatosi per alcune società- non appare facile per le osservazioni successive. Infatti, il fardello dei debiti con il fisco non potrebbe essere semplicemente cancellato dal curatore designato dal Tribunale, perchè nello specifico potrebbe configurarsi una possibile truffa alla Stato che vanta il 70/80% di tali debiti.

Vorrei ricordare a me stesso che numerosi sindaci, di diverso colore politico, hanno dichiarato di considerare il "fallimento pilotato" un fatto immorale! Anche in questo caso al Comune di Bari non resterebbe un euro bucato.

La nuova società, per avere l'assenso della FIGC, dovrebbe coprite tutti i debiti sportivi nei confronti di atleti, tecnici e dirigenti, a parte le risorse per ultimare il campionato.

magistro mimmo
 


Ma, in questa valle di lacrime, non possono non far sorridere le ultime esternazioni della FIGC che starebbe pensando di citare per danni i calciatori baresi per la loro slealtà. E' paradossale che la voglia di costituirsi parte civile non venga dal Comune di Bari, che avrebbe dovuto tutelare l'immagine della città, bensì alla FIGC che è stata vampiro nei confronti dell'AS Bari, cui ha  applicato severamente - con più sentenze - una decina di punti di penalizzazione, pur sapendo che il Bari è parte lesa nei procedimenti giudiziari.

La stessa FIGC  ha imposto al Bari inopinatamente il pagamento a Masiello, venditore di partite e di dignità, non solo degli emolumenti (pur avendo lo stesso confessato di non essere stato un dipendente modello) ma anche gli interessi! Veramente la Figc, arcaica, antiquata nella sua "responsabilità oggettiva" pensa di poter rappresentare gli interessi dei tifosi baresi inferociti per comportamenti che nulla hanno a che fare con la tutela dello sport?

Come Associazione Maglia Biancorossa avevamo chiesto di poter essere parte civile contro calciatori che hanno disonorato la nostra maglia. Non ci è stato consentito perchè la nostra costituzione è stata successiva ai fatti incriminati. Oggi la FIGC, per essere coerente, chieda scusa al Bari, restituisca il mal tolto e cambi le regole, prima che le regole del CONI e dello Stato cambino la FIGC.


Mimmo Magistro -

Presidente Associazione Maglia Biancorossa

e Stella d'Oro al Merito Sportivo del CONI

Tags:
matarresebuferabari calciofallimento
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