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PugliaItalia
Il mare in collina col rosso di sera

di Antonio V. Gelormini

Sui colli di Suvereto, a Petra in Val di Cornia, sono abituati a sentirsi lambire dalla salsedine portata dal libeccio proveniente dal Tirreno e dalla costa livornese: quotidianamente e naturalmente contemplati nella prospettiva prossima di un orizzonte dolce e aspro, come la terra di Toscana che lo delinea.

A Trani la luce calda e accecante, riflessa dal chiarore di una pietra modellata dallo scirocco, dal sale e dagli schiaffi ripetuti e incessanti di un Adriatico pacato e paziente, dà lustro e contrasto alla sinuosità delle colline circostanti, attraversate dalle onde verdi e brulle di una Murgia selvaggia: ricca di storia, profumi e umori della più nobile tradizione popolare pugliese.

Petra
 

Portare il mare in collina è cosa ardua, anche per le più ardite genialità ingegneristiche, ma la forza creativa di uno chef in cucina - alle prese con profumi, sapori e tesori della Natura - compie il miracolo, magari virtuale o sensoriale, ma effetti e percezioni si rivelano estremamente concreti e lasciano il segno di un appagamento quasi mistico.

Sarà il contesto suggestivo dell’ex chiesa di Sant’Antuono, oggi Le Lampare al Fortino di Trani, di fronte ad uno degli skyline più ammalianti del mondo - quello della Cattedrale sul mare – o la combinazione di piatti: raffinati nella presentazione e accattivanti al palato, fatto sta che il processo si materializza nella declinazione odierna de “La cena delle pietre”, all’insegna dell’azienda vitivinicola toscana “Petra”. Complice determinante la verticale di dieci anni del Petra Rosso Riserva, che svela nell’atmosfera essenziale di un antico luogo di culto, la testimonianza di un lontano passato che, dalla civiltà micenea, conduce all'Etruria e da questa si proietta verso la Francia.

Lampare Trani3
 

Un cammino a ritroso, come una sorta di gamberi di collina, dal 2010 al 2000 accompagnati da Sergio Marchetti brand-manager delle cantine Petra, da Pier Giuseppe D’Alessandro enologo dell’azienda e da Vittorio Cavaliere Presidente dell’associazione culturale Ricerca e Qualità, esperto ed estimatore dell’enogastronomia pugliese.

Valorizzare il territorio pugliese e il ventaglio di tradizioni culinarie, forti di radici popolari autoctone, attraverso la sponda di blasoni vitivinicoli di altre contee, è il progetto perseguito da Antonio Del Curatolo, titolare del prestigioso locale sul Porto di Trani, per renderlo plurale nel panorama enogastronomico prima italiano e, immediatamente dopo, su quello internazionale.

La trasgressione dell’innovazione prevedeva la proposta coraggiosa dello chef Giovanni Lorusso, reduce dal premio speciale ottenuto a Sanremo, di accompagnare le varie annate del Petra Rosso Riserva, con un menu tutto mare, che richiamasse le tracce contadine dell’entroterra.

 

Il bouquet di crudo mediterraneo - risposta pugliese al sushi giapponese - , la Parmigiana di mare con melanzane, bianco di bufala e canestrelle, il Lingotto di baccalà in crosta di taralli e lo Spumone al bianco latte, noci e frutti del bosco della Murgia, quest’ultimo accompagnato da un Passito di San Lorenzo, hanno stampato un sigillo di qualità alla serata, che ha decretato vincente la scelta audace del rosso delle colline toscane.

Prossimo appuntamento il 28 marzo con la vivacità delle bollicine di Bellavista Franciacorta e con “La cena dei colori”, per sposare la luce di Puglia ai riverberi dello Chardonnay, del Pinot Nero e del Pinot Bianco dell’Alma Cuve’e Brut, del Brut 2008, del Satèn 2009, del Rosè 2009, del Pas Opere 2007 e del Vittorio Moretti 2006.

(gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
lamparetranipetracollinamarevinorossopietre
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