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Arcivescovo Taranto

“Ad oggi la nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e i decreti non sono serviti a migliorare la situazione ambientale. Lo testimoniano i ritardi nell’applicazione delle prescrizioni e i fatti di questi ultimi tempi che riguardano ormai anche altre realtà ambientali”. L’autore di questa dichiarazione, lo chiariamo da subito, non è un sindacalista né un cittadino, bensì l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro. Seguendo l’esempio di Papa Francesco la Chiesa, infatti, continua con ancora più forza ad essere megafono del sentire comune. “Purtroppo – prosegue con fermezza monsignor Filippo Santoro  - abbiamo assistito allo smarrimento delle classi dirigenti, nazionale e locale, la cui conseguenza è stata una discutibile gestione dell’emergenza e sembra utopico concepire una nuova politica industriale”.

Ilva Ecineq

La città di Taranto continua ad essere il punto scoperto di molti problemi legati all’ambiente, alla salute ed al lavoro di difficile soluzione per il Governo. Solo negli ultimi giorni, infatti, la denuncia di Peacelink: 8.916, secondo fonte Asl, le persone che hanno l'esenzione dal ticket per malattie tumorali (contraddistinta dal codice 048) nella città di Taranto. Nel distretto sanitario 3, che comprende i quartieri più vicini all'Ilva (Tamburi, Paolo VI, Città vecchia e parte del Borgo), “c'è un malato di cancro ogni 18 abitanti”. "Per la precisione – ha illustrato in una nota il presidente dell'associazione ambientalista, Alessandro Marescotti - sono 4.328 malati su 78mila abitanti. Questo significa che se venti persone si riuniscono in una stanza nel quartiere Tamburi almeno una ha un tumore". A distanza di poche ore la risposta del direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato: ''Indicare il numero degli ammalati di tumore basandosi solo sul dato del codice 048 può portare a valutazioni distorte o fuorvianti. Quel codice è utilizzato per certificazioni che hanno finalità amministrative, ma non ha alcun valore epidemiologico''.

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Bondi Ilva

Altro tassello del mosaico l'incontro fra il commissario straordinario dell'Ilva, Enrico Bondi, ed i rappresentanti dei sindacati nazionali e locali dei Metalmeccanici. Un incontro definito dagli stessi partecipanti "interlocutorio, il piano non è ancora pronto e lo sarà all'inizio di novembre". Bondi incontrerà il 15 settembre i tre saggi nominati dal Ministero dell'Ambiente e il 15 novembre ci sarà un nuovo confronto con le organizzazioni dei lavoratori: "Enrico Bondi – riferiscono i sindacati - ci ha comunicato il rinvio a fine ottobre della presentazione del piano industriale dell'Ilva. Nel corso del confronto è emersa la necessità, da parte del Commissario straordinario, di reperire le risorse per dare applicazione agli interventi previsti dall'Aia, ricercando quegli spazi di mercato che erano in capo all'Ilva prima delle vicissitudini giudiziarie".

Trapelano, intanto, le prime indiscrezioni sui costi per l'attuazione dell'Autorizzazione integrata ambientale: si parlerebbe di una cifra di 1,5, massimo  1,8 miliardi di euro in un triennio. Dalla Cisl, spiegano:  "Bondi ci ha chiarito che non si sta andando al risparmio. In realtà, ci ha detto il commissario, razionalizzando una serie di cose, si può anche spendere meno ed è quello che lui sta cercando di fare". Si è parlato anche del futuro dello stabilimento “a flusso teso”: “Un'azienda, cioè, che riduce significativamente il peso delle immobilizzazioni del magazzino – prosegue Marco Bentivogli, della segreteria nazionale della Fim Cisl - e questo ha anche un impatto ambientale positivo perché vuol dire che non hai più bisogno di avere parchi minerali immensi".

Nell’attesa a Taranto, infine, le parole dell’Arcivescovo tentano di instillare nuova fiducia: “Non lasciatevi rubare la speranza. La difesa della vita ci chiede di lottare contro ogni forma di rassegnazione mantenendo vigile la coscienza di tutti i cittadini”.

 

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