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PugliaItalia
dambrosio lettieri
“Lo stop delle attività di tutti gli stabilimenti italiani decisa dal gruppo Riva Acciaio con la conseguente messa in libertà di circa 1500 addetti e la rinuncia ad investire nell’area di Taranto da parte di Enipower per troppa burocrazia sono due notizie apparentemente senza nesso tra loro, ma che rappresentano due facce della stessa medaglia. Gravissime entrambe, richiedono un immediato intervento del Governo, mentre il governo regionale tace.
 
Non è possibile restare a guardare mentre a pagare sono, ancora una volta, i lavoratori e le loro famiglie e mentre un intero territorio, con ricadute negative sull’economia di tutta la regione, ma, a questo punto, del Paese, vede smantellare, senza soluzione di continuità, ogni possibilità di riscatto, naturalmente nel rispetto delle norme e della sicurezza.
 
Tutto, mentre la crisi dell’acciaio sta trascinando la Puglia nel girone infernale del segno meno sull’export, sia europeo che extraeuropeo, seconda quanto a perfomance negativa solo alla Sicilia.
Proteste Ilva
Abbiamo il dovere di insistere su provvedimenti che rendano meno farraginosa e più affidabile la nostra burocrazia, dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione del Governo sul fronte occupazione, messa a dura prova, anche a Bari, da numerose vertenze che vedono migliaia di operai impegnati da tempo a difendere il proprio posto di lavoro davanti ai cancelli delle fabbriche che hanno contribuito a rendere competitive attraverso l’alta qualità dei prodotti realizzati.
 
Praticamente un bollettino di guerra cui la Puglia sta pagando un tributo altissimo, messa all’angolo dalla narrazione politico-amministrativa inconcludente dei governi Vendola e priva di una visione programmatica concreta”.
 
Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo PdL 12^ Commissione Senato.
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