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Ilva, il decreto è legge La svolta: salute e lavoro

Salva-Ilva o Salva-Banche (come insinuano in molti), la Camera dei Deputati ha approvato il decreto Ilva-Taranto (n.1 del 5 gennaio 2015). Chiudere progressivamente gli altiforni, o comunque ridurne fortemente l'utilizzo, puntando principalmente sulla lavorazione del prodotto, significherebbe far fare pace alla Città  con la sua aria e con la sua anima ambietalista.

Pelillo
 

Immediatio il commento dell'onorevole tarantino Michele Pelillo (PD), secondo solo a quello di Matteo Renzi, che nel suo Tweet ha definito l'approvazione del decreto: "La svolta".

Il decreto Ilva-Taranto (n.1 del 5 gennaio 2015) risponde ad una serie di problematiche urgenti, di natura ambientale, industriale, sociale, sanitaria ed economica. Accogliamo questo provvedimento con ragionevole fiducia: il presidente Renzi e il suo governo accettano fino in fondo la sfida, “ci mettono la faccia”, per vincere la scommessa che, se vinta, può diventare una conquista emblematica: porre in equilibrio il diritto al lavoro e il diritto alla salute nella fabbrica più grande d'Italia, che è anche il centro siderurgico più grande d'Europa”

L'Ilva e Taranto, dopo cinquant'anni di disattenzioni e colpevoli omissioni, sono da tre anni stabilmente nell'agenda nazionale; ma il decreto che abbiamo oggi convertito in legge segna un cambio di passo. Avremmo potuto scegliere, infatti, la strada più facile: abbandonare la fabbrica, l'emergenza ambientale e i lavoratori al loro destino; abbiamo scelto, invece, la strada più difficile, quella del risanamento. Il nostro obiettivo è riconciliare la produzione con l'ambiente e la salute, i lavoratori con i cittadini”.

In meno di tre anni, la questione Ilva è approdata per la settima volta in Parlamento: un percorso legislativo la cui lunghezza e difficoltà sono in parte giustificate dalla complessità della vicenda, della quale il governo e il Parlamento si sono fatti carico. Un iter che - probabilmente - neanche oggi si può ritenere concluso, anche se questo passaggio - lo diciamo senza trionfalismi - è accreditato da più parti come quello decisivo per orientare la questione nella direzione più giusta. Questo provvedimento potrà indicare la strada per perseguire gli obiettivi indicati”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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