Si è insediato il tavolo Ilva della Regione Puglia del quale fanno parte i sindacati, i consiglieri regionali della Puglia di tutti i partiti, i deputati e senatori nazionali ed europei di tutti i partiti eletti in Regione Puglia, i sindaci di tutti partiti della Provincia di Taranto, la Provincia di Taranto, la Regione Puglia.

“Il tavolo Puglia dell’Ilva non nasce per sostituire il tavolo nazionale presieduto dal Governo – si precisa in una nota disuusa – e non pretende di svolgere le stesse funzioni dei tavoli nazionali che mantengono intatta la loro funzione. Il tavolo nasce per assicurare la presenza più coordinata di tutti i componenti del tavolo Puglia ai tavoli nazionali, secondo la competenza di ciascuno e secondo le norme di legge”.
“Il tavolo Ilva Puglia nasce per tutelare innanzitutto la salute dei cittadini – prosegue la nota – assieme ai livelli occupazionali, l’ambiente e la sicurezza del lavoro. Il tavolo nasce per assicurare a ciascuna delle componenti di coordinarsi con le altre al fine di consentire una partecipazione più efficace e consapevole ai tavoli nazionali”.
“Ciascun componente del tavolo Puglia – si aggiunge – ha l’aspettativa di poter illustrare il proprio punto di vista agli altri membri del tavolo nel rispetto assoluto di quello degli altri, per scambiare informazioni e operare valutazioni comuni”.

“A tal proposito – si sottolinea – il tavolo ha concordato di non poter accettare le condizioni poste ai lavoratori dall’accordo accettato e sottoscritto dal Ministro della Sviluppo Economico. In particolare il tavolo ritiene inaccettabili i licenziamenti e gli esuberi proposti al Governo dall’acquirente e soprattutto la discontinuità contrattuale per tutti i lavoratori con applicazione del jobs act. E ritiene necessario garantire i livelli occupazionali anche di tutte le aziende dell’indotto che non devono essere sostituite dalle aziende satelliti della Arcelor Mittal”.
Il tavolo verrà riconvocato dal Presidente della Regione in prossimità di ogni convocazione dei tavoli nazionali e ogni volta che ciascun componente ne faccia richiesta, di regola presso la Prefettura di Taranto.
Hanno partecipato alla riunione convocata dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: i sindaci di Massafra, Statte, Grottaglie, l’assessore Maggi in rappresentanza di Martina Franca. I consiglieri regionali Gianni Liviano, Renato Perrini, Saverio Congedo, Giuseppe Vizzino, Marco Galante, Luigi Morgante.

Tra i primi ad aprire la polemiche , con le precisazioni comunicate, è stato il consigliere regionale del Gruppo Misto ed ex assessore della giunta Emiliano, Gianni Liviano: “Una folta rappresentanza dei sindacati ha contributo positivamente al dibattito. Tra i presenti si segnala la presenza di numerosi RSU di tutte le sigle sindacali, mentre come rappresentanti di categoria si segnala la presenza del segretario Fiom Taranto, Giuseppe Romano, del segretario UILM Taranto, Antonio Talò, di Vincenzo La Neve della FIM Cisl di Taranto, di Francesco Rizzo USB Taranto, di Alessandro Calabrese UGL Taranto”.
“Come avevo annunciato – dichiara Liviano – ho partecipato all’incontro del tavolo Ilva convocato dal presidente Emiliano solo per rispetto istituzionale e non per altro. Apprendo da un comunicato stampa della Regione Puglia, che si sarebbe istituito l’ennesimo tavolo sull’Ilva, questa volta quello regionale. Mi era sembrato in verità che dal dibattito e dall’invito dei sindacati arrivassero indicazioni a rispettare i due tavoli esistenti (quello tarantino e quello nazionale)”.
Gianni Liviano poi aggiunge: “A prescindere, però dal numero dei tavoli, si avverte il bisogno di prospettive chiare e condivise. Più che di istituzioni desiderose di spazi di protagonismo, si avverte il bisogno di equilibrio, di responsabilità’ e di coerenza. Appare del tutto evidente il rischio che l’ansia di protagonismo, la strumentalizzazione dei problemi, finanche di quelli così grandi come la vicenda Ilva, diventino l’elemento primario che spinge l’azione del presidente Emiliano sempre più vittima della sua ansia di ribalta mediatica e sempre meno attore di costruzione di futuro della nostra comunità”.

Al contrario, fa presente Liviano, “La partita che ci deve stare a cuore è il futuro di Taranto e del suo territorio. Se il presidente della Regione vuole dimostrare che l’argomento Ilva non è solamente uno strumento che gli consente visibilità, ma una cosa che gli sta davvero a cuore, investa su Taranto, come da noi molteplici volte richiesto, sulla costruzione di prospettive di diversificazione di sviluppo, fornisca strumenti e supporti finanziari alla legge per Taranto, restituisca ai consiglieri regionali del territorio la possibilità di costruire con il supporto degli uffici, il piano strategico della legge stessa. Un presidente di Regione che, da un lato, ipotizza forme di chiusura parlando in nome e per conto della Regione, ma senza aver condiviso con nessun organismo politico questa scelta, e che, dall’altro, non solo non condivide, ma anzi osteggia, come finora ha fatto per esempio nei miei confronti, l’impegno dei consiglieri del territorio per costruire alternative di sviluppo, rischia di perdere qualsiasi credibilità”.

Detto questo, aggiunge Liviano, “Il nostro auspicio rimane sempre che tutti gli attori istituzionali, sindacali, sociali, economici della città facciano squadra chiarendosi sugli obiettivi evitando che continui ad accadere che, a giorni alterni e a seconda dell’occasionale interlocutore, un giorno non bisogna perdere neanche un posto di lavoro, il giorno dopo bisogna chiudere l’Ilva”.

E sulla decisione di spostare a Taranto, in Prefettura, il tavolo Ilva, il consigliere regionale tarantino è netto: “Se l’obiettivo è quello di riappropriarsi di un ruolo, allora non serve a niente; al contrario, se l’obiettivo di Regione, Comune e organizzazioni sindacali è quello di tornare a fare squadra nell’interesse della comunità, dell’ambiente, della salute, del lavoro allora possiamo sperare di poter recitare un ruolo forte e tornare ad essere interlocutori credibili nei confronti del Mise e degli acquirenti dello stabilimento siderurgico di Taranto”.
Secondo Liviano, infatti, questo “E’ il momento in cui la nostra comunità deve fare squadra. Mille sono i distinguo e le differenze che si potrebbero accampare per motivare percorsi da battitori liberi, ma ciascuno di loro, per quanto legittimo, non potrebbe mai giustificare che le istituzioni locali si presentino separate nell’interlocuzione con il governo centrale avendo in mente un progetto di futuro e non ripetute aspettative di protagonismo”.
(gelormini@affaritaliani.it)
