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In fondo , graphic novel Acqua: ponte e metafora

Ci sono libri e storie pensate per i bambini, ma adatte per educare – nel senso etimologico di “tirar fuori” – soprattutto gli adulti. Per tornare a guardare il mondo con occhi innocenti e curiosi sviluppando una coscienza diversa o solo per riportare a galla, dal fondo della memoria storica, un passato condiviso. In fondo racconta il mondo degli immigrati, degli invisibili della società moderna, riconosciuti e accolti da uno sguardo bambino, quello di Marina, 6 anni. In fondo (Fasi di Luna, 2014, pp. 96, 15 euro) è la sfida nell’universo della graphic novel che l’autrice barese Francesca Palumbo ha deciso di abbracciare con al proprio fianco una complice d’eccezione: la pittrice e illustratrice per l’infanzia Lucia De Marco.

Quasi 100 pagine disegnate a mano e colorate ad acquerello; una tecnica, ha spiegato Lucia De Marco, che ha permesso di creare una varietà stilistica e di registro per una lettura a ogni livello, ma allo stesso tempo rimandare a uno dei temi principali, nonché silenzioso protagonista: il mare.

L’acqua come ponte tra generazioni che, nel dopoguerra come oggi, attraverso il mare cercano una salvezza, un’opportunità di riscatto, ma anche distesa d’acqua senza confini come metafora del vivere, dove saper restare a galla è uno sport quotidiano da imparare, ahinoi, troppo presto.

Francesca Palumbo ha già pubblicato un’antologia di racconti (Volevo dirtelo) e due romanzi (Il tempo che ci vuole e La vita è un colpo secco). Le chiediamo dunque da cosa sia nata l’idea di sperimentarsi in una forma narrativa come la graphic novel.

“Sono una divoratrice del genere - dice. Sono letteralmente rapita dall’asciuttezza del linguaggio sostenuta totalmente dalle immagini che si colloca in maniera diametralmente opposta alla mia scrittura logorroica e infinita. Mi è sempre piaciuto spaziare nel mondo delle letterature altre e in primis mi sono innamorata diPersepolis di Marjane Satrapi scoprendolo dopo la visione del film a cui, come fosse un unico cordone, sono seguiti un fumettista francese, Bastien Vives, di cui apprezzo le linee e lo stile narrativo e infine lo spagnolo Paco Roca, autore di un graphic che trovo spettacolare e da cui hanno tratto anche un film di animazione, Arrugas..

Perché l’ha definita quasi una sfida?

“Perché se per un verso mi ha subito motivato l’idea di sperimentarmi in un’espressione nuova, l’inciampo si è palesato subito: io non so disegnare. Ho iniziato mentalmente a costruire la storia e mi rendevo conto che sempre più scorreva per immagini e disegni. Mi chiedevo chi potesse aiutarmi e incarnare il tratto di matita a me mancante. Da un punto di vista contenutistico l’aver optato per messaggi forti, come quello di far approcciare ai giovanissimi lettori il tema della morte. Abbiamo deciso di mostrare i barconi affollati di immigrati e in ultimo la bambina che nelle scatoline di fiammiferi dà simbolica sepoltura a chi non ce l’ha fatta”.

Come è nato l’incontro con la De Marco?

“Conoscevo i suoi quadri. Mi è sempre piaciuto il senso del colore che si trova nei suoi lavori. Le ho spiegato l’idea che alla base aveva il desiderio di avere un target eterogeneo, tanto di adulti quanto di bambini.

“La difficoltà maggiore – aggiunge la disegnatrice – è stata rendere nei dettagli le emozioni e i pensieri dei personaggi senza utilizzare una scrittura eccessiva. E questo ha significato un lungo e impegnativo lavoro durato un anno. La mia formazione è pittorica e figurativa, ma una precedente esperienza nel campo dell’illustrazione per l’infanzia si è rivelata essenziale per rendere questa graphic appetibile ai giovanissimi. Un ulterioreringraziamento va infine rivolto a una pietra miliare della letteratura, erroneamente definita per l’infanzia, e passaggio imprescindibile per ogni illustratore: Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. L’ho sfogliato e risfogliato mentre mi preparavo al lavoro”.

Un prodotto reso ancora più prezioso dalla realizzazione “artigianale” dei disegni, digitalizzati solo in un momento successivo per la stampa e l’impaginazione. Non sono stati aggiunti effetti di grafica, né i colori modificati. Come se i classici “cartoons” disneyani avessero improvvisamente dichiarato guerra – e vinto – contro la Pixar.

Come nasce invece – torniamo a chiedere a Francesca Palumbo – la storia e se ispirata a una situazione o personaggio reale.

“La storia sì, trae spunto dal fatto che ogni mattina nel tragitto fino alla scuola dove insegno passo davanti un supermercato dove da oltre un anno un ragazzo chiede l’elemosina e offre in cambio di portare le buste della spesa. Ogni tanto ho tentato di parlare con lui, ma non conosce bene l’italiano ed è timidissimo. L’idea in verità mi pulsava in testa da tempo; sapevo che mi interessavaparlare di immigrazione e tornerò a farlo ancora con il mio prossimo romanzo ora terminato, ma in lettura. Mi interessava creare un unicum tra la bambina che giornalmente impara a nuotare e il percorso dell’immigrato che deve sopravvivere, ma anche introducendo il nonno per un legame storico tra la figura dell’immigrato moderno e i nostri antenati che si sono trovati da migranti a subire le stesse forme discriminatorie e di indifferenza”.

Fasi di Luna è una casa editrice molto giovane. Come l’ha scelta?

“Frutto di una mia ricerca sui social. Ho scelto loro perché volevo sostenere delle editrici giovani e molto coraggiose se pensiamo al momento di crisi generale. Sono piene di idee e infatti alla pubblicazione hanno fatto corrispondere subito un progetto dilettura “Dalle immagini la storia” che mira a coinvolgere le ultime due classi di scuole elementari e le medie inferiori. Dopo l’ascolto, lettura e confronto, i bambini e ragazzi possono ideare –a partire dalle immagini – il loro racconto, purché ispirato al libro.Il concorso scade a marzo 2015 e vedrà la pubblicazione dei racconti migliori. Al libro è inoltre legata una finalità che mi sta particolarmente a cuore perché tutti i proventi della venditasaranno devoluti a Emergency. Non tolgo nulla alle altre associazioni umanitarie, ma Gino Strada è un uomo che stimo tanto e che merita sostegno perché sempre in prima linea, che agisce”.

Le prossime presentazioni de In fondo saranno il prossimo 14 novembre a Conversano alle ore 19 durante la 1^ edizione della Festa della Novella Cultura e il 15 novembre a Roma le due autrici saranno ospiti de “Il vizio di leggere”, in onda su Rai1.

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