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Naufraghi Norman Atlantic Da Manfredonia a Taranto

Manfredonia si apprestava a fornire i primi soccorsi a 39 dei superstiti del traghetto della Norman Atlantic, che ha preso fuoco nel Mare Adriatico durante il tragitto Patrasso - Ancona, tra Valona e Otranto. Ma le pessime condizioni climatiche, che stanno colpendo anche il Gargano, hanno costretto le autorità alla decisione del dirottamento verso il porto di Taranto, dove arriveranno nelle prossime ore.

Lo ha confermato il Procuratore Generale, Giuseppe Volpe, durante la conferenza stampa presso la Guardia costiera di Bari. La "Aby Jeannette", Il mercantile battente bandiera maltese, è rimasta bloccata per ore a largo di Margherita di Savoia con a bordo due persone con ferite lievi, ed altri in buone condizioni, ora è in rotta verso il porto di Taranto, dove è previsto il suo arrivo nel primo pomeriggio.

La Prefettura di Foggia aveva comunicato al sindaco Angelo Riccardi che in mattinata sarebbero approdati nella città garganica i naufraghi.

Norman Manfredonia
 

La struttura comunale aveva predisposto, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, del 118 e di diverse associazioni di volontariato, tutto quanto necessario per una prima accoglienza. Col compito, affidato ai Servizi sociali, sotto la guida dell’assessore Cascavilla, di far sì che il disagio di queste persone già tanto provate dalla tragedia, che le ha colpite, fosse il minore possibile.

"Manfredonia risponderà in modo efficace alla richiesta della Prefettura rivelando ancora una volta i suoi sentimenti profondi di amicizia e di accoglienza", era stato il commento raccolto a Palazzo di Città. A rispondere, in modo altrettanto efficace, sarà la città di Taranto, peraltro non nupova a questo tipo di interventi d'accoglienza.

Nel frattempo, sempre questo pomeriggio, Brindisi si prepara ad accogliere i 180 reduci del naufragio imbarcati sulla nave di soccorso San Giorgio. A riferirlo fonti ufficiali della Marina militare italiana. Il ritardo accusato dalla San Giorgio, insieme al De La Penne era stato annunciato dalle Autorità militari, confermando il rinvio fino al termine delle operazioni di ricerca.

La Norman Atlantic, intanto, si dirige in Albania verso Valona, a seguito delle negoziazioni di ieri sull'attribuzione del sequestro, fino all'aggancio del traghetto ad un rimorchiatore olandese. Il traghetto, inoltre, risulta scortato dai rimorchiatori italiani della famiglia brindisina Barretta. Quest'ultima è stata delegata dalla procura di Bari, in qualità di ausiliario di polizia giudiziaria, di eseguire il sequestro della nave e di occuparsi della custodia giudiziale della imbarcazione. Il custode nominato sarebbe Francesco Barretta.

Norman elicottero
 

Sul fatto indagano le Procure di Bari, Brindisi e Lecce. Aperto un fascicolo d'inchiesta per "naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose" a carico del comandante Argilio Giacomazzi, e dell'armatore Carlo Visentini. Mentre sempre in mattinata, due marinai del rimorchiatore albanese Illiria, sono deceduti colpiti dai cavi spezzatisi, durante le operazioni di aggancio del relitto. Un altro membro dell'equipaggio sarebbe rimasto gravemente ferito.

Proseguono, intanto, le verifiche sulla lista passeggeri in ordine alle vittime, e in ordine ai dispersi. I primi passi effettuati hanno riguardato il coordinamento con le procure pugliesi di Lecce e Brindisi, che avevano inizialmente avviato pratiche presso i propri uffici. Presi contatti con i capi delle Procure, in pochi minuti si è risolto il problema di competenza territoriale convenendo, che questa spettasse a quella di Bari, città dove risulta iscritto nel Registro Navale il traghetto, e dove ha sede la compagnia armatoriale.

Dopo i controlli medici sulle persone recuperate, si è organizzato lo smistamento dei naufraghi presso la varie capitanerie di porto. In particolare, con la collaborazione del Comandante de Tullio, di Questura, Polizia e Guardia di finanza, sono state raccolte tutte quelle dichiarzioni utili alle indagini. Acquisiti inoltre i telefonini, che avevano ripreso l'incendio sul relitto. In seguito, è stato organizzato il trasporto ed il rientro delle vittime nelle rispettive località di origine.

Una volta acquisito il materiale, lo stesso verrà sottoposto al vaglio degli inquirenti, e ad accertamenti tecnici garantiti nei confronti sia delle persone già indagate, che delle parti offese.

Dai primi rilievi, invece, sarebbe emersa una prima lista che contava 478 passeggeri. Tra questi sono stati identificati 3 clandestini dei quali 2 afgani e 1 siriano, oltre ad un overbooking (sovraprenotazione) di 18 persone. Pare che in totale le persone imbarcate ammontassero a 499, delle quali 10 decedute: 3 italiani, oltre a 2 salme ancora disperse in mare e non recuperate. Delle salme recuperate, 4 risultano a bordo della San Giorgio, altre 4 sono state traspostate ad Otranto e a Brindisi da motovedette.

norman2
 

Per tutti gli altri corpi si attende invece il trasferimento presso il reparto di Medicina legale di Bari per gli esami autoptici, ed i riconoscimenti di rito da parte dei parenti. Secondo fonti investigative con molta probabilità sarebbero tre autotrasportatori napoletani le tre vittime italiane dell'incendio avvenuto a bordo del traghetto Norman Atlantic. I tre corpi potrebbero essere a bordo della nave San Giorgio diretta a Brindisi.  Continuando nell'elenco, fatta eccezione del numero accertato delle persone trattee in salvo, vi sarebbero altre 179 persone delle quali non si conosce la sorte, e tra le quali, ha precisato il Procuratore Volpe, moltissime potrebbero essere imbarcate su mercantili, che nelle prime fasi avevano prestato soccorso, ed ora diretti in Grecia.

In particolare si tratterebbe di due unità che puntano verso porti ellenici. Il dato accertato è che il traghetto trasportava clanedestini. Resta il timore da parte degli inquirenti, che una volta recuperato il relitto si possano trovare a bordo altre vittime. Per questo motivo è risultato indispensabile il cui recupero della nave, insieme a tutta la documentazione in possesso della società armatrice, ed operare un sequestro disposto da Bari in acque nazionali albanesi doveva passare per una rogatoria internazionale. Autorizzazione risolta in poche ore perchè accolta dal Procuratore generale di Tirana. Non è possibile fare una stima sulla durata delle operazioni di soccorso nelle prossime ore, operazioni ad ora coordinate dalla Capitaneria di porto di Bari. Lo si apprende da fonti investigative della Marina militare.

(inesmacchiarola1977@gmail.com)

 

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