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PugliaItalia

Caro Mimmo,

nel voler esprimere i miei più sentiti auguri di buon anno ai cittadini della provincia e a quelli del capoluogo adriatico, mi permetto di scriverti. Mi permetto, anche, di rivestire per una volta il ruolo di suggeritore, di amico. Perché la stima, ne converrai con me, travalica i paletti imposti dai partiti, dalle coalizioni, dal dibattito politico. E la stima che nutro per l’uomo Mimmo, prima ancora che per il Consales giornalista o il Consales sindaco, non può certo essere attenuata dalla critica, spesso feroce, che contraddistingue la vita politica nazionale e locale.

Del Consales indagato, lo anticipo, non voglio dir nulla. Ma nutro, anzi, la forte convinzione che il sindaco di Brindisi saprà, nelle sedi opportune, chiarire la sua posizione. Nel pieno rispetto dei ruoli, il suo e quello dei magistrati, e nel pieno rispetto dei cittadini.

Quello che contesto a Consales, spero vorrai scusarmi Mimmo, è l’ostinazione nell’aver ridotto le problematiche brindisine ad uno scontro, evidentemente infruttuoso, non certo con le forze di opposizione, anche di centrodestra, con cui invece, mi pare evidente, si è addirittura riusciti a tirar fuori iniziative e provvedimenti pregevoli.

No, Mimmo. Quello che ti contesto è nel voler far finta di nulla di fronte all’ennesimo esempio di “giacchetta tirata”. Quella stessa giacchetta che, più volte, hai voluto salvaguardare da ricatti e provocazioni. Quella stessa giacchetta, Mimmo, che ora, però, appare talmente sgualcita da rendere inutile qualsiasi tentativo di rintoppo.

Non lasciare, Mimmo, che la Città di Brindisi sia messa sotto ricatto dai Nomadi del deserto politico. Da chi, tra spartizioni di potere e interessi personali, guarda alla res pubblica come un giocattolo o un puzzle. A chi, per ambizione, crede che la politica sia arte senza parte, gioco di poltrone e gioco di prestigio. Un gioco, appunto. Un giocattolo.

Ma le gente della tua Città, Mimmo, non merita questo. Non merita di essere vittima senza voce di un tavolo da gioco. Sgualcito pure lui. Come quella giacchetta obiettivo dei predatori.

E allora, Mimmo, togli quella giacchetta e indossane un’altra. Fatta di umiltà e lungimiranza. Una giacchetta che possa permettere a i più volenterosi del consiglio Comunale di Brindisi di affiancarti in un mese di lavoro, impegno, dedizione e senso civico, nel corso del quale individuare le criticità di una Città piena di problemi e contraddizioni. Da parte mia, caro Mimmo, troveresti un aiuto reale e concreto. Che potrà trasformarsi, in primavera, in un nuovo confronto. Un nuovo dibattito, duro magari, ma leale, su cui saranno gli elettori ad esprimere un parere.
Brindisi, caro Mimmo, non merita un lungo commissariamento. Tu, come la tua Città, invece, non meriti il ricatto. Non meriti di essere ostacolo di una trappola ben costruita che ha già mostrato, proprio nella nostra Terra, le sue conseguenze peggiori.

Auguri Mimmo, a te, alla tua Città, ai tuoi cittadini. Che meritano, come tutto il Paese, e forse più, un 2014 fatto di certezze e anche di speranze. Che meritano un Governo reale, un’azione concreta, una politica, una Buona politica, estranea agli interessi personali.

Pensaci Mimmo. E fallo con la consapevolezza che questa “crisi” non è nata ieri. E non finirà certo domani. Né con un rimpasto e neppure con un azzeramento.

Auguri Mimmo. Auguri Brindisi.

 

Pietro Iurlaro

Senatore della Repubblica

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