Sin dalla notte dei tempi, la sagoma suggestiva di un’Arca ha condiviso la forza evocativa della riconciliazione col volo ricognitivo di una colomba e i riflessi argentati di un ramoscello d’ulivo, nello skyline a tinte dorate di aurore e tramonti senza tempo.

Uno scenario che si rinnova nella celebrazione di una “Passione”: quella dell’Azienda Agricola Sabino Leone a Canosa di Puglia, declinata con carattere e raffinatezza nelle tipicità del suo olio Extravergine d’Oliva. Tra i 20 “The Best” nella guida “Flos Olei 2017”.
Una liturgia laica che, in un crepuscolo di tarda primavera, ha visto all’opera alcuni “sacerdoti del gusto” dal tocco stellare, insieme a un “canonico del forno” e un probabile discendente dello stesso Noè, Peppino Palumbo – che nel rinnovo moderno del nomen omen perpetua la sintesi biblica con le prestigiose etichette dei vini Tormaresca: Pietrabianca Castel del Monte, Salento Fiano Roycello, Rosato Calafuria, Tormaresca Chardonnay.

Metti una sera in frantoio! E’ stata una sinfonia concertante con gli “a soli” di Pietro Zito – Antichi Sapori Montegrosso, Felice Sgarra – Umami Andria, Noda Kotaro – Bistrot 64 Roma e Antonio Di Nunno – Locanda di Nunno Canosa, e le incursioni aromatiche di Scoop col gelato a “la Patràun” e quelle fragranti di Antonio Cera – Forno Sammarco San Marco in Lamis, che ha abbinato la pluralità del suo meraviglioso pane al ventaglio di oli di Sabino Leone: Don Gioacchino – Grand Cru, La Berafatt, La M’nenn, La Patràun, Ex Terra, io vOgLIO.

Variazioni su un tema predominante: preservare la genuinità del frutto, nella cura meticolosa degli uliveti e nell’impegno costante di uno standard elevato dei processi di produzione, per il gran finale di una resa estremamente pregiata: l’eccellenza verde-oro di un Olio Extravergine d’Oliva di qualità.
(gelormini@affaritaliani.it)

