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Napolitano rieletto2

Napolitano ha sbagliato. E ha sbagliato due volte: la prima per aver coperto col suo “alto” senso di responsabilità la deludente ed irritante “irresponsabilità” di larghe frange della cosiddetta classe dirigente politica, del Pd in particolare ma non solo.

La seconda per non aver accettato subito la stessa proposta di oggi, che gli era stata avanzata prima che si potesse compiere lo scempio dei giorni scorsi. Evidentemente ce lo saremmo risparmiato e gli animi sarebbero stati certamente meno esasperati.

Il serpente ha tentato a lungo Eva e alla fine ha avuto la meglio. Adamo è caduto nella trappola, come da copione. La cacciata dall’Eden, per sfiducia o dimissioni, sarà ovviamente consequenziale. Resta l’amarezza per il crollo di autorevolezza istituzionale, palpabile in queste ore nel sentire comune del Paese, in quel sorprendente passaggio da garante integerrimo a “foglia di fico” di vergogne trasversali.

La vera vittoria del Cavaliere, da più parti acclamata anche con enfasi eccessiva, è nella piccola crepa prodotta sulla più delicata e raffinata figura/funzione di equilibrio dei poteri Costituzionali di questo Paese. Una bordata inferta col sorriso beffardo del maligno. Altro che “il diavolo veste Prodi” della Mussolini!

Un risultato che “valeva la Messa” della nemesi di un voto, negato sette anni fa, e oggi caparbiamente concesso prima ancora o senza bisogno che alcuno avesse l’opportunità o la necessità di chiederlo.

Troppo presto per ipotizzare il riaffiorare di antiche debolezze, ma la tentazione di leggere la strenua resistenza al “riformista” Napolitano, che si scioglie nel sostegno odierno a una Presidenza “migliorista”, è piuttosto forte.

Staremo a vedere se e quanto veleno è stato iniettato nella mela e, soprattutto, se da qualche parte c’è un laboratorio che abbia davvero voglia di prendersi la responsabilità di produrne rapidamente l’antidoto.

Per il momento è bene che si stia il più vicino possibile al Presidente. Lui ne avrà bisogno, per rendere più efficace la propria azione di concerto. Per il Paese, sarà indispensabile salvaguardarne il patrimonio di autonomia e di rigore Costituzionale, che la Repubblica Italiana ha voluto affidargli.

(gelormini@affaritaliani.it)

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