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La Puglia secondo Bankitalia Più vecchia, lenta e poco laureata

La vivisezione della Puglia, che scaturisce dal Rapporto Banca d’Italia per il 2017, non riserva dati entusiasmanti.

La Puglia secondo Bankitalia Più vecchia, lenta e poco laureata

La vivisezione della Puglia, che scaturisce dal Rapporto Banca d’Italia per il 2017, non riserva dati entusiasmanti. E’ una regione che nella sua dinamicità, invecchia inesorabilmente, cresce più lentamente e vede fuggire la gran parte dei suoi laureati.

Bankitalia rapporto

Questo, a grandi linee, emerge dai dati illustrati nel documento sull’andamento dell’economia regionale, dal Direttore della sede di Bari della Banca d’Italia, Pietro Sambati, e da Maurizio Lozzi e Vincenzo Mariani della Divisione Ricerca economica territoriale di Bankitalia in Puglia.

Le luci non mancano, ma l’occupazione ha perso il ritmo degli anni scorsi e rimane pressoché stabile (+0,3%), mentre la forza lavoro – nel suo complesso – inevitabilmente invecchia. Ma quello che dovrebbe preoccupare maggiormente analisti, imprese e istituzioni è il calo dell’indice medio di personale qualificato nei comparti produttivi della regione.

Sambati Bankitalia

Solo il 12,4%, tra il 2012 e il 2016, sono state le assunzioni programmate di personale laureato: un dato inferiore di 3,3 punti rispetto la media nazionale, che si aggiunge al numero ancora ridotto in Puglia di grandi imprese o ad alta tecnologia. Un limite che condiziona ulteriormente il potenziale di crescita, procedendo magari a passo sostenuto mentre le altre regioni, però, corrono.

“Dal 2008 si sono persi 130mila posti di lavoro, ma in due anni, 2015-16, ne sono stati recuperati 50mila”, ha commentato Sambati, “Vi sono ancora 80mila posti da recuperare, ma anche il primo trimestre 2017 ha un segno positivo”.

Il lavoro poco qualificato mantiene basso il costo in Puglia e inferiore al dato nazionale, ma rallentando nel contempo la produttività ne risulta ugualmente, e paradossalmente, un mortificante svantaggio competitivo dell’economia regionale rispetto al resto del Paese.

Bankitalia laureati

E’ stato il lieve rafforzamento della domanda interna a compensare il calo delle esportazioni. Mentre l’accumulazione di capitale ha comunque ristagnato, risentendo dell’elevata quota di capacità produttiva inutilizzata.

“La crescita viene soprattutto dall’industria e dai servizi, in particolare dal settore meccanico e da quello del trasporto e del turismo. Anche le costruzioni, con l’aumento delle transazioni, rappresentano un fattore positivo. Sono tutti segnali che, unitamente a un certo miglioramento della qualità del credito ci fanno ben sperare – ha sottolineato Sambati – Ma occorre che il ciclo degli investimenti pubblici e privati riparta”.

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Nota dolens resta la quota di laureati in Puglia (10,1%), che è la più bassa tra le regioni anche per effetto delle migrazioni, sia in Italia che verso l’estero (tra il 2006 e il 2016 stimato in 40mila unità, 13 ogni 100 residenti con lo stesso titolo).

Infine, nel triennio 2013/2015 la spesa corrente delle Amministrazioni locali è diminuita, riflettendo anche il calo di quella per il personale. La spesa per investimenti è invece cresciuta, beneficiando dell’impulso proveniente dall’utilizzo dei fondi strutturali del ciclo di programmazione 2007-2013. In base a dati provvisori nel 2016 la spesa per investimenti sarebbe invece diminuita.

(gelormini@affaritaliani.it)