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Sofferta riapertura del MarTa Turismo colto e civiltà sepolte

Il museo di Taranto torna a vivere attraverso lo stupore e negli occhi dei visitatori, a cui apre l'affascinante percorso espositivo del secondo piano.

Trascorsi 13 anni dalla chiusura totale, interrotta dall'apertura di alcune sale del primo piano, finalmente tornano a splendere le corone, le collane, i monili, i vasi in ceramica e in vetro, le statue e perfino le tombe ricostruite ed esposte in un nuovo percorso ordinato.

Ordine cronologico, che permette la contestualizzazione dei reperti tutti rinvenuti a Taranto, e che di Taranto testimoniano le attività economiche, la produzione, gli scambi commerciali, gli scambi culturali e sociali.

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Infatti, la fattura dei reperti manifesta una provenienza risalente anche a paesi lontani come la Siria, e numerose sono le epigrafi che raccontano di magistrati, di bella vita nelle vile romane, di cui sono esposti i pavimenti in mosaico con disegno geometrico. Tra essi ne spiccauna uno con incisioni a caratteri di scrittura araba.

Rivivono i fasti della città greca, capitale delle colonie in Italia, passata poi nelle mani dei romani, e del successivo periodo bizantino, tardo antico e alto medioevale.

Il MarTa ne ricostruisce la storia, con un percorso che si snoda fra il primo e il secondo piano. Le restanti sale del terzo saranno completate e riaperte al più presto ed ospiteranno le testimonianze “preistoriche” dal V millennio alla fondazione spartana del VII sec. a. C.

La nuova esposizione offrirà ai visitatori anche sale con la storia del museo raccontata attraverso fotografie, documenti originali del primo museo del 1887, ed arredate con il mobilio dell'epoca, riproposto da touch-screan monitor con tutte le nozioni e curiosità storiche legate a quel periodo.

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Il MarTa rappresenta "La resistenza della cultura magnogreca» e forse della cultura in generale, per dare un futuro al proprio passato. Lo sostiene l’assessore Angela Barbanente, Vicepresidente della Regione Puglia, intervenuta all'inaugurazione: "Il museo non è di Taranto, è del mondo intero, e rappresenta la più alta sfida per il governo regionale, ma i tarantini devono prendere consapevolezza di convivere con un patrimonio archeologico di così grande interesse".

Un auspicio ripreso da Gregorio Angelini in rappresentanza del Ministero dei Beni culturali (il Ministro Bray era a Reggio Calabria per un'altro ritorno: quello dei Bronzi di Riace, dopo il lungo periodo di esilio restauratore): "Non è possibile che il museo sopravviva con un numero di visitatori così basso. Allora questi lavori, virtuosi, realizzati in pochissimo tempo grazie alla operativa e preziosa collaborazione tra il Mibac (Ministero dei Beni e delle attività culturali, ndr), la Regione Puglia e il Comune di Taranto, con l’intreccio di due Soprintendenze, devono trasformarsi in un biglietto da visita per il turismo colto. Quello di chi organizza le sue vacanze non pensando solo al mare e al sole, ma anche quello di un visitatore medio, che l’accattivante dimensione anche di museo virtuale, offerta dai video del Cnr Ibam, potrebbe conquistare".

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